Bruno Aprea dalle note alle parole, ‘Filosolfeggiando’ sabato 30 aprile 2016 alla libreria Il Ghigno a Molfetta

Orchestra sinfonica metropolitana di Bari

Fondazione Valente

Libreria Il Ghigno – “Un mare di storie”

Presentazione del libro di

Bruno Aprea, apprezzato direttore d’orchestra internazionale

“Filosolfeggiando” (S)quinterni di (S)confessioni Armando Curcio Editore

Sabato 30 Aprile 2016 ore 18,00

Libreria Il Ghigno un mare di storie Molfetta

Esordio lettererario per Bruno Aprea con «Filosolfeggiando»

‘Filosolfeggiando’ è il titolo del libro del Maestro Aprea che sembra proprio trovarsi a suo agio con le parole.

 

La prefazione di Filosolfeggiando, il libro scritto da Bruno Aprea per Curcio Editore, sintetizza, con le parole di Walter Pedullà la graffiante ironia dell’autore:” Aprea è scrittore più sintetico del futurista Achille Campanile che per una tragedia aveva bisogno di due battute: a lui basta una per scrivere una commedia”. Bruno Aprea, apprezzato direttore d’orchestra internazionale, può vantare tra i suoi successi il Koussevitsky Prize al Festival di Tanglewood nel 1977, con una giuria composta, tra gli altri, da Bernstein e Ozawa. Il secondo italiano a ricevere il riconoscimento dopo che Claudio Abbado l’aveva ottenuto nel 1959.

Con questo libro, opera prima letteraria, Aprea trasferisce la sua esperienza musicale in una ispirazione di racconti di vita (e filosofia) nei quali ritrovarsi, perdersi e sorridere con una forte dose di humour.
E’ Filosolfeggiando, una raccolta di confessioni scottanti e visioni ironiche dell’esistenza dove i pensieri e i reciproci contatti tra le varie arti hanno portato l’autore alla formulazione di idee narrative, racconti, aforismi e anche brevi saggi, spesso documentati con immagini e citazioni. Di impossibile classificazione in un genere predefinito, il libro traspone – per tempi, temi, colori e argomentazioni – fraseggi e
strutture musicali in forme letterarie abbracciando l’Arte, l’Etica, il Costume, ma anche l’Amore e il Sesso in discorsi sintetici ad un ritmo frenetico dove la battuta comica lascia il posto ad un corto circuito in cui la scrittura, semplice ed esilarante, trascina la mente verso vertiginosi meandri.
Eros, Musica e Scrittura vanno a braccetto nella gimkana di parole in celere staffetta tra l’avventura americana del Principal Conductor della Palm Beach Opera alle sue esperienze artistiche d’infanzia;dagli intimismi precorsi alla ricerca della compagnia femminile ad hoc (castigante o delirante che sia) alla reinterpretazione di conclamate opere d’arte. Il tutto all’interno di una scrittura variata dove i suoni rincorrono le parole, le note i concetti, le immagini gli aforismi, i calembour
le esperienze vissute ed in cui il non-modello rende la lettura piacevole, scorrevole ed intrigante proprio perché mette a nudo la trasversalità dell’anima, trascinandola dall’accreditato piedistallo di una direzione sinfonica al pianterreno abitato da lettori onnivori e affamati di novità.

 

“La memoria distilla i più intensi percorsi dell’anima riproponendoli come realtà di vita parallela. E allora non so più dove sono e credo che della vita sia più viva la memoria”

Nei due estratti video che seguono, vediamo il Maestro Aprea ospite della trasmissione “Mille e un libro” di Gabriele La Porta, e “Sottovoce” di Gigi Marzullo.

https://www.facebook.com/brunoapreapage#

Listener

Il Ghigno Libreria un mare di storie
Dal 1981
Libreria d’auToRe, Indipendente & incline alla bibliodiversità
Consigliata da 0 a 99 anni
Via Salepico 47 Molfetta
080-3971365, 348-6053554
ilghignolibreria@gmail.com

Il Ghigno – Un mare di storie pagina faceb
https://ilghignolibreria.wordpress.com/

 

 

