#ALTROCHEAMAZON

#ALTROCHEAMAZON

Oggi, in compagnia di altre librerie indipendenti e appassionate lanciamo un nuovo hashtag#altrocheamazon con l’obiettivo di segnalare tutto quello che potete trovare da noi e non in un negozio online, tutto quello che ci rende diversi e nel nostro piccolo unici. Noi ce la mettiamo tutta perchè quando venite a trovarci possiate sentirvi un pò a casa, possiate fidarvi dei nostri consigli, possiate incontrare autori interessanti, partecipare alle nostre iniziative, bervi un buon caffè in compagnia o gustarvi una delle nostre torte fatte in casa.
Ci sentiamo #altrocheamazon quando organizziamo le serate di LETTURA AD ALTA VOCE, quando pubblichiamo il nostro giornalino di consigli di lettura VOLA CHI LEGGE, quando chiacchieriamo e scambiamo opinioni con voi, quando ospitiamo autori interessanti ed importanti.
Vogliamo essere #altrocheamazon e ne siamo fieri, perchè vogliamo contnuare ad essere un luogo reale al servizio del suo territorio dove si possa passare del tempo di qualità.

Ovviamente, contiamo anche su di voi: diteci qual è il vostro #altrocheamazon! Insieme a noi sui social network ci sono anche: Libreria All’Arco Reggio Emilia ideatori dell’iniziativa, Libreria Alfabeta di Lugo (RA), Libreria Rinascita Empoli Viruslibro di Empoli, Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, Koinè Libreria Internazionale di Sassari, Libreria Il Ponte sulla Dora di Torino.
Passate parola!

 

#altrocheamazon

altrocheamazon

Qual è oggi il valore aggiunto di una libreria fisica rispetto a quelle online e ad Amazon in particolare? E’ una domanda che ci fate in molti, che ci siamo posti anche noi e a cui si possono fornire diverse risposte.Tutte bellissime! Ecco perché, da oggi, inizieremo a darle. E le daremo col sorriso, attraverso i social network, insieme ad altre librerie indipendenti d’Italia: perché quello che facciamo ha un valore inestimabilee noi non vediamo l’ora di far sentire la nostra voce! Diamo quindi il benvenuto a un nuovo hashtag:#altrocheamazon

Da oggi noi inizieremo a usarlo su Facebook e così faranno altre librerie: l’obiettivo è segnalare tutto quello che potete trovare da noi e non in un negozio online, tutto quello che ci rende diversi e, secondo noi, decisamente migliori. Qualche esempio? Il sorriso che vi regaliamo quando entrate, i consigli che vi diamo, la competenza che ci contraddistingue, gli incontri con gli autori, i laboratori per bambini, leiniziative che facciamo (il concorso “Scatta un libro”, il libro sospeso, l’appuntamento al buio) e tutto quello che ci verrà in mente. Ma che verrà in mente anche a voi: perché l’hashtag è di tutti e potrete usarlo su Facebook e su Twitter per segnalare ciò che, quando penserete a noi, vi farà dire “Altro che Amazon”!

L’appuntamento è sulla nostra pagina Facebook, ma anche su quella di tutte le librerie che, con noi, promuoveranno #altrocheamazon in questa fase di lancio. Eccole: “Libreria Volare” di Pinerolo (TO), libreria “Il ponte sulla Dora” di Torino, libreria “Alfabeta” di Lugo (RA), Libreria Rinascita di Empoli,Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, Koiné Libreria Internazionale di Sassari, Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino (FI), Libreria Giralibri di Argenta (FE), Libreria Trame di Bologna, Libreria Indipendente di Colorno (PR), Libreria LuccaLibri di Lucca.

Rappresentano il meglio che ci sia in Italia e siamo orgogliosi che siano al nostro fianco in questa iniziativa.

Noi siamo pronti a partire: salite a bordo?

Eccovi una piccola rassegna stampa degli articoli che parlano di #altrocheamazon:

 

 

