Giulio Cavalli per brevità chiamato artista, mercoledì 26 luglio ore 20,00 a “Storie Italiane” Molfetta

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STORIE ITALIANE FESTIVAL MOLFETTA & LIBRERIA IL GHIGNO presentano GIULIO CAVALLI

GIULIO CAVALLI, Scrittore, Attore, Giornalista di Left, L’Espresso, Il Fatto Quotidiano, Autore teatrale e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, da anni vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie, in libreria con il suo nuovo romanzo

presenta “Santa mamma” edito da Fandango Editore.

IN PRIMA REGIONALE

6 Appuntamento Festival “Teatro come mezzo per mantenere vive pagine importanti della nostra storia.”

Save the date

MERCOLEDI’ 26 LUGLIO 2017 ORE 20,00

Galleria patrioti molfettesi Corso Umberto n 61

Principalmente scrivo. Ascolto storie, le cerco in giro, mi ci perdo lasciando briciole per riuscire comunque a ritornare a casa. Le scrivo lunghe quando scendo nelle stanze più interrate e diventano libri. Le scrivo allenando il muscolo della curiosità e diventano editoriali e articoli. E poi le racconto, sui palchi, con il mestiere del teatro che è il mestiere più bello del mondo. E non sopporto gli indifferenti, mai, per niente..

Il libro “SantaMamma”

Mi chiamo Carlo Gatti e sono nato con un buco. Quel buco sono io. Settant’anni spesi a rimanere in bilico tra un dubbio e la possibilità di scioglierlo per accorgersi che in quella terra di mezzo ci ho costruito la mia casa.”

Il nuovo romanzo di Giulio cavalli, edito da Fandango, è delicato, poetico e indimenticabile.

Giulio Cavalli

Per brevità chiamato artista

Chi sono

Siccome mi hanno sgridato dicendo che non si può mica parlare di sé in terza persona nel proprio sito allora scrivo io personalmente.

Chi sono più o meno lo trovate nella mia pagina su wikipedia. Principalmente scrivo e racconto. Scrivo libri, scrivo articoli, scrivo monologhi e recito libri, recito monologhi e ogni tanto recito anche inchieste.

I miei libri e i miei spettacoli sono spesso legati a storie del presente. Qualcuno mi descrive come autore civile ma mi piacerebbe fare un giro tra gli incivili per capire chi assegna il patentino.

Scrivo per Left, per Fanpage, per L’Espresso e ho scritto per Il Fatto Quotidiano. Giro spesso per l’Italia.

Poi se qualcuno sta cercando ossessivamente la questione della scorta: sì sono io. E credo che sia una delle mie caratteristiche meno interessanti poiché non è un pregio, non è un vizio o un difetto ma solo una conseguenza.

Odio gli indifferenti, sono partigiano.

Va meglio così? I commenti sono chiusi.

GIULIO CAVALLI, scrittore e autore teatrale, dal 2007 vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie. Collabora con varie testate giornalistiche e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, tra i quali ricordiamo Nomi, cognomi e infami (2010), L’innocenza di Giulio (2012) e Mio padre in una scatola di scarpe (2015). È stato membro dell’Osservatorio sulla legalità e consigliere regionale in Lombardia. Scrive su Left.

Giulio Cavalli narratore, tenendo fede ad un’idea di teatro come mezzo per mantenere vive pagine importanti della nostra storia.

Fra le sue collaborazioni importanti come quella della casa memoria “Felicia e Peppino Impastato” e il Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”; A cento Passi dal Duomo (2009), scritto con il giornalista Gianni Barbacetto, direttore di Omicron (Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord), spettacolo definito dallo stesso Cavalli “una ninna nanna dolce per un risveglio brusco di quella Lombardia che si crede immune dalla mafia”; Nomi, cognomi e infami, spettacolo che narra di storie di mafia, camorra, soprusi e ingiustizie, ma anche di persone che hanno scelto di non piegarsi agli uomini d’onore; L’innocenza di Giulio- Andreotti non è stato assolto (2011), scritto in collaborazione con Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli, che ricostruisce la carriera politica di Giulio Andreotti fino al processo per mafia. Per il suo impegno contro la mafia Cavalli ha vinto il Premio Giovanni Fava (2010).

http://www.giuliocavalli.net/

https://www.facebook.com/cavalli.giulio/?ref=ts&fref=ts

https://www.instagram.com/giuliocavalli/

Galleria patrioti molfettesi ribattezzata “Piazza dei libri e dei lettori”

fra Corso Umberto n 61 Molfetta, zona antistante Libreria Il Ghigno in via G.Salepico 47 via delle storie

INGRESSO LIBERO

La cittadinanza e la stampa è invitata

Vi aspettiamo, sarà un’occasione unica!

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“Festival Storie Italiane” Molfetta quinta edizione estate 2017 programma festival

La nostra selezione

Paola Calvetti

Anilda Ibrahimi “Il tuo nome è una promessa” Einaudi Feat Municipale Balcanica Martedì 4 luglio

Antonio Dikele Distefano “Chi sta male non lo dice” Mondadori Giovedì 6 luglio

Paolo Crepet “Baciami senza rete” Mondadori Sabato 8 luglio

Gaetano Savatteri “La fabbrica delle stelle” Sellerio Venerdì 14 luglio

Giulio Cavalli “Santa mamma” Fandango Mercoledì 26 luglio

Francesco Marocco  Cronache della discordia” Mondadori Mercoledì 2 agosto

Mercoledì 27 settembre Antonella Lattanzi Una storia nera

 Sabato 30 settembre Luca Bianchini Mondadori

 & tante altre occasioni di incontro per l’intera estate e tante promozioni per i lettori del ns festival

#STORIEITALIANE2017 #ILPRIMOFESTIVALDILETTERATURAMOLFETTA #LIBRERIAILGHIGNOMOLFETTA

Convenzionati con la carta del docente per gli insegnanti e per i giovani lettori bonus 18APP! Spendi in libreria il tuo bonus cultura e scegli la libreria storica indipendente della tua città!

