FOYLES, OVVERO COME LA CREATIVITA’ SALVERA’ LE LIBRERIE EUROPEE

Posted on 9 giugno 2014

da “il giornale della libreria” online

Se negli Usa si può quasi parlare di un Rinascimento delle librerie indipendenti, in Europa purtroppo non siamo così fortunati e, se dovessimo scegliere un periodo storico, dovremmo purtroppo dire di trovarci ancora nel Medioevo dell’economia curtense caratterizzato dalla crisi economica generale, della chiusura dei piccoli store fisici e delle enormi difficoltà delle catene. Un periodo segnato però anche da continue trasformazioni, sperimentazioni e mutamenti nei tradizionali asset che finora hanno caratterizzato la filiera editoriale, dalla funzione editoriale ai canali di vendita.

Di fronte a queste sfide Foyles, la storica libreria londinese nata nel 1903, il cui negozio principale in Charing Cross Road ospita oltre 200.000 titoli, ha scelto di rispondere appoggiandosi a quanto aveva di più prezioso: i suoi affezionati clienti, appassionati lettori. Nel dicembre del 2012, alla Futurebook conference a Londra, è stato presentato il progetto di ristrutturazione e ripensamento degli spazi e dell’organizzazione della libreria, nato dall’unione degli sforzi del team di Foyles con «The Bookseller», una delle riviste di settori più importanti del mondo anglosassone. La storica libreria londinese ha approfittato del trasloco nella nuova sede – che prima ospitava il Central St. Martin’s College of Art – per chiedere ai propri clienti come immaginavano la loro libreria del futuro. La collaborazione da parte dei lettori è stata entusiastica (per maggiori informazioni si rimanda all’articolo di Elisa Molinari, Welcome to the future, «GdL», 4, aprile, 2013) e oggi cominciano a concretizzarsi i primi frutti di questo lavoro.

«The Bookseller» ha infatti annunciato, che nel quadro delle innovazioni che Foyles ha cominciato a introdurre con l’obiettivo di trasformarsi nella «bookshop of the future» desiderata e minuziosamente descritta dai suoi clienti, dai prossimi mesi prenderanno il via alcuni tour letterari.

Il turismo letterario e culturale (Emilio Sarno, Il pubblico del museo, «GdL», 2, febbraio, 2014) è un fenomeno che monitoriamo da anni e che sta prendendo sempre più piede nel panorama editoriale mondiale, man mano che le prove della sua efficacia vanno diffondendosi. Recentemente abbiamo parlato dei campi estivi a tema letterario che spopolano in Usa e, sul numero di giugno del «GdL», ci siamo concentrati sui musei letterari interattivi (La letteratura in mostra). I tour di Foyles vanno proprio in questa direzione, mostrando come la libreria del futuro prenderà sempre più le forme di un club esclusivo, dove le persone che condividono i medesimi interessi e le medesime curiosità si affidano ai librai non solo per la scelta dei libri da leggere, ma anche per suggerimenti su come passare il proprio tempo libero (un esempio, se pur minimo, che va in questa direzione è quello italiano della libreria Il mio libro, balzata agli onori della cronaca per l’idea del #librosospeso).

Tra le proposte del nuovo Foyles Literary Tour International, la compagnia offrirà ai suoi lettori, nel gennaio del prossimo anno, un viaggio in India con Marcel Theroux, pluripremiato autore e giornalista inglese. Il viaggio comprenderà una tappa al Jaipur Literary Festival e approfondirà i più importanti aspetti storici e socio-culturali della zona. Già nel luglio di quest’anno invece, sarà possibile visitare alcune delle principali destinazioni «letterarie» del Regno Unito, dall’immancabile Stratford di Shakespeare, alla magione della famiglia Bronte ad Haworth, a Great Missenden dove il noto autore per bambini Roald Dahl trascorse la maggior parte della sua vita di scrittore, fino alle diverse location che ispirarono la scrittura di Dylan Thomas nel Sud del Galles. I partecipanti di ciascun tour riceveranno un voucher di sconto, valido per acquisti in tutte le sedi di Foyles.

Il successo di queste iniziative non è scontato, ma trattandosi di un’idea degli stessi frequentatori della libreria, le partecipazioni dovrebbero essere entusiastiche. Soprattutto, come sottolinea Edward Nawotka, se l’ingrediente segreto dietro la rinascita delle librerie indipendenti americane è indubbiamente la creatività, l’avventura intrapresa da Foyles mostra che in Europa ne abbiamo da vendere.

 

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