VENERDI’ 28 APRILE ORE 19,30 LIDIA MENAPACE PARTIGIANA “LA RESISTENZA DELLE DONNE IN COLLABORAZIONE CON IL FESTIVAL RESISTENZA E RESISTENZE MOLFETTA LIBRERIA IL GHIGNO GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI (CORSO UMBERTO) PRESENTA I LIBRI “IO PARTIGIANA LA MIA RESISTENZA” E “CANTA IL MERLO SUL FRUMENTO IL ROMANZO DELLA MIA VITA” MANNI EDITORE

Lidia Menapace

VENERDI’ 28 APRILE ORE 19,30 LIDIA MENAPACE PARTIGIANA “LA RESISTENZA DELLE DONNE IN COLLABORAZIONE CON IL FESTIVAL RESISTENZA E RESISTENZE MOLFETTA LIBRERIA IL GHIGNO GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI (CORSO UMBERTO) PRESENTA I LIBRI “IO PARTIGIANA LA MIA RESISTENZA” E “CANTA IL MERLO SUL FRUMENTO IL ROMANZO DELLA MIA VITA” MANNI EDITORE

LA NOSTRA RESISTENZA “STORIE PARTGIANE” CON LIDIA MENAPACE PARTIGIANA E MIRELLA SERRI GIORNALISTA VENERDI’ 28 APRILE E SABATO 29 APRILE 2017 ORE 19,30 LIBRERIA IL GHIGNO UN MARE DI STORIE MOLFETTA

Per ricordare e parlare di RESISTENZE in perfetta sincronia con la FESTA DELLA LIBERAZIONE, come librai liberi della libreria storica, indipendente “IL GHIGNO LIBRERIA UN MARE DI STORIE” DI MOLFETTA, praticanti delle buone pratiche della lettura e della cittadinanza attiva vi invitiamo

#Il25Aprile #FestadellaLiberazione #IeriOggiedomani

In tema della festa della liberazione
Storie partigiane con

VENERDI’ 28 APRILE ORE 19,30 LIDIA MENAPACE PARTIGIANA “LA RESISTENZA DELLE DONNE IN COLLABORAZIONE CON IL FESTIVAL RESISTENZA E RESISTENZE MOLFETTA LIBRERIA IL GHIGNO GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI (CORSO UMBERTO) PRESENTA I LIBRI “IO PARTIGIANA LA MIA RESISTENZA” E “CANTA IL MERLO SUL FRUMENTO IL ROMANZO DELLA MIA VITA” MANNI EDITORE

 Lidia Menapace, torna venerdì 28 aprile con la sua autobiografia, testimonianza, a ben 93 anni compiuti compiuti qualche giorno fa, di “resistenza” ancor oggi

Incontro con LIDIA MENAPACE staffetta partigiana, senatrice della Repubblica Italiana, pacifista e femminista militante per offrirle una fondamentale e preziosa testimonianza storica, autrice dei libri “Io partigiana, la mia resistenza” e “Canta il merlo sul frumento. Il romanzo della mia vita” Manni editore

FESTIVAL RESISTENZAeRESISTENZE 4a edizione Un incontro da non perdere, primo appuntamento per la quarta edizione del Festival La PARTIGIANA novantaduenne LIDIA MENAPACE incontra giovani esponenti del movimento di NonUnaDiMeno modera Isa De Marco – Libreria il Ghigno Molfetta VENERDI’ 28 APRILE 2017 ORE 19,30 DONNE E RESISTENZA presso Galleria Patrioti Molfettesi – Corso Umberto (Molfetta)

Festival RESISTENZAeResistenze. Molfetta – Bari https://www.facebook.com/resistenzaeresistenze/

LIDIA MENAPACE PARTIGIANA presenta”Io partigiana” La mia resistenza Manni Editore