Filosolfeggiando. (S)Quinterni di (S)Confessioni di Bruno Aprea

FiloSolfeggiando di Bruno Aprea, recesione, musica

È stato presentato anche a Molfetta (Bari), nella splendida cornice della Libreria Il Ghigno, l’opera prima Filosolfeggiando – (S)Quinterni di (S)Confessioni (Armando Curcio Editore) del direttore d’orchestra di fama internazionale Maestro Bruno Aprea. La serata, organizzata dalla Fondazione Musicale “Vincenzo Maria Valente” e dall’Associazione MusicaInsieme di Molfetta con il patrocinio dello stesso Comune, è stata introdotta dal Preside Matteo Azzollini, VicePresidente della Fondazione e moderata dalla Prof.ssa Annalisa Andriani, violinista e blogger letteraria. Alla presenza dell’autore, un folto ed interessato pubblico è stato coinvolto su tempi profondi e densi che hanno suscitato interventi e riflessioni ad alta voce, dialogando in perfetta armonia,

Il Maestro Bruno Aprea ha al suo attivo una carriera di alto respiro, dapprima come pianista, poi come direttore d’orchestra. Ha calcato i palcoscenici delle più importanti orchestre e istituzioni musicali. Ha diretto tutto il repertorio lirico nei più celebri Teatri d’opera rivestendo anche ruoli di Direttore Artistico e Principale, tra cui quello del Palm Beach Opera dal 2005.

La sua prima opera letteraria è una raccolta di riflessioni di una vita, espresse con humor e ironia, che fungono da  punto di partenza per approfondire aspetti musicali, ma anche artistico-letterari e filosofici. In una forma sintetica, utilizzando aforismi, immagini, citazioni o brevi saggi, le esperienze di vita personale e artistica del Maestro offrono l’occasione per porsi interrogativi profondi su temi alti quali il rapporto Arte-Morale, Poesia-Musica, Sublime-Prosaico.

Come in uno Zibaldone ordinato con un filo logico che l’autore invita a cogliere, pensieri di ispirazione filosofica si intrecciano abilmente alla musica.

La forma sonata dà voce ai dubbi umani

L’autore utilizza uno schema musicale per scrivere il suo libro: la forma sonata.

Essa è la forma utilizzata e codificata dai compositori settecenteschi, sia per la Sonata che per il Quartetto, la Sinfonia e il Concerto per strumento solista. La Forma Sonata definita bitematica-tripartita ha uno schema ben preciso:

  • Esposizione di due temi (uno brioso e l’altro più cantabile),
  • Sviluppo (elaborazione armonica dei temi esposti, più o meno lunga a seconda degli autori),
  • Ripresa dei temi iniziali in parte modificati con Coda finale.

Con questi stilemi, Bruno Aprea riesce a trasmettere le angosce dell’uomo contemporaneo, i dubbi aristotelici sull’Uomo, l’incontro con il Cristianesimo e lo scontro con la Bellezza e il Sublime. La sua profonda conoscenza dell’arte musicale, della scrittura e della grammatica musicale, gli permettono di trasferire anche nella letteratura il ritmo, l’assonanza, la ripresa di temi e concetti più volte esposti, variandone lo sguardo.

Nella Prefazione di Walter Pedullà, il suo stile è definito “più sintetico del futurista Achille Campanile” perché come un direttore d’orchestra ha bisogno di pochissime parole per farsi intendere dai musicisti alle prove, così nella scrittura Aprea centra immediatamente l’obiettivo del suo pensiero.

FiloSolfeggiando di Bruno Aprea, recensione, musica

L’emozione della musica

Ho il piacere di suonare nell’Orchestra Sinfonica di Bari e il Maestro Aprea è uno dei direttori ospiti più frequenti, attesi ed amati dalla nostra Orchestra. Le prove con lui sono ricche di incanto e passione, mai un tema o un passaggio è lasciato a se stesso, c’è sempre una interpretazione intensa e profonda. Il suo approccio alla partitura è sempre umile e riconoscente ai grandi autori, non si limita alla sola tecnica direttoriale e musicale, ma la partitura è un pretesto per scandagliare l’animo, per offrire a noi esecutori tutti gli elementi per trasmettere al pubblico l’emozione.

