5 giugno Festa dell’Ambiente

Festeggiamo la Giornata Mondiale dell’Ambiente nelle librerie.coop, 5 giugno
In regalo il libro “Conoscere le piante medicinali”
ogni 30 € spesi in libreria il 4 e 5 giugno.

40 schede pratiche, tante curiosità e suggerimenti utili. In collaborazione con Aboca

Il libro si pone due obiettivi. Il primo è quello di far riflettere su cosa siano le piante medicinali e quanto e come le conosciamo, il secondo è quello di sintetizzare in brevissime schede monografiche le attività e gli usi sui quali vi è un ampio accordo internazionale.

Prepariamoci di Luca Mercalli (Chiarelettere, 2013) € 15

Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. Eppure la minaccia della catastrofe non fa paura a nessuno. Come fare? Ci vuole una nuova intelligenza collettiva. Stop a dibattiti tra politici disinformati o in conflitto d’interessi. Se aspettiamo loro sarà troppo tardi, se ci arrangiamo da soli sarà troppo poco, ma se lavoriamo insieme possiamo davvero cambiare. L’autore racconta il suo percorso verso la resilienza, ovvero la capacità di affrontare serenamente un futuro più incerto, e indica il PROGRAMMA POLITICO che voterebbe. Il cambiamento deve partire dalle nostre case (più coibentate), dalle nostre abitudini, più sane e economiche (dal consumo d’acqua, ai trasporti, dai rifiuti alle energie rinnovabili, dall’orto all’impegno civile). Oggi non possiamo più aspettarci soluzioni miracolistiche: meglio dunque tenere il cervello sempre acceso, le luci solo quando servono.

Piccola guida al consumo critico (Altreconomia, 2016) € 12

Le nostre scelte quotidiane possono cambiare il mondo. Questo libro raccoglie, seleziona, illustra e commenta le prassi più innovative di consumo critico e spiega come adottare stili di vita responsabili, con un taglio pratico e “2.0” . I punti salienti: la “Piccola guida al consumo critico” spiega in modo chiaro e sintetico quali sono i criteri, cioè perché – dati alla mano – il consumo responsabile è una scelta necessaria e praticabile. • La guida spiega con precisione dove – in quali luoghi fisici (gruppi d’acquisto solidali, mercati contadini, botteghe del commercio equo) o virtuali (App, siti web) – è possibile acquistare prodotti di consumo critico, utilizzando una stretta di mano o le più recenti tecnologie. La guida non serve solo per “fare la spesa” ma comprende capitoli dedicati alla scelta dei migliori servizi nel campo – ad esempio – della mobilità sostenibile, del risparmio energetico e delle energie da fonti rinnovabili, del turismo responsabile e della finanza etica. Il libro può essere inoltre utilizzato in funzione didattica per bambini, ragazzi o adulti, perché spiega – in modo comprensibile a tutti – il valore aggiunto di acquisti bio, locali, a filiera corta, equosolidali e gli effetti positivi sull’economia, sul clima, sulla biodiversità, sul Pianeta.

Grande mondo, piccolo pianeta. La prosperità entro i confini planetari di Johan Rockström Mattias Klum (Edizione Ambiente, 2015) € 25

“L’abbondanza entro i confini planetari richiede una profonda trasformazione della mentalità. Non crescita senza limiti, e nemmeno limiti alla crescita, ma crescita entro i limiti.” (Johan Rockström e Mattias Klum). È tempo di voltare pagina. Siamo nell’Antropocene, un’epoca in cui le azioni di sette miliardi di persone rischiano di destabilizzare i sistemi naturali della Terra, con conseguenze a cascata sulle società umane. Scienza, immagini e racconto si intrecciano in “Grande mondo, piccolo pianeta”, che illustra le scoperte più recenti sulla necessità, la possibilità e le opportunità offerte da un nuovo paradigma di sviluppo, l’abbondanza nell’ambito dei confini planetari. Johan Rockström e Mattias Klum respingono infatti l’idea che la crescita economica e lo sviluppo umano debbano avvenire a spese dell’ambiente. Al contrario, abbiamo un’opportunità straordinaria per entrare in un “Antropocene buono”. Quello che serve è una trasformazione radicale dei modi di pensare. Dobbiamo proteggere le bellezze rimaste sulla Terra, usando la sostenibilità globale per liberare l’innovazione e aumentare la resilienza: è questo il fulcro del nuovo modo di pensare alla crescita entro i limiti della Terra.