#Festival culturale Estivo #Estate in Libreria Il Ghigno un mare di storie Molfetta #ConsiglideiLibrai #BeiLibri #Spedizioni in tutta Italia #Scegli Una Libreria Indipendente! #Libreria Il Ghigno un mare di storie Molfetta #Molfetta#Puglia#Italy

Storie Italiane il primo festival di letteratura a Molfetta

Quinta Edizione Estate 2017 sempre in direzione ostinata e contraria

Un intreccio di racconti e di storie per leggere quello che eravamo, che siamo e che saremo

Libreria storica e indipendente Il Ghigno un mare di storie Molfetta

https://ilghignolibreria.wordpress.com/https://storieitalianeilprimofestivaldiletteraturamolfetta.wordpress.com/

— presso Galleria patroti molfettesi Corso Umberto n 61 Molfetta ribattezzata Piazza dei libri e dei lettori Storie Italiane Festival.

Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta

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LIBRERIA STORICA E INDIPENDENTE IL GHIGNO UN MARE DI STORIE MOLFETTA

Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta
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Il Ghigno Libreria un mare di storie
Dal 1981
Libreria Storica, d’auToRe, Indipendente & incline alla bibliodiversità
Consigliata da 0 a 99 anni
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STORIE ITALIANE FESTIVAL MOLFETTA & LIBRERIA IL GHIGNO presentano GIULIO CAVALLI Scrittore, Attore, Giornalista di Left, L’Espresso, Il Fatto Quotidiano, Autore teatrale e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, da anni vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie, in libreria con il suo nuovo romanzo presenta “Santa mamma” edito da Fandango Editore. IN PRIMA REGIONALE 6 Appuntamento Festival “Teatro come mezzo per mantenere vive pagine importanti della nostra storia.” Save the date MERCOLEDI’ 26 LUGLIO 2017 ORE 20,00 Galleria patrioti molfettesi Corso Umberto n 61

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STORIE ITALIANE FESTIVAL MOLFETTA & LIBRERIA IL GHIGNO presentano GIULIO CAVALLI

GIULIO CAVALLI, Scrittore, Attore, Giornalista di Left, L’Espresso, Il Fatto Quotidiano, Autore teatrale e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, da anni vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie, in libreria con il suo nuovo romanzo

presenta “Santa mamma” edito da Fandango Editore.

IN PRIMA REGIONALE

6 Appuntamento Festival “Teatro come mezzo per mantenere vive pagine importanti della nostra storia.”

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MERCOLEDI’ 26 LUGLIO 2017 ORE 20,00

Galleria patrioti molfettesi Corso Umberto n 61

Principalmente scrivo. Ascolto storie, le cerco in giro, mi ci perdo lasciando briciole per riuscire comunque a ritornare a casa. Le scrivo lunghe quando scendo nelle stanze più interrate e diventano libri. Le scrivo allenando il muscolo della curiosità e diventano editoriali e articoli. E poi le racconto, sui palchi, con il mestiere del teatro che è il mestiere più bello del mondo. E non sopporto gli indifferenti, mai, per niente..

Il libro “SantaMamma”

Mi chiamo Carlo Gatti e sono nato con un buco. Quel buco sono io. Settant’anni spesi a rimanere in bilico tra un dubbio e la possibilità di scioglierlo per accorgersi che in quella terra di mezzo ci ho costruito la mia casa.”

Il nuovo romanzo di Giulio cavalli, edito da Fandango, è delicato, poetico e indimenticabile.

Giulio Cavalli

Per brevità chiamato artista

Chi sono

Siccome mi hanno sgridato dicendo che non si può mica parlare di sé in terza persona nel proprio sito allora scrivo io personalmente.

Chi sono più o meno lo trovate nella mia pagina su wikipedia. Principalmente scrivo e racconto. Scrivo libri, scrivo articoli, scrivo monologhi e recito libri, recito monologhi e ogni tanto recito anche inchieste.

I miei libri e i miei spettacoli sono spesso legati a storie del presente. Qualcuno mi descrive come autore civile ma mi piacerebbe fare un giro tra gli incivili per capire chi assegna il patentino.

Scrivo per Left, per Fanpage, per L’Espresso e ho scritto per Il Fatto Quotidiano. Giro spesso per l’Italia.

Poi se qualcuno sta cercando ossessivamente la questione della scorta: sì sono io. E credo che sia una delle mie caratteristiche meno interessanti poiché non è un pregio, non è un vizio o un difetto ma solo una conseguenza.

Odio gli indifferenti, sono partigiano.

Va meglio così? I commenti sono chiusi.

GIULIO CAVALLI, scrittore e autore teatrale, dal 2007 vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie. Collabora con varie testate giornalistiche e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, tra i quali ricordiamo Nomi, cognomi e infami (2010), L’innocenza di Giulio (2012) e Mio padre in una scatola di scarpe (2015). È stato membro dell’Osservatorio sulla legalità e consigliere regionale in Lombardia. Scrive su Left.

Giulio Cavalli narratore, tenendo fede ad un’idea di teatro come mezzo per mantenere vive pagine importanti della nostra storia.

Fra le sue collaborazioni importanti come quella della casa memoria “Felicia e Peppino Impastato” e il Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”; A cento Passi dal Duomo (2009), scritto con il giornalista Gianni Barbacetto, direttore di Omicron (Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord), spettacolo definito dallo stesso Cavalli “una ninna nanna dolce per un risveglio brusco di quella Lombardia che si crede immune dalla mafia”; Nomi, cognomi e infami, spettacolo che narra di storie di mafia, camorra, soprusi e ingiustizie, ma anche di persone che hanno scelto di non piegarsi agli uomini d’onore; L’innocenza di Giulio- Andreotti non è stato assolto (2011), scritto in collaborazione con Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli, che ricostruisce la carriera politica di Giulio Andreotti fino al processo per mafia. Per il suo impegno contro la mafia Cavalli ha vinto il Premio Giovanni Fava (2010).

http://www.giuliocavalli.net/

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fra Corso Umberto n 61 Molfetta, zona antistante Libreria Il Ghigno in via G.Salepico 47 via delle storie

INGRESSO LIBERO

La cittadinanza e la stampa è invitata

Vi aspettiamo, sarà un’occasione unica!

