Premio letterario Bancarella 2017 : al Conservatorio di Novara annunciati i sei finalisti

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Premio letterario Bancarella: al Conservatorio di Novara annunciati i sei finalisti

Sono Matteo Strukul, Cristina Caboni, Valeria Benatti, Jung Myung Lee, Lorenzo Marone e il novarese Alessandro Barbaglia. A luglio la cerimonia finale

I finalisti del Premio Bancarella: Matteo Strukul, Alessandro Barbaglia, Lorenzo Marone, Cristina Caboni e Valeria Benatti. In finale anche Jung Myung Lee, uno dei più influenti esponenti della letteratura coreana, che per Sellerio ha pubblicato «La guardia, il poeta e l’investigatore»

Pubblicato il 10/03/2017
Ultima modifica il 13/03/2017 alle ore 10:24
ELISABETTA FAGNOLA
NOVARA

«I medici» di Matteo Strukul, «Il giardino dei fiori segreti» di Cristina Caboni, «Gocce di veleno» di Valeria Benatti, «La guardia, il poeta e l’investigatore» di Jung Myung Lee, «Magari domani resto» di Lorenzo Marone e lo scrittore novarese, Alessandro Barbaglia, con il suo romanzo d’esordio «La locanda dell’ultima solitudine»: sono questi i sei vincitori del premio «Selezione Bancarella» annunciati oggi al Conservatorio Cantelli di Novara, anteprima nazionale del Premio Bancarella che in estate a Pontremoli annuncerà il vincitore del riconoscimento assegnato ogni anno da Unione librai pontremolesi, Unione librai delle bancarelle e Fondazione Città del libro “interpretando il gusto dei lettori e valutando le potenzialità commerciali” degli autori e delle loro opere. Il Bancarella porterà ora i sei finalisti in tour per l’Italia: prima tappa a Ravenna, poi Cesena, Sesto San Giovanni e Carrara: il 16 luglio in piazza della Repubblica a Pontremoli il notaio aprirà le buste con i voti dei librai che compongono la giuria del premio per decretare il vincitore.

 

A introdurre l’appuntamento, condotto dal giornalista e scrittore Marco Cubeddu («Con una bomba a mano sul cuore», Mondadori, 2013 e «Pornokiller», Mondadori, 2015), il presidente del Premio Bancarella 2017 Marcello Simoni, vincitore del Bancarella nel 2012 con «Il mercante dei libri maledetti»: «É un genere di emozione che si vive e si trasmette anche al pubblico – ha spiegato Simoni – e il Bancarella è uno dei premi piú importanti, legato ai librai, che i libri li leggono, ne fanno il loro mestiere, sono laici e coraggiosi, come i librai pontremolesi che si mettevano in viaggio con le gerle. Per questo il libro é anche viaggio e scoperta».

 

 

LEGGI ANCHE – “Le radici del Bancarella tra la Toscana e Novara” (di Elisabetta Fagnola)

 

È il premio assegnato dai librai protagonisti della filiera editoriale, nato dalla loro esperienza quotidiana, dal confronto e dall’analisi sulla diffusione dei libri, dalla loro vicinanza ai lettori, dalla capacità di comprendere, consigliare e accompagnare nella lettura: una tradizione che si rinnova dal 1952, quando nel primo raduno dei Librai Pontremolesi venne istituito il «Premio Bancarella» che nella prima edizione del 1953 andò a «Il vecchio e il mare» di Hemingway anticipandone il Nobel. Vinto nel 2016 a Margherita Oggero per «La ragazza di fronte» (Mondadori), nel corso di 65 edizioni la «voce dei librai» ha premiato i migliori autori della narrativa e della saggistica contemporanea internazionale: da Boris Pasternak nel 1958 per «Il dottor Zivago» a Giulio Bedeschi nel 1964 («Centomila gavette di ghiaccio»), da Luciano De Crescenzo con la sua «Storia della filosofia greca» nel 1984 a Enzo Biagi («Il Boss è solo») e Umberto Eco («Il pendolo di Foucault), e poi Grisham, Follett, Camilleri, Carofiglio, Andrea Vitali, Donato Carrisi.

 

Le radici sono antiche, legate alla tradizione dei librai pontremolesi, gli ambulanti della Lunigiana che da Pontremoli e Montereggio partivano con le gerle piene di libri da vendere nelle città del Nord Italia. Nel 1800 la loro attività era ormai diffusa e consolidata: negli anni le gerle si sono trasformate in bancarelle e le bancarelle in librerie aperte in tutto il Nord Italia dai discendenti di quelle famiglie, i Tarantola a Bergamo, Milano, Udine e Treviso, i Fogola a Torino e Cuneo, i Giovannacci a Biella e Vercelli, i Lazzarelli a Novara, dove ancora vive la libreria fondata da Ottavio Lazzarelli all’inizio degli anni Cinquanta sotto i portici del Teatro Coccia e mantiene, all’esterno, le bancarelle simbolo di quella tradizione.

 

In omaggio alle librerie che resistono e allo storico legame tra librai e lettori, il Premio Bancarella quest’anno ha scelto Novara per la sua anteprima nazionale, in attesa della premiazione del vincitore, il 16 luglio a Pontremoli: «Ne siamo particolarmente orgogliosi – ha commentato il sindaco di Novara Alessandro Canelli -, perchè il premio pone la nostra città, selezionata sulla base della vivacità della proposta culturale e dell’interesse nei confronti della letteratura, su un prestigioso palcoscenico nazionale». È un modo anche per rinnovare il legame storico che corre tra Novara e la Toscana, tra la città piemontese e Montereggio, il paese dei librai di cui era originario Ottavio Lazzarelli, fondatore della storica libreria novarese: «La Fondazione ha scelto Novara come trampolino di questa 65ª edizione – commenta Roberto Lazzarelli, figlio di Ottavio e consigliere nella Fondazione Città del libro -, un’opportunità rispetto alla quale le istituzioni e le associazioni culturali cittadine si sono immediatamente dimostrate ricettive, aperte e collaborative».

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  Premio Bancarella  http://www.premiobancarella.it/
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