Il bene comune della Terra di Vandana Shiva (Feltrinelli, 2015) € 9

Vandana Shiva è una scienziata ambientalista nota in tutto il mondo, tra gli esponenti di spicco del movimento democratico globale. In questo libro, Shiva fa il punto su quelle battaglie che anche grazie al suo contributo hanno assunto un rilievo internazionale – la lotta contro la privatizzazione delle risorse naturali, i brevetti sul vivente e l’impiego di organismi geneticamente modificati in agricoltura e nella produzione alimentare riconducendole a un progetto politico, economico e culturale di democratizzazione della globalità. L’autrice delinea dunque una alternativa alla globalizzazione economica, che giudica responsabile non soltanto della catastrofe ecologica imminente, ma anche dell’avvento dei fondamentalismi politici e religiosi. Vandana Shiva considera i brevetti sul vivente e la privatizzazione delle risorse naturali come l’ultima frontiera di un colonialismo che aveva cominciato a manifestarsi già nel Sedicesimo secolo con la recinzione delle terre comuni britanniche. La privatizzazione delle risorse comuni, insieme alla progressiva erosione dei beni e dei servizi pubblici e all’indebolimento dei meccanismi democratici di controllo dell’economia, costituiscono una grave minaccia in termini di sostenibilità ecologica e di sopravvivenza sociale.

Food and the cities. Politiche del cibo per città sostenibili di Andrea Calori (Edizioni Ambiente, 2015) € 15

Dal 2008 più della metà della popolazione umana vive in città. Si tratta di un evento che non ha precedenti nella storia e che apre scenari nuovi anche per quanto riguarda la sostenibilità dei sistemi alimentari a scala locale, regionale e planetaria. Nei centri urbani si concentrano i maggiori consumi di cibo, ed è nelle città che si trovano i centri decisionali, le infrastrutture e le organizzazioni su cui convergono i sistemi alimentari dell’economia globalizzata. “Food and the Cities” racconta le esperienze di diverse città nel mondo come Almere, Amsterdam, Bristol, Gent, Londra, Malmò, Melbourne, Milano, New York, Toronto, San Francisco, Vancouver e decine di altre città. Ciascuna di esse ha adottato politiche sul cibo articolandole in termini di governance, produzione locale, accesso, educazione, riduzione degli sprechi e degli impatti, promozione dell’agroecosistema, fino ad arrivare a vere e proprie strategie urbane per il cibo. Con un ‘introduzione di Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, e una prefazione di Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo. Volume a cura di EStà Economia e Sostenibilità.

L’arca di Noè. Per salvarci tutti insieme di Grammenos Mastrojeni (Chiarelettere, 2014) € 15.90

Un ambiente degradato non traccia solo presagi di sventura per alcune specie di pinguini o di balene. Il collasso dell’ecosistema prelude con ogni probabilità a guerre e carestie, a un’enorme frenata nelle nostre ambizioni di giustizia, sviluppo e democrazia: senza tutelare l’ambiente sarà impossibile raggiungere la pace, la giustizia, la libertà e lo sviluppo. Questo libro esamina le relazioni di questo tipo – poco note e che stiamo poco a poco scoprendo – come alcuni insospettabili legami fra alberi e guerre, povertà e fiumi, democrazia e clima. E, guardando al nostro piccolo pianeta dal punto di vista dell’interdipendenza fra tutti gli esseri viventi, finisce che questo libro è un grido d’allarme. Ma non preconizza un’apocalisse inevitabile. Al contrario, è un pressante invito ad aprire gli occhi e a rimboccarsi le maniche, proprio perché non tutto è ancora perduto e perché il futuro dipenderà da scelte che possiamo ancora compiere. Tuttavia, è un libro inquietante poiché giunge a una conclusione fastidiosa. La colpa del disastro – se non riusciamo a evitarlo – non sarà solo delle multinazionali, delle lobby, dei governi e di tutti quei “potenti” che è facile mettere sul banco degli imputati; risolvere il problema non spetta solo ai presidenti, ai capitani d’industria o alle Nazioni unite. La colpa potrebbe essere anche della gente comune e, con certezza, nulla si potrà fare senza un contributo assolutamente essenziale: quello di ognuno di noi.

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