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“Festival Storie Italiane” Molfetta quinta edizione estate 2017 programma festival

La nostra selezione

Paola Calvetti

Anilda Ibrahimi “Il tuo nome è una promessa” Einaudi Feat Municipale Balcanica Martedì 4 luglio

Antonio Dikele Distefano “Chi sta male non lo dice” Mondadori Giovedì 6 luglio

Paolo Crepet “Baciami senza rete” Mondadori Sabato 8 luglio

Gaetano Savatteri “La fabbrica delle stelle” Sellerio Venerdì 14 luglio

Giulio Cavalli “Santa mamma” Fandango Mercoledì 26 luglio

Francesco Marocco  Cronache della discordia” Mondadori Mercoledì 2 agosto

Mercoledì 27 settembre Antonella Lattanzi Una storia nera

 Sabato 30 settembre Luca Bianchini Mondadori

 & tante altre occasioni di incontro per l’intera estate e tante promozioni per i lettori del ns festival

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“Sono morti per tutti noi e abbiamo un grande debito verso di loro: dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la loro opera”

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Pietro Grasso​ “Storie di sangue, amici e fantasmi”

“Sono morti per tutti noi e abbiamo un grande debito verso di loro: dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la loro opera:
-facendo il nostro dovere;
-rispettando le leggi, anche quelle che ci impongono sacrifici;
-rifiutando del sistema mafioso anche i benefìci che potremmo trarne (anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro);
-collaborando con la giustizia;
-testimoniando i valori in cui crediamo, in cui dobbiamo credere, anche dentro le aule di giustizia;
-troncando immediatamente ogni legame di interesse, anche quelli che ci sembrano più innocui, con qualsiasi persona portatrice di interessi mafiosi, grossi o piccoli;
-accettando in pieno questa gravosa e bellissima eredità di spirito;
-dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo”
Cinquantasette giorni: pochi per fare tutto quello che avresti voluto, ma forse sufficienti per prepararti a morire in “perfetta coscienza”.

Ricorrono oggi i 25 anni della morte di Paolo Borsellino.
Lo ricordiamo con un passaggio della lettera che Pietro Grasso gli ha dedicato nel suo libro #UnaStoriaDiSangueAmiciEFantasmi

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I libri consigliati

#Paolo Borsellino 19 luglio 

#Per non dimenticare mai

Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta
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25 anni dopo sette racconti per Paolo Borsellino

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Nell’anniversario della strage di via D’Amelio, 19 luglio 1992, 25 anni dopo sette racconti per Paolo Borsellino.

I libri consigliati

#Paolo Borsellino 19 luglio 

#Per non dimenticare mai

Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta
Il Ghigno Libreria Molfetta

19 luglio 1992 Anniversario della strage di via D’Amelio
L’ agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino a cura di M. Balzano, G. Biondillo (Feltrinelli, 2017) € 15

Helena Janeczek, Carlo Lucarelli, Vanni Santoni, Alessandro Leogrande, Diego De Silva, Gioacchino Criaco ed Evelina Santangelo. Sette autori, ciascuno con la propria storia, la propria sensibilità e la propria voce, riattualizzano con altrettanti racconti inediti, scritti appositamente per L’agenda ritrovata, il nucleo dell’impegno di Paolo Borsellino.
Un filo resistente lega gli uni agli altri i racconti di questa antologia: un’agenda rossa. Si affaccia dalla pagina declinata in diversi modi, una volta ha i fogli strappati, un’altra è gonfia di biglietti di teatro, ma sempre intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l’attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa.

L’agenda rossa di Paolo Borsellino di Sandra Rizza e Giuseppe Lo Bianco (Chiarelettere, 2017) € 10

Lo Bianco e Rizza ricostruiscono i drammatici ultimi 56 giorni di Paolo Borsellino con l’aiuto delle carte giudiziarie, le testimonianze di pentiti e di ex colleghi magistrati, le confidenze di amici e familiari. 
Molto è stato detto per celebrare la figura eroica di Paolo Borsellino. Molto poco invece si sa degli ultimi 56 giorni della sua vita, dalla strage di Capaci all’esplosione di via d’Amelio, quando qualcuno decide la sua condanna a morte. Lo Bianco e Rizza ricostruiscono quei giorni drammatici con l’aiuto delle carte giudiziarie, le testimonianze di pentiti e di ex colleghi magistrati, le confidenze di amici e familiari. E ci restituiscono le pagine dell’agenda scomparsa nell’inferno di via d’Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti. Qualcuno si affrettò a requisirla: troppo scottante ciò che il magistrato aveva annotato nella sua corsa contro il tempo, giorno dopo giorno. Chi incontrava? Chi intralciava il suo lavoro in Procura? Quali verità andava scoprendo? E perché, lasciato solo negli ultimi giorni della sua vita, disse: “Ho capito tutto… mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia… Forse saranno mafiosi quelli che materialmente, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”?

Chi ha paura muore ogni giorno di Giuseppe Ayala (Mondadori, 2009) € 9.50

Sono passati quindici anni dalla terribile estate che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d’Amelio, segnò forse il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino restano due simboli, non solo dell’antimafia, ma anche di uno Stato italiano che, grazie a loro, seppe ritrovare una serietà e un’onestà senza compromessi. Ma per Giuseppe Ayala, che di entrambi fu grande amico, oltre che collega, i due magistrati siciliani sono anche il ricordo commosso di dieci anni di vita professionale e privata, e un rabbioso e mai sopito rimpianto. Ayala rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxi-processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti (tra cui Tommaso Buscetta), ottenendo una strepitosa serie di condanne che fecero epoca. E fu vicino ai due magistrati in prima linea quando, dopo questi primi, grandi successi, la reazione degli ambienti politico-mediatici vicini a Cosa Nostra, la diffidenza del Csm e l’indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli, isolarli. Per la prima volta, Ayala racconta la sua verità, non solo su Falcone e Borsellino, che in queste pagine ci vengono restituiti alla loro appassionata e ironica umanità, ma anche su quegli anni, sulle vittorie e i fallimenti della lotta alla mafia, sui ritardi e le complicità dello Stato, sulle colpe e i silenzi di una Sicilia che, forse, non è molto cambiata da allora.