Venerdì’ 28 aprile 2017 ore 17,30 Via Marconi 11/13 Biblioteca dei ragazzi Giovinazzo in collaborazione con la Libreria Il Ghigno un mare di storie di Molfetta

lidia

Lidia Menapace
Lidia Brisca Menapace è nata a Novara, il 3 aprile 1924.
La madre è una “ragazza emancipata d’inizio Novecento”, così si autodefiniva, e suo padre un geometra “illuminista senza saperlo”, che portava le figlie bambine a visitare città d’arte. Giovanissima prende parte alla Resistenza partigiana come staffetta, ottenendo il grado di sottotenente che nel Dopoguerra rifiuta, assieme al riconoscimento economico: non ha fatto la guerra come militare e ciò che ha fatto non è monetizzabile.
A soli 21 anni consegue la laurea col massimo dei voti in Letteratura italiana all’Università Cattolica di Milano, e si impegna nei movimenti cattolici, in particolare nella FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), e successivamente nella Democrazia Cristiana.
Nel 1964 si trasferisce a Bolzano, dopo il matrimonio con il medico trentino Nene Menapace, ed è la prima donna eletta nel Consiglio Provinciale di Bolzano e anche la prima donna ad entrare nella Giunta provinciale come assessora alla Sanità, sempre in quella legislatura.
Insegna all’Università Cattolica ma le costano la carriera le sue dichiarazioni di marxismo e la partecipazione alla fondazione del quotidiano “il manifesto” (1969) sul quale scriverà regolarmente fino alla metà degli anni Ottanta.
Nel 2006 è eletta al Senato nelle liste di Rifondazione Comunista.
Poco dopo la nascita del governo Prodi è proposta alla presidenza della Commissione Difesa al Senato, gesto considerato un affronto da alcuni elementi della Casa delle Libertà visto il suo antimilitarismo. A scatenare le polemiche, una sua intervista a Francesco Battistini del “Corriere della Sera”, nella quale descrive come inutilmente costose e inquinanti le Frecce Tricolori. La mattina stessa della pubblicazione dell’intervista, al posto della Menapace viene eletto un altro senatore.
Dall’aprile 2011 entra a far parte del Comitato Nazionale ANPI.

cop menapace

Io, partigiana

La mia Resistenza

Lidia Menapace è nata nel 1924 a Novara, vive a Bolzano. Staffetta partigiana, senatrice della Repubblica italiana, pacifista e femminista militante, in questo libro racconta la sua esperienza nella Resistenza attraverso i grandi eventi storici e gli episodi di eroismo personale e collettivo.
La tessera del pane e i bombardamenti, la solidarietà tra famiglie e le fughe in bicicletta, la distribuzione dei giornali clandestini e la paura dei posti di blocco dei nazifascisti, la consegna dei messaggi in codice imparati a memoria, l’aiuto prestato a un giovane ebreo nella fuga in Svizzera, i libri sui sindacati letti di nascosto, lo studio al lume di candela durante il coprifuoco…
E poi, la presa di coscienza graduale del valore politico della Resistenza, che ha posto le fondamenta teoriche e pratiche del progetto di una società solidale e partecipata il quale, se trovò un seguito forte nella Costituzione, fu poi tradito nella storia reale dell’Italia.
Ma, come le scriveva in un bigliettino il generale Alexander, comandante delle forze alleate, “Lidia resisté”; e la Menapace continua ancora oggi a combattere.
Una fondamentale testimonianza, storica e coinvolgente, corredata da schede di approfondimento che guidano nella lettura anche un pubblico di giovani.

menapace

Canta il merlo sul frumento
Il romanzo della mia vita

Aver ripercorso senza rigore, ma addirittura a capriccio il tratto della mia vita fino a qui a me ha fatto pensare quanto sia stata fortunata a nascere quando e dove nacqui, sì da poter partecipare nel corso di una sola vita alla Resistenza, al Sessantotto, alla crisi del capitalismo.