Lipperatura, il blog di Loredana Lipperini

GIOVEDÌ, 23 OTTOBRE 2014

#ALTROCHEAMAZON: ORGOGLIO, PREGIUDIZIO, POTERI

Non si tratta di una guerra. Sì, lo so, è stato detto infinite volte, ma è bene ripeterlo. Ripetiamolo insieme, anzi: le librerie non sono quei luoghi ammuffiti dove entrano gli odiati intellettuali in maglioncino di cachemire, questa è l’immagine muffita e convenzionale che vi è rimasta appiccicata addosso, e non corrisponde alla realtà, così come non corrisponde alla realtà l’immagine delle femministe che vi forniscono certi articoletti brillanti di cronaca bianca. Di contro, Amazon non è il posto al servizio del lettore dove con un clic si trova e si riceve tutto quel che si desidera: perché è molto più facile che riceviate quello che siete indotti a desiderare.
Ripetiamo anche quest’altro concetto, prima che qualche blogger dall’urticante penna faccia un post satirico su quanto sono maleducati i librai: le librerie non sono il Bene e Amazon (anche se questa è un po’ più dura da scrivere) non è necessariamente il Male. Nelle librerie di catena non troverete a portata di mano il libro su cui gli editori non puntano, è vero. Del resto, su Amazon non troverete a portata di mouse i libri degli editori che non sottostanno alle richieste contrattuali di Bezos, quindi rassegnatevi: i libri vanno cercati, non ci cascano fra le braccia, e forse è persino un bene, perché accade che cercandone uno se ne incontrino altri, che siano suggeriti dal solito algoritmo o da un libraio in carne e ossa.
Non si tratta di una guerra, ma bene fanno i librai a rialzare la testa e a ricordare cosa si può trovare in una libreria fisica: e no, non si tratta dell’odore della carta (anche se, diamine, l’odore della carta è buonissimo: leggo sul mio eReader, ma annuso felice i libri nuovi che mi trovo fra le mani. Leggo su carta e in digitale e difendo sia la carta che il digitale dai potentati e dai monopolisti, nel mio piccolissimo, proprio perché non è una guerra, o se lo è, non è nei termini in cui viene abitualmente posta).
Dunque, dalla libreria All’Arco di Reggio Emilia, parte una campagna di orgogliosa rivendicazione: #altrocheamazon. Altre hanno aderito, e aderisce anche Liberos. E magari aderirete anche voi.
Io l’ho già fatto.

Osservatore.eu, sito d’informazione

#altrocheamazon, l’hashtag per la conservazione della bibliodiversità

L’iniziativa coinvolge alcune librerie indipendenti, fra cui la libreria Rinascita di Ascoli

Anche Villa Cerboni Rambelli segnalata al censimento FAI

Dopo la Torre Guelfa, anche la villa – lascito testamentario in favore del Comune, che finora non l’ha valorizzata – è in lizza per “i luoghi del cuore”, le bellezze italiane da non dimenticare

Un nuovo riconoscimento per il corto “La lattina”

Il video realizzato dall’Itas Mazzocchi di Ascoli Piceno e dall’associazione sambenedettese Aladino ha ottenuto una menzione speciale al concorso “MediaEducazione”

“Diritto alla bellezza”: arte e beni culturali al centro del convegno di Ripoli

Alla due giorni tenutasi nel parco archeologico di Corropoli hanno partecipato docenti ed esperti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Presente anche il British Museum

pubblicato da Laura Celani il 22 Ottobre 2014

REGGIO EMILIA, TORINO, ASCOLI PICENO, SASSARI — Quando si tratta di rete, è difficile collocare un’iniziativa sulla carta geografica. L’epicentro di #altrocheamazon, l’iniziativa che coinvolge varie librerie indipendenti italiane, è la Libreria dell’Arco di Reggio Emilia, ma il tam tam su internet ha rapidamente ripagato i pionieri emiliani con adesioni da tutta Italia, fra cui la libreria Ponte sulla Dora (Torino), Alfabeta (Lugo, RA), Volare (Pinerolo, TO), Rinascita (Empoli), Koinè (Sassari) e Rinascita di Ascoli.

“Conservare la bibliodiversità” sembrerebbe il motto delle librerie unite dall’hashtag #altrocheamazon: un motto da librai che non si scoraggiano davanti allo strapotere del colosso Amazon, che gestisce la compravendita di libri su internet in tutto il mondo.

La formula del successo di Amazon è la sua accessibilità da qualunque punto del globo: si può ordinare un libro da casa, pagare ed attendere che il libro venga recapitato al proprio indirizzo. Quello che Amazon non può fare è darci consigli intelligenti su cosa acquistare o regalare, lasciarci sfogliare i libri che catturano la nostra attenzione, intuire quale libro stiamo cercando quando abbiamo solo un vago ricordo dei personaggi o del disegno in copertina di “quel bel romanzo”.

Non solo: al contrario delle librerie virtuali come Amazon, le librerie fisiche sono punti d’incontro, luoghi dove prendono corpo eventi, presentazioni, laboratori per bambini, incontri con gli autori.

Proprio per segnalare in rete gli eventi che possono accadere solo fuori dalla rete, le librerie che prendono parte al progetto taggheranno le proprie iniziative con l’hashtag #altrocheamazon sui social network.

Per inviare suggerimenti ed idee via Twitter o Facebook, basta usare l’hashtag #altrocheamazon; via mail, scrivere ainfo@bibliodiversita.it oppure alibri@libreriallarco.it.

– il sito di Liberos, l’associazione formata da librai e autori sardi

#altrocheAmazon, la fionda dei librai contro Golia

altrocheamazonFacciamo un esperimento: provate a digitare sul motore di ricerca di Amazon, o di un altro sito di vendita online a piacere, “non mi ricordo autore né titolo ma è la storia di una donna pazza d’amore che alla fine si butta sotto un treno”. Se non l’avete riconosciuto, noi non ve lo diciamo, che libro è, ma un vero libraio sì che ve lo sa dire*.

Questa è una di quelle cose che potete permettervi di fare in libreria, e non potete permettervi di fare in un sito web (neanche Google risponde, provare per credere). Bene, tutto quello che la libreria vi dà e Amazon no viene ora etichettato e così censito da librerie ma anche da tanti lettori che aderiscono alla campagna #altrocheAmazon. Poteva non aderire Lìberos?