L’eclettismo di Bruno Aprea viene confermato a pieno titolo con quest’opera letteraria che già dal titolo esprime il suo obiettivo: Filosofia e Solfeggio,dove l’una e l’altro si incontrano e scambiano.

Tutto è perfettamente scritto. Ma bisogna impossessarsi della chiave di lettura che non è nascosta, come purtroppo ancora diffusamente si crede in quei segni che definiamo agogica e dinamica…Il senso, quello vero, quello che porta alla vetta, lo devi cercare con uno sforzo che dura tutta la vita, senza annullare la tua gravità e senza deleghe….La moralità del far musica”.

 

Annalisa Andriani, Redattrice, Idea Libro
Annalisa Andriani

La musica e i libri sono la mia passione. Violinista di professione, per fortuna, insegnante di violino come missione, rifugio me stessa nei romanzi per vivere tante altre vite contemporaneamente. Sposata con due figli, anche loro amanti della lettura, vivo nell’immensa luce della costa pugliese sempre incantata dall’azzurro del mare”.

Filosolfeggiando. (S)Quinterni di (S)Confessioni di Bruno Aprea

MOLFETTA – MARTEDÌ 03 MAGGIO 2016 CULTURA

Dalle note alle parole e viceversa

Filosolfeggiando

Presentata alla libreria Il Ghigno l’opera del maestro Bruno Aprea

di VALERIA BELLIFEMINE
Bruno Aprea alla libreria Il Ghigno
Bruno Aprea alla libreria Il Ghigno © molfettalive.it

Il maestro Bruno Aprea, già noto al pubblico in quanto direttore principale dell’Orchestra sinfonica metropolitana di Bari presenta la sua opera prima – e letteraria, si intende – dal titolo Filosolfeggiando (S)quinterni di (S)confessioni presso la libreria il Ghigno di Molfetta.

Quasi meravigliato dal numero rilevante di ascoltatori, racconta con sensibilità e profondità uniche il significato del titolo: un emblematico gioco di parole che indica il rapporto biunivoco tra musica, precisamente l’arte del solfeggio e la filosofia.

E sempre nella prima di copertina si cela il triangolo impossibile, rivestito della grafia musicale di Bach, padre della polifonia e della dialettica delle note.

Ma Aprea non si limita ad affrontare tematiche auliche; racconta con enorme sense of humour alcuni piccoli e dolci avvenimenti del suo quotidiano: la sua prima composizione a dieci anni, un lacerante brano per pianoforte, che il padre, il famosissimo pianista Tito Aprea classificò come La morte di Sarchiapone, e benché di morte si trattasse era però a Isotta che il piccolo Aprea pensava in un periodo in cui riteneva di vivere sublimi deliri infantili.

Il suo modo di scrivere fluente, paratattico ed essenziale mette in luce il contrasto tra l’autoironia e la profondità, l’osceno e il sublime. Per lui le dicotomie sono giustapposizioni necessarie, perché sono essenziali negli spartiti musicali che quotidianamente legge.

Le paragona a marmi policromi in cui ogni colore, pur essendo opposto a quello vicino, tende a valorizzarlo.

Gesù Cristo non ha mai speso una sola parola sulla bellezza dell’arte  – legge Aprea – Qualcuno ha mai notato questo? Nel suo tempo tutta l’arte antica aveva già espresso il meglio di sè. (…) Lui ha parlato solo della bellezza “di dentro”, non delle opere dell’uomo di cui erano cosparse i luoghi in cui viveva. Mai la forma dell’arte, l’artificio, gli suggerì parabola o similitudine, mai la forma di un capitello attrasse la sua attenzione. Forse sapeva che l’arte è solo il più sublime dei peccati o il più orgoglioso e demoniaco”.

Riflette su un interrogativo che forse è basilare nella nostra cultura occidentale: quanto l’estetica possa intaccare la morale. Se esista o meno una reciproca influenza tra queste due discipline che forse, secondo le deduzioni del maestro, potranno essere eternamente parallele, ma mai potranno toccarsi.

http://www.molfettalive.it/news/Cultura/423887/news.aspx

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...