Come un romanzo, l’autobiografia di una partigiana, di una femminista, di una donna coraggiosa protagonista della vita civile e culturale d’Italia

Questo libro è un’autobiografia: Lidia Menapace racconta la sua lunga vita, che ha attraversato il fascismo, la prima e la seconda Repubblica, le stagioni delle lotte operaie e i movimenti studenteschi, il femminismo, le mobilitazioni pacifiste e per l’ambiente.
E’ un romanzo di formazione: è la vicenda di una ragazza che cresce nel ventennio fascista, in una famiglia progressista e laica, e che per spontanea necessità interiore diviene antifascista e partigiana; e per tutta la vita proietterà i suoi modelli etici nell’impegno pubblico culturale e sociale.
E’ un romanzo della storia d’Italia: Lidia Menapace è stata impegnata nei movimenti cattolici progressisti, dirigente della Democrazia Cristiana (prima donna assessora alla Provincia di Bolzano), ha vissuto la diaspora della sinistra DC; docente all’Università Cattolica di Milano, fu allontanata per la sua dichiarazione di marxismo; ha partecipato alla nascita del quotidiano “il manifesto” e vi ha collaborato a lungo; nel 2006 è stata eletta senatrice con Rifondazione Comunista (indicata come presidente della Commissione Difesa, non fu eletta per le sue posizioni pacifiste), e dal 2011 è nel Comitato nazionale ANPI.

Primavera letteraria & Maggio dei libri Libreria Il Ghigno un mare di storie Molfetta

Giovedì 27 aprile ore 18,00 il ricercatore, prof, autore, STEFANO LAFFI WORKSHOP “LA PAROLA AI RAGAZZI” per insegnanti scuole medie superiori. Educatori, genitori. Ingresso con iscrizione LIBRERIA IL GHIGNO un mare di storie Via Salepico 47 Molfetta

Venerdì 28 aprile ore 18,30 collaborazione Festival delle resistenze con LIDIA MENAPACE “Io partigiana, la mia resistenza” ed Manni Galleria Patrioti Molfettesi

Sabato 29 aprile ore 19,00 La resistenza con la GIORNALISTA MIRELLA SERRI “BAMBINI IN FUGA” ed Longanesi Libreria Il Ghigno Molfetta

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Il Ghigno Libreria un mare di storie
Dal 1981
Libreria Storica, d’auToRe, Indipendente & incline alla bibliodiversità
Consigliata da 0 a 99 anni
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domenica 30 aprile 2017

La partigiana Lidia Menapace e “Non una di meno” raccontano a Molfetta la Resistenza delle donne

MOLFETTA – E’ giunto alla quarta edizione il festival “Resistenza e Resistenze”, nato dalla Rete Antifascista Molfettese. Sostenuto solo il primo anno dall’amministrazione, negli ultimi tre anni invece naviga in solitaria. Richiama ogni anno a Molfetta moltissime persone ed è costituito da un mix di spettacoli teatrali, dibattiti, musica e fiera dell’artigianato grazie alla quale il festival può auto sostenersi.

Nella prima giornata di questo evento, in collaborazione con la libreria Il Ghigno. Un mare di storie, preziosa è stata la testimonianza di Lidia Menapace. Staffetta partigiana nata a Novara nel 1924. Giovanissima prese parte alla Resistenza Partigiana. Nel dopoguerra fu impegnata nei movimenti cattolici, in particolare con la FUCI, Federazione Universitaria Cattolica Italiana. All’inizio degli Anni 60 ha cominciato ad insegnare presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, poi cacciata perché marxista. Trasferitasi in Alto Adige, è stata la prima donna eletta nel consiglio provinciale di Bolzano e prima donna ad entrare nella giunta provinciale. Nel 1969 è stata chiamata dai fondatori nel primo nucleo de Il Manifesto, giornale con il quale per anni ha collaborato. Antimilitarista, femminista, la Menapace è autrice di diverse opere, tra cui ricordiamo “Io, partigiana. La mia Resistenza” e “Canta il merlo sul frumento”. Dal 2011 è entrata a far parte del Comitato Nazionale ANPI.

Una signora tutta pepe che ha raccontato la sua esperienza con il sorriso e non ha risparmiato nessuno dalla sua ironia, dai potenti del passato a quelli odierni. D’altronde, come da lei affermato, è una donna scostumata ma che dice la verità senza remore perché “Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto”, citando una delle opere più famose di Ute Ehrhardt. Ad esempio, la Resistenza non è un episodio solo positivo della storia. Ogni evento storico infatti ha il suo oro ed il suo fango. Quindi dissente da chi dice che il fascismo ha fatto più danni della Resistenza. Non è stato un periodo patriottico come invece di solito viene ricordato. La gente era stufa del patriottismo. La gente voleva morire, o meglio vivere, non tanto per l’Italia quanto per la libertà. Si lottava per un mondo nuovo.