Ti racconterò tutte le storie che potrò di Agnese Borsellino e Salvo Palazzolo(Feltrinelli, 2015) € 9

Di Paolo Borsellino, del suo esempio e del suo lavoro di contrasto alla mafia, si è sempre parlato molto. Negli ultimi tempi, forse, si parla più della sua morte, dei misteri che la avvolgono, delle trame che si sono consumate prima e dopo di essa. Ma della famiglia Borsellino, dell’uomo anziché del giudice, dei figli e della moglie, non si sa molto. Fin dai primi, terribili giorni dopo l’attentato di via D’Amelio, infatti, la moglie Agnese e i figli Lucia, Manfredi e Fiammetta – allora poco più che adolescenti – hanno mantenuto uno stretto riserbo e sono intervenuti solo raramente nel dibattito mediatico. La signora, che proprio quest’anno si è dovuta arrendere a un male che l’ha perseguitata per anni, ha voluto utilizzare gli ultimi mesi della sua vita per lasciare dietro di sé – ai figli, ai nipoti, alle persone che mantengono vivo il ricordo di Paolo Borsellino e, in definitiva, a tutti gli italiani – i ricordi di una vita accanto a un eroe civile, che era un uomo normale, innamorato della moglie, giocoso con i figli, timido ma anche provocatorio, generoso e indimenticabile.

Paolo Borsellino. L’agenda rossa di Giacomo Bendotti (Becco Giallo, 2017) € 17

Il 23 maggio 1992, all’ospedale Civico di Palermo, Paolo Borsellino abbraccia il suo amico Giovanni Falcone per l’ultima volta, prima che muoia. Agli occhi dell’opinione pubblica, Borsellino diventa l’erede naturale di Falcone, e la prossima vittima designata di Cosa Nostra. Dopo neppure due mesi, il 19 luglio 1992, un’auto bomba carica di tritolo stronca la vita del giudice Borsellino e della sua scorta davanti alla casa della madre. L’agenda rossa sulla quale appuntava scrupolosamente ogni scoperta dopo la morte di Falcone sparisce dal luogo dell’attentato. In una foto si vede il maggiore dei carabinieri Giovanni Arcangioli allontanarsi con la borsa del giudice poco dopo l’esplosione. Chi voleva l’agenda rossa? Cosa accadde in quei 57 giorni che vanno dalla Strage di Capaci alla Strage di Via D’Amelio? Chi poteva trarre vantaggio dalla sua morte? A condannare a morte Borsellino sono state le sue ultime, affannose indagini sulle trattative Stato-Mafia? Giacomo Bendotti, autore per la radio e il cinema, ricostruisce in questa graphic novel la storia e la figura di Paolo Borsellino. Prefazione di Rita Borsellino.

Padrini e padroni di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso (Mondadori, 2016) € 18

Questo di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un libro di denuncia forte, coraggioso, che racconta una verità amara. Senza sconti per nessuno.

Nel 1908, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi centonovanta milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti – molti dei quali tornati dall’America per l’occasione – causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale. Lo stesso scenario che si ripeterà, atrocemente, cent’anni dopo, nel 2009, con il terremoto dell’Aquila. Mentre la gente moriva, in Abruzzo c’era chi già pensava ai guadagni. E ancora, nel 2012, nell’Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi. In Piemonte, la ‘ndrangheta era riuscita a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino 2006 e in quelli per la costruzione della Tav nella tratta Torino-Chivasso. La corruzione, l’infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti – occulti, come le logge segrete, e non, come la politica sul territorio e a tutti i livelli, fino ai più alti – sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie e in particolare dalla ‘ndrangheta. Lo scambio di favori fra criminalità e certa parte della politica è continuo e costante, il ricatto reciproco un peso enorme sulla cosa pubblica, con ripercussioni su tutti i settori, dalle opere pubbliche alla sanità, dal gioco di Stato allo sport. Questo di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un libro di denuncia forte, coraggioso, che racconta una verità amara. Senza sconti per nessuno.

Io, morto per dovere. La vera storia di Roberto Mancini, il poliziotto che ha scoperto la terra dei fuochi di Luca Ferrari e Nello Trocchia (Chiarelettere, 2016) € 15

Roberto Mancini è un poliziotto che ha combattuto l’ecomafia. Con le sue indagini ha anticipato di dieci anni il disastro della Terra dei fuochi. Roberto è morto a 52 anni per un tumore contratto proprio nel corso delle sue indagini sul traffico illegale di rifiuti tossici. Il libro racconta sia la sfera privata, sia il suo ruolo pubblico: il mondo degli affetti, la passione per il lavoro, il senso del dovere, il carattere, spiritoso e vitale ma integerrimo nella battaglia contro il crimine organizzato.

A testa alta. Don Giuseppe Puglisi: storia di un eroe solitario di Bianca Stancanelli (Einaudi, 2015) € 11

Questa è la storia di Giuseppe Puglisi, prete-coraggio in terra di Sicilia. Fu eliminato nel 1993 perché, sottraendo i bambini alla strada, li sottraeva al reclutamento della mafia che nel rione Brancaccio, alle porte di Palermo, ha da tempo immemorabile creato un vivaio di manovalanza criminale. Un caso di inquietante solitudine. La solitudine dell’uomo di fede, impavido fino al sacrificio di sé. Una solitudine che Bianca Stancanelli racconta con appassionata meticolosità e rara efficacia letteraria nella convinzione – vedi la citazione di Borges in apertura di libro – che talvolta, a illuminare il buio della nostra generale codardia, basta l’esempio di un solo hombre valiente. È un modo per avvertire il lettore che quella che si accinge a leggere è la biografia di un piccolo prete dal grande cuore, un eroe vero tra tanti eroi di cartapesta, deciso a dare un’anima a un quartiere che un’anima non l’ha mai avuta, un quartiere abbandonato dallo Stato e posseduto dal diavolo, dove è già un atto di sfida camminare a testa alta. (Ermanno Rea)
Mafia di Antonio Nicaso (Bollati Boringhieri, 2016) € 11

Per comprendere a fondo le mafie bisogna spazzare via ogni considerazione “culturalista”: la mafia – come pure la ‘ndrangheta o la camorra – non è il prodotto di un territorio o di una mentalità. Al contrario, è un modello esportabile, costruito su una fitta rete di complicità e protezioni. Non è, insomma, una questione esclusivamente “meridionale”; porre la cosa in questi termini significa di fatto impegnarsi per non risolverla. Quello che Antonio Nicaso chiede al lettore in questo breve libro è un cambio di mentalità forte, senza il quale non potremo mai sperare di sconfiggere quella che è senza dubbio la piaga criminale più profonda e sanguinosa del nostro Paese. Conoscere la mafia per poterla combattere diventa un dovere civile per tutti noi. Lo dobbiamo alle generazioni che verranno. La vera forza della mafia, dati alla mano, è la compattezza dei suoi legami interni e l’incredibile efficacia delle sue relazioni esteme, in particolare con la politica. La mafia ha anche qualcosa in più rispetto alle altre organizzazioni criminali: può contare su miti potenti, riti, norme e simboli di forte presa, senza i quali sarebbe come un popolo senza religione.
La mafia non ha vinto. Il labirinto della Trattativa di Salvatore Lupo Giovanni Fiandaca (Laterza, 2014) € 12

l processo sulla trattativa Stato-mafia, ancora aperto, coinvolge questioni centrali: per la storia del paese, per i principi costituzionali come la divisione dei poteri, per il delicato rapporto tra magistratura e politica. È un processo ricco di ambiguità, di coni d’ombra, di nodi tecnici da sciogliere, al centro di un’attenzione mediatica ed emotiva senza pari. È una storia che si intreccia con quella dell’ultimo colpo di coda dello stragismo mafioso. È un complicato affaire, nel quale si fondono e si confondono tre piani: il giudiziario, lo storico- politico, l’etico. Riproduce caratteri di fondo della relazione tra mafia e Stato, ma con caratteristiche che non hanno precedenti nella storia italiana. Rimanda a un contesto di scontro tra mafia e antimafia, ma anche tra le istituzioni. Non stupisce dunque che il volume sia composto da due saggi, l’uno scritto dal giurista Giovanni Fiandaca, l’altro dallo storico Salvatore Lupo, che hanno dato in passato contributi di grande valore agli studi sull’argomento. Le loro conclusioni sono sorprendenti. Fiandaca ritiene che i comportamenti di cui all’accusa non rappresentano affatto un reato. Lupo non nega possibili complotti, ma rileva che alla fine Cosa Nostra non è stata affatto salvata. Perché dunque si è scelto di celebrare questo processo? Perché gli italiani hanno bisogno di pensare che la mafia abbia vinto (e debba sempre vincere)? Dove si radica questa convinzione, quali forze morali e materiali la alimentano? Il volume contiene in appendice il testo della memoria scritta per il rinvio a giudizio.
La storia della mafia di Leonardo Sciascia (Barion, 2013) € 8

Lo scrittore che ha fatto materia viva dell’«onorata società» ricostruisce in forma sintetica le caratteristiche della mafia dalle origini fino ai giorni nostri. Una descrizione puntuale e insieme affascinante di un universo di cui si scopre sempre qualche aspetto inedito. Si tratta di un contributo sino a oggi poco conosciuto e comunque mai raccolto in volume.
Il vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino. Una storia di orrore e menzogna di Enrico Deaglio (Feltrinelli, 2013) € 7

A Paolo Borsellino piaceva citare liberamente dal Giulio Cesare di Shakespeare una frase secondo cui “è bello morire per ciò in cui si crede. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. È un paradosso terribile che questi vent’anni abbiano condannato proprio lui a morire molte volte, ucciso in innumerevoli versioni da colpevoli sempre diversi. È stato lo stato, lo stato mafia, la mafia stato; il doppio stato. È stato Berlusconi, o perlomeno Dell’Utri. Sono stati i servizi. Deviati. No, quelli ufficiali. Sono stati Ciancimino e Provenzano. Il fatto è che l’omicidio di Borsellino è ormai diventato uno di quei buchi neri della storia italiana, in cui come in un gorgo si annodano e si raccolgono tutti i misteri, i protagonisti, le inconfessabili verità di un momento storico e di un paese che ha sempre avuto molto da nascondere, in primo luogo a se stesso. “Tale è stato il destino del nostro eroe; e l’Italia non è un paese per eroi.
Storia di Giovanni Falcone di Francesco La Licata (Feltrinelli, 2012) € 8

Francesco La Licata ricostruisce le vicende salienti della vita di Giovanni Falcone, palermitano autentico, magistrato protagonista del pool antimafia e del maxiprocesso di Palermo, giudice a cui era stata data la delega per sconfiggere la mafia, e che dalla mafia è stato neutralizzato mediante l’isolamento e la delegittimazione, con accuse di protagonismo, opportunismo e smania di potere, fino all’epilogo della strage di Capaci, il 23 maggio 1992.
Nostro Onore di Serena Uccello Marzia Sabella (Einaudi, 2014) € 18

Marzia Sabella è un pm della Procura di Palermo dal 1993. È il momento questo in cui lo Stato, subito dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio, prepara la sua risposta a Cosa nostra e i giovani magistrati sentono come una chiamata alle “armi”. Il racconto di Sabella ci fa entrare nel mondo della mafia siciliana e, soprattutto, di chi lotta contro di essa. Al distorto onore dei mafiosi, Sabella sostituisce quello vero, l’unico, dei tanti – magistrati, uomini delle scorte, investigatori, funzionari degli uffici giudiziari – che, ogni giorno, silenziosamente, si adoperano per la giustizia.

‘O Maè – Storia di judo e di camorra di Luigi Garlando (Piemme, 2015) € 15

Filippo ha quattordici anni e un destino segnato. Abita a Scampia, dove il futuro gli dà una sola possibilità: entrare nel Sistema, la camorra. Suo fratello Carmine, infatti, è affiliato al clan del boss Toni Hollywood e lui lavora come sentinella. Un pomeriggio, però, suo zio gli chiede di accompagnarlo alla palestra di judo di Gianni Maddaloni. A Filippo quei ragazzi che combattono in “pigiama” all’inizio sembrano ridicoli. Con il tempo, però, il judo gli insegna a guardare le cose in modo nuovo, e presto il ragazzo sarà costretto a scegliere tra il clan di Toni Hollywood e quello dei Maddaloni. Tra la vasca di marmo nero a forma di conchiglia che ha visto nella villa del boss e i fenicotteri che un tempo popolavano il parco e che i “guerrieri in pigiama” promettono di riportare a Scampia. Introduzione di Gianni Maddaloni. Età di lettura: da 10 anni.

La mafia spiegata ai ragazzi di Antonio Nicasio (Mondadori, 2017) € 10

Gerlando Alberti, vecchio boss di Palermo, a un poliziotto che gli chiede cosa sia la mafia, risponde ridendo: “Che cos’è? Una marca di formaggio?” Totò Riina, uno dei mandanti delle terribili stragi di Palermo, alla domanda di un magistrato, finge di non conoscerla: “Questa mafia di cui tutti parlano io l’ho letta solo sui giornali”. Anche Mommo Piromalli, importante boss della ‘ndrangheta, risponde con sarcasmo: “Che cosa è la mafia? E qualcosa che si mangia? È qualcosa che si beve? Io non conosco la mafia, non l’ho mai vista”. Nonostante quello che dicono i boss mafiosi, noi sappiamo che la mafia esiste sul serio. E sicuramente non è una marca di formaggio. Antonio Nicaso, forte anche della sua decennale esperienza giornalistica, ha messo insieme tutte le principali informazioni sulla mafia e sulle mafie, in Italia e nel mondo. In questo libro si parla di ingiustizie, ma anche di giustizia, impegno e legalità. Dopo averlo letto, anche voi vorrete fare la vostra parte. Età di lettura: da 12 anni.

Falcone e Borsellino, paladini della giustizia di Francesco D’Adamo (E Elle, 2015) € 7.50

Il volume racconta un “grandissimo”, con la voce di un autore e la mano di un illustratore. Le ultime pagine del volume offrono una brevissima appendice con i luoghi o le opere legati al personaggio e sopravvissuti fino a noi: in questo modo, se e quando vorrà, il lettore potrà ripercorrere le tracce del suo beniamino, scoprendolo ancora più vicino. Perché a essere grandissimi si comincia da piccoli! Anni ’80: la mafia stringe nei suoi tentacoli, in una morsa di violenza e di paura, la Sicilia e l’Italia. Pochi hanno il coraggio di ribellarsi. Due eroici magistrati, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, dedicano la vita a combatterla. Età di lettura: da 7 anni.
Mafia e graffiti di Simona Bonariva (Einaudi, 2014) € 11

Totò vive in un quartiere periferico di una grande città. Due cose fanno di lui un ragazzo speciale: il suo talento e la sua rabbia. Perché Totò di talento ne ha da vendere, è un asso coi colori e con le bombolette, e i suoi disegni spopolano tra i ragazzi del quartiere. Ma Totò è anche molto arrabbiato, perché il suo papà non c’è più, la mafia gliel’ha portato via. La mafia che è come un mostro con tentacoli spaventosi che arrivano dappertutto e mille occhi e mille mani che controllano, minacciano, puniscono, bruciano e infine uccidono. Totò sa chi è stato a uccidere il suo papà, tutti lo sanno: è Marcello ‘u zoppo, boss di quartiere, che gira sempre scortato dai suoi scagnozzi, e tutti lo salutano e si tolgono il cappello quando passa perché hanno paura. Qualcuno addirittura dice di lui che è un galantuomo, perché fa favori alla gente e procura soldi e lavoro. Ma Totò non si lascia ingannare: quello è un mafioso, un assassino e un ladro. Cosa può fare lui che è solo un ragazzino? E un giorno, ecco, l’idea arriva: il suo talento e la sua rabbia si incontrano e Totò disegna sui muri, riempie le vie e le piazze e perfino il cielo, e così finalmente le malefatte dello zoppo sono sotto gli occhi di tutti e nessuno può più fare finta di niente. Età di lettura: da 11 anni.

La mafia spiegata ai bambini di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso (Becco Giallo, 2014) € 12

Castelgallo era un paesino tranquillo: una scuola, una gelateria, un panificio, tantissimo sole e un bellissimo mare. Ma un giorno cominciò a circolare tra gli abitanti uno strano morbo, capace di trasformare le persone in scarafaggi. Alcuni chiamarono quella malattia “mafia”. E in pochi, all’inizio, ne volevano parlare… Questo libro parla di mafia. Insegna come riconoscerne i sintomi e mostra come si cura. Età di lettura: da 7 anni.

STORIE ITALIANE 7 Appuntamento “Marocco narra la commedia all’italiana di oggi” FRANCESCO MAROCCO  Scrittore Architetto Paesaggista presenta “Cronache della discordia” Mondadori Edizioni Dialoga con Michele De Virgilio  Mercoledì 2 agosto 2017 ore 20,00 Galleria patrioti molfettesi

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Storie Italiane prosegue con le sue proposte, con i suoi scrittori nazionali da incontrare dal vivo nella calda estate 2017 per leggere e scoprire nuovi libri e nuovi autori

Il cast del Festival Storie Italiane

FRANCESCO MAROCCO Scrittore a Molfetta 

Marocco

STORIE ITALIANE  

il primo festival della letteratura a Molfetta ideato e promosso dalla Libreria Il Ghigno un mare di storie

7 Appuntamento “Marocco narra la commedia all’italiana di oggi”

FRANCESCO MAROCCO 

Scrittore Architetto Paesaggista

presenta 

“Cronache della discordia” 

Mondadori Edizioni

Dialoga con Michele De Virgilio 

Mercoledì 2 agosto 2017 ore 20,00

Galleria patrioti molfettesi altezza Corso Umberto n 61 Molfetta, ribattezzata “Piazza dei libri e dei lettori” 

L’ironia di Marocco è tanto sottile quanto puntuale, originale, intelligente, solleticante! Il suo stile è sagace e al contempo immaginifico. Frase molto pubblicitaria, ma io direi proprio “da non perdere”.

Ogni volta che ci vado, Milano mi piace sempre di piu’. 

Francesco Marocco è nato a Bari nel 1976. Architetto paesaggista, dottore di ricerca in Fenomenologia urbana, ha insegnato Progettazione dei giardini e del paesaggio nelle università di Valencia, Bari e Matera. Dal 2014 vive e lavora a New York. Il suo primo romanzo, Mai innamorarsi ad agosto (Fandango), è uscito nel 2012.

INGRESSO LIBERO E FIRMA COPIE

La cittadinanza e la stampa è invitata

“Festival Storie Italiane” Molfetta quinta edizione estate 2017 programma festival

La nostra selezione

Paola Calvetti 

Martedì 4 luglio Anilda Ibrahimi “Il tuo nome è una promessa” Einaudi

Giovedì 6 luglio Antonio Dikele Distefano “Chi sta male non lo dice” Mondadori

Sabato 8 luglio Paolo Crepet “Baciami senza rete” Mondadori

Venerdì 14 luglio Gaetano Savatteri “La fabbrica delle stelle” Sellerio

Mercoledì 26 luglio Giulio Cavalli “Santa mamma” Fandango

Mercoledì 2 agosto Francesco Marocco Cronache della discordia” Mondadori

Mercoledì 27 settembre Antonella Lattanzi Una storia nera

Sabato 30 settembre Luca Bianchini Mondadori

& tante altre occasioni di incontro per l’intera estate

e tante promozioni per i lettori del ns festival

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LIBRERIA STORICA E INDIPENDENTE IL GHIGNO UN MARE DI STORIE MOLFETTA

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Storie Italiane il primo festival di letteratura a Molfetta

Quinta Edizione Estate 2017 sempre in direzione ostinata e contraria

Un intreccio di racconti e di storie per leggere quello che eravamo, che siamo e che saremo

Libreria storica e indipendente Il Ghigno un mare di storie Molfetta

https\://ilghignolibreria.wordpress.com/

https\://storieitalianeilprimofestivaldiletteraturamolfetta.wordpress.com/ — presso Galleria patroti molfettesi Corso Umberto n 61 Molfetta ribattezzata Piazza dei libri e dei lettori Storie Italiane Festival.

Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta

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Il Ghigno Libreria un mare di storie
Dal 1981
Libreria Storica, d’auToRe, Indipendente & incline alla bibliodiversità
Consigliata da 0 a 99 anni
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Premio Strega 2017, il vincitore è Paolo Cognetti

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Paolo Cognetti è il vincitore del Premio Strega 2017 con Le otto montagne.

«È la realizzazione di un sogno, e il sogno era non tanto di vincere un premio, quanto di fare lo scrittore e vivere del mio lavoro e ci sono riuscito».
Paolo Cognetti

«Un classico, da leggere senza discutere».
Maurizio Crosetti

Paolo Cognetti Giulio Einaudi Editore
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Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta

I premi letterari più importanti

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Premio Strega 2017, il vincitore è Paolo Cognetti

L’autore de «Le otto montagne» (Einaudi) trionfa con 208 voti
Seconda Teresa Ciabatti con 119 preferenze, terza Wanda Marasco con 87
– Premio Strega europeo 2017 alle «Voci» di Jenny Erpenbeck di Carlotta De Leo
– Premio Strega Giovani 2017 a Paolo Cognetti di Alessia Rastelli

Il vincitore Paolo CognettiIl vincitore Paolo Cognetti

Previsioni confermate. La 71ª edizione del Premio Strega è stata vinta da Paolo Cognetti con 208 voti, per il suo Le otto montagne. Gli occhi lucidi, ringrazia: «Sono arrivato fin qui, ma so da dove arrivo: dalla mia prima casa editrice minimum fax e ora la splendida Einaudi che mi ha portato fino a qui. E voglio salutare e ringraziare i miei amici montanari. Viva la montagna!». Poi tracanna lo Strega.

Anzi, lo scrittore milanese ha stravinto su diversi fronti: aveva infatti già conquistato lo Strega giovani e, quando aveva ricevuto il premio dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, si era quasi commosso, dicendo che, quando sognava di fare lo scrittore, aveva la stessa età dei ragazzi che lo avevano votato. Poi ieri sera ha vinto anche lo Strega Off, la novità di quest’anno che si è svolta parallelamente nel Giardino di Monk (area verde della Capitale), con il 57% dei voti, calcolati tra riviste, blog letterari e i presenti alla serata aperta a tutti.

Secondo posto, con ampio distacco, per Teresa Ciabatti, 119 voti, con La più amata (Mondadori, stesso gruppo editoriale del primo classificato), titolo che non le ha portato fortuna. Al terzo posto Wanda Marasco, 87 voti (La compagnia delle anime finte, Neri Pozza); poi Matteo Nucci, 79 voti (È giusto obbedire alla notte, Ponte alle Grazie); quinto Alberto Rollo,52 voti (Un’educazione milanese, Manni). Dice il vincitore: «La mia è una storia di padri e figli, di abbandono della civiltà, di libertà della vita selvatica. Ho sempre avuto il ricordo di una grande felicità vissuta da bambino tra i boschi. Qualunque cosa sia il destino abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa». Poi aggiunge: «Sono molto critico nei confronti dell’eccesso di comunicazione che viviamo oggi e trovo maggiore profondità in cose diverse dai social. Non sono un eremita, ma ho due anime: una che ha a che fare con la vita nelle metropoli, l’altra che mi spinge verso la solitudine di certi paesaggi».

Tutti e cinque i romanzi prendono forza dal luogo dove sono ambientati. Dice Nucci: «Il mio racconta un’umanità marginale, nei recessi del fiume Tevere». E la Ciabatti, che lo ambienta a Orbetello: «Ho scritto questo libro per capire chi era veramente mio padre». La Marasco: «Ho usato Napoli, che simboleggia la grande madre». Rollo: «Milano mi ha insegnato la decenza, il rigore, l’attaccamento al lavoro».

Faceva caldo, giovedì sera al Ninfeo di Villa Giulia, dove lo Strega è tornato dopo la trasferta, molto criticata, dell’anno scorso all’Auditorium Parco della Musica fatta per celebrare i 70 anni del prestigioso riconoscimento letterario. Afa incombente, umidità a mille. I soliti tavoli, la solita ghiaia su cui le signore con tacchi a spillo hanno qualche difficoltà a deambulare, ecco il solito buffet, la solita calca. Qualche volto noto, qualche attore, qualche regista, ma mancava il ministro Dario Franceschini: avrebbe disertato la serata per schivare domande scomode sulla direzione del Pd, dove aveva litigato con Renzi.

Lo Strega è il fiore all’occhiello del mondo letterario e gli effetti commerciali della gara sono importanti: la vittoria comporta la ghiotta prospettiva di un incremento del 500 per cento di copie vendute. Una rassicurante conferma, ma anche parecchie novità. Innanzitutto per la prima volta mancava Tullio De Mauro, storico presidente scomparso nel gennaio scorso, che è stato ricordato ieri sera con un filmato. Per la prima volta un nuovo presidente, Giovanni Solimine che ha allargato la giuria a 660 addetti ai lavori, presieduta dal vincitore della passata edizione Edoardo Albinati.

Duecento voti sono arrivati infatti da 20 istituti di cultura italiani all’estero, tra i quali mancavano quelli «pesanti» di Parigi, Londra o New York, ma sono entrati, tra gli altri, quelli di Bruxelles, Tirana, Zagabria: i votanti sono stati selezionati (segretamente) tra intellettuali, italianisti, esperti vari. All’elenco «allargato» si aggiungono gli elettori delle librerie indipendenti e 15 circoli di lettura delle Biblioteche di Roma. L’intento è di ampliare le categorie per essere «sicuri di scegliere il libro più trasversale» assicura il neo presidente:con questa riforma, forse, ha vinto una maggiore apertura all’imprevedibilità del vincitore, rispetto al solito controllo delle case editrici, col solito giro di telefonate agli Amici della Domenica».

La serata è stata presentata e condotta su Rai3 dalla giornalista Eva Giovannini. A proposito degli sponsor, alla vigilia della finale, uno dei finalisti, Nucci si era rifiutato di partecipare all’iniziativa di una nota marca di automobili, che aveva chiesto agli autori della cinquina di scrivere un racconto sul tema «Uomo Macchina Ambiente». «Sono allibito — era andato giù duro lo scrittore —. Non ho auto, non ho televisioni, scrivo per chi ha voglia di leggere». Ma Solimine aveva commentato: «Trovo curioso che si faccia questo genere di contestazione dato che siamo in un premio intitolato a una nota marca di liquore. Potrei allora aspettarmi, prima o poi, che un futuro vincitore strappi l’etichetta mentre tracanna la bottiglia». Ieri sera non è successo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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GIULIO CAVALLI Scrittore, Attore, Giornalista, Autore teatrale da anni sotto scorta, in libreria con il suo nuovo romanzo, presenta “Santa mamma” edito da Fandango Editore. MERCOLEDI’ 26 LUGLIO 2017 per IL FESTIVAL DELLA LETTERATURA STORIE ITALIANE MOLFETTA

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GIULIO CAVALLI Scrittore, Attore, Giornalista, Autore teatrale da anni sotto scorta, in libreria con il suo nuovo romanzo, presenta “Santa mamma” edito da Fandango Editore. MERCOLEDI’ 26 LUGLIO 2017 per IL FESTIVAL DELLA LETTERATURA STORIE ITALIANE MOLFETTA

Storie Italiane Festival

6 Appuntamento

Save the date

Mercoledì 26 luglio 2017 ore

Galleria patrioti molfettesi Corso Umberto n 61

In esclusiva per Molfetta

GIULIO CAVALLI

Scrittore, Attore, Giornalista, Autore teatrale da anni sotto scorta, in libreria con il suo nuovo romanzo, presenta “Santa mamma” edito da Fandango Editore. per IL FESTIVAL DELLA LETTERATURA STORIE ITALIANE MOLFETTA

Principalmente scrivo. Ascolto storie, le cerco in giro, mi ci perdo lasciando briciole per riuscire comunque a ritornare a casa. Le scrivo lunghe quando scendo nelle stanze più interrate e diventano libri. Le scrivo allenando il muscolo della curiosità e diventano editoriali e articoli. E poi le racconto, sui palchi, con il mestiere del teatro che è il mestiere più bello del mondo. E non sopporto gli indifferenti, mai, per niente..

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“SantaMamma”

Mi chiamo Carlo Gatti e sono nato con un buco. Quel buco sono io. Settant’anni spesi a rimanere in bilico tra un dubbio e la possibilità di scioglierlo per accorgersi che in quella terra di mezzo ci ho costruito la mia casa.”

Il nuovo romanzo di Giulio cavalli, edito da Fandango, è delicato, poetico e indimenticabile.

Dialoga con

Interviene

Mercoledì 26 luglio 2017 ore Galleria patrioti molfettesi ribattezzata “Piazza dei libri e dei lettori” fra Corso Umberto n 61 Molfetta, zona antistante Libreria Il Ghigno in via G.Salepico 47 via delle storie

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La cittadinanza e la stampa è invitata

Incontro con lo scrittore, attore, regista e giornalista Giulio Cavalli, autore di Santamamma, edito da Fandango Libri

Giulio incontra i lettori e cittadini e firma copie del suo ultimo libro

Vi aspettiamo, sarà un’occasione unica

GIULIO CAVALLI, scrittore e autore teatrale, dal 2007 vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie. Collabora con varie testate giornalistiche e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, tra i quali ricordiamo Nomi, cognomi e infami (2010), L’innocenza di Giulio (2012) e Mio padre in una scatola di scarpe (2015). È stato membro dell’Osservatorio sulla legalità e consigliere regionale in Lombardia. Scrive su Left. http://www.giuliocavalli.net/https://www.facebook.com/cavalli.giulio/?ref=ts&fref=tshttps://www.instagram.com/giuliocavalli/

“Festival Storie Italiane” Molfetta quinta edizione estate 2017 programma festival

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Paola Calvetti Martedì 4 luglio Anilda Ibrahimi “Il tuo nome è una promessa” Einaudi Giovedì 6 luglio Antonio Dikele Distefano “Chi sta male non lo dice” Mondadori Sabato 8 luglio Paolo Crepet “Baciami senza rete” Mondadori Venerdì 14 luglio Gaetano Savatteri “La fabbrica delle stelle” Sellerio Mercoledì 26 luglio Giulio Cavalli “Santa mamma” Fandango Mercoledì 2 agosto Francesco Marocco Cronache della discordia” Mondadori Mercoledì 27 settembre Antonella Lattanzi Una storia nera Sabato 30 settembre Luca Bianchini Mondadori & tante altre occasioni di incontro per l’intera estate e tante promozioni per i lettori del ns festival

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Storie Italiane il primo festival di letteratura a Molfetta Quinta Edizione Estate 2017 sempre in direzione ostinata e contraria Un intreccio di racconti e di storie per leggere quello che eravamo, che siamo e che saremo Libreria storica e indipendente Il Ghigno un mare di storie Molfetta

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