L’idea iniziale l’ha avuta la Libreria All’Arco di Reggio Emilia, fatta di librai che non si piangono addosso per la crisi, che non abbassano la saracinesca perché “le multinazionali con i super sconti ci stanno massacrando” e soprattutto che hanno capito che ogni sfida è possibile: basta ragionare in modo brillante, e soprattutto essere uniti. L’iniziativa si chiama #altrocheamazon e rivendica il valore insostituibile della libreria fisica contro la fagocitante superpotenza di Jeff Bezos. Certo, Amazon vi fa lo sconto (purtroppo non siamo in Francia), il libro vi arriva a casa dopo due giorni (se volete sapere come…) e tutto senza che voi dobbiate mettere il naso fuori di casa… Sembra imbattibile, vero? Bene. I librai rispondono così.

Vi ricordate quando siete entrati in libreria con solo il vago ricordo di una copertina con una gabbietta per uccelli e il vostro libraio di fiducia vi ha sorriso e messo in mano “L’ultima riga delle favole” di Gramellini? E credo che vi ricorderete che nella libreria fisica, se siete indecisi se è meglio De Giovanni o Malvaldi da regalare alla vostra amica appassionata di gialli, non vi trovate di fronte un arido algoritmo del tipo “chi ha acquistato x ha comprato anche y”, ma il libraio che vi dice: “se è per una  donna, vuoi mettere gli occhi verdi del commissario Ricciardi???”.
Insomma, per farla breve: sui social network vedrete comparire sempre più spesso l’hashtag #altrocheamazon. I librai lo utilizzeranno per segnalare presentazioni, eventi, aperitivi in libreria, incontri, laboratori per bambini e tutto quello che in virtuale non potrete trovare. Decidete poi voi se vale la pena uscire di casa o stare davanti a uno schermo.
Ci saranno anche tanti scrittori, che devono gran parte del loro successo ai buoni librai, a darne testimonianza in questo modo.Noi che siamo la comunità dei lettori, però speriamo che siate proprio voi a far diventare #altrocheamazon un trend topic, come si dice su Twitter, e soprattutto un grande coro che dice che No, alle nostre librerie non intendiamo rinunciare!*E se l’avete riconosciuto, non scrivetelo: rovinereste la lettura di uno dei libri più belli di sempre ai fortunati che ancora non l’hanno letto.

 

Ecco la lista delle librerie aderenti:
Libreria All’Arco (Reggio Emilia)
Libreria Ponte sulla Dora (Torino)
Libreria Alfabeta (Lugo, RA)
Libreria Volare (Pinerolo, TO)
Libreria Rinascita (Empoli),
Libreria Rinascita (Ascoli Piceno)
Libreria Koiné (Sassari)

– il Giornale della Libreria, la rivista dei professionisti del mondo dell’editoria

#altrocheAmazon, l’hashtag delle librerie indipendenti per spiegare perchè indies do it better
CANALI DI VENDITA
20/10/2014
L. Biava
I librai italiani, come ricordava in una recente intervista il presidente di Ali, Alberto Galla, stanno vivendo sulla loro pelle un periodo di grande difficoltà, ma la crisi può anche essere un’opportunità per valorizzare le proprie specificità e mettere in luce il ruolo che le librerie indipendenti giocano nella filiera.
E così – va bene la diminuzione del potere d’acquisto collettiva, il calo dei lettori (per di più di quelli forti!) e la concorrenza dell’e-commerce – alcuni librai indipendenti, guidati dalla Libreria All’Arcodi Reggio Emilia (nella foto), hanno deciso di intraprendere una campagna social per invertire la rotta.
Secondo il variegato gruppo (hanno già aderito, tra le altre, la Koiné di Sassari, la Rinascita di Empoli, l’Alfabeta di Lugo, la Rinascita di Ascoli Piceno e le torinesiPonte sulla Dora e Volare), il principale competitor delle librerie italiane è oggi il commercio on line e il suo alfiere non può che essere Amazon, preso come modello ideale di negozio on line che vende tutto, ha un assortimento praticamente infinito, pratica sconti irripetibili per chiunque e consegna a domicilio in brevissimo tempo.
Ecco dunque l’idea: spiegare ai lettori perché comprare in libreria è un’esperienza migliore, raccontando il valore aggiunto che un sapiente servizio al cliente può dare.
«Spesso i clienti arrivano in libreria conrichieste che nessun algoritmo potrebbe soddisfare, per esempio: “vorrei quel libro con la copertina gialla, uscito un po’ di tempo fa, che parla di gatti”. Il libraio si trova a gestire innumerevoli richieste come questa ogni giorno e spesso riesce a consegnare al lettore il libro cercato esclusivamente grazie alla propria competenza – spiega Giulio Saltarelli, libraio della Libreria All’Arco –. La verità è che non possiamo competere con Amazon sul suo stesso terreno: non possiamo permettercelo, non ne abbiamo le possibilità. Occorre quindi spostare la competizione su un campo diverso, in cui le piattaforme di e-commerce siano meno temibili. Ecco quindi la necessità