Dopo un piccolo contributo teatrale sul tema dello sfruttamento delle donne da parte del Caporalato, la Menapace ha esordito affermando che senza le donne la Resistenza non sarebbe esistita. Anzi, ha specificato che la presenza delle donne è stata condizione necessaria e sufficiente perché la Resistenza avvenisse. Infatti ha spiegato che dopo la firma dell’Armistizio dell’8 settembre 1943 e la presenza degli Alleati sul territorio italiano, i tedeschi avevano deciso di sparare a vista ogni singolo soldato incontrato sulla via per impedire appunto la Resistenza. Un massacro. Il massacro però non è avvenuto perché le donne hanno ricoverato nelle loro case l’esercito. E questo è solo un piccolo esempio. Per questo trova ignobile l’esclusione delle donne dal corteo del 25 aprile 1945, riservato agli uomini.

Uno spirito critico, quello della Menapace, nato fin da bambina. Quando giovanissima a scuola già sotto il fascismo, durante una discussione sulla morte del re Umberto I, avrebbe voluto commentarla in negativo ma poi si fermò, ed a casa sua madre le aveva detto di aver fatto la scelta migliore per evitare problemi. Ha passato la sua vita a sfatare i diversi pregiudizi sulle donne, legati alla Resistenza e non. Senza peli sulla lingua, ha detto la sua sulla politica italiana, sul caso Alitalia, su Trump e addirittura su Papa Francesco che lei apprezza pur non condividendo la sua posizione nei confronti dei medici obiettori di coscienza americani. Una figura che invece ha detto di ammirare è Papa Paolo VI, per lei il Papa più rivoluzionario di tutti.

Interessante anche l’intervento di due ragazze che fanno parte del movimento “Non una di meno”, nato nel 2015 in Argentina da un’idea di un gruppo di giornaliste e attiviste che hanno creato iniziative che avevano alla base i temi della violenza contro le donne e il sessismo. Una forma, anche questa, di Resistenza. Non una di meno perché nessuna donna deve essere annichilita, allontanata. Ogni donna deve riprendersi i propri spazi, i propri diritti, il proprio reddito. Il movimento è arrivato in Italia grazie a piccoli gruppi, poi diventati sempre più numerosi, a Bologna e Roma, grazie ad assemblee durante le quali si è parlato di nuovo femminismo. Otto sono i punti stabiliti da “Non una di meno” che sono diventate altrettante proposte in Parlamento e che hanno portato allo sciopero dell’8 marzo 2017.

Non sorprende che Lidia Menapace faccia parte di questo movimento. Al passo con i tempi, fortissima, ha sottolineato l’importanza di utilizzare il linguaggio inclusivo. Quindi di abituarsi a dire “uomo” solo quando si sta parlando effettivamente di un maschio, “donna” quando si parla di una femmina. Lo ha detto con il sorriso che l’ha contraddistinta per tutta la serata: «perché non proviamo ad usare “donna” quando si parla di un uomo? a voi uomini piacerebbe essere definiti donne?»

In Italia, ha continuato la Menapace, la Resistenza esiste ancora ed è stato dimostrato lo scorso 4 dicembre quando gli italiani, numerosissimi, hanno detto no a cambiare la Costituzione. Certo qualche cambiamento va apportato, ad esempio, lei abolirebbe l’Art. 7 quello sul Concordato con la Chiesa. Fino a quel momento l’Italia non sarà mai uno stato laico e quindi gli italiani non potranno mai completamente esercitare la sovranità, come invece è scritto proprio nella Costituzione. E’ un problema questo che l’Italia si porta dietro dalla Prima Repubblica. Bisognerebbe quindi rifare l’analisi del sistema politico italiano ma continuare a resistere. Perché, se si smette ora, ha concluso la Menapace, temo che in Italia non ci sarà più una Resistenza.

© Riproduzione riservata

Daniela Bufo

http://www.quindici-molfetta.it/la-partigiana-lidia-menapace-e-non-una-di-meno-raccontano-a-molfetta-la-resistenza-delle-donne_39449.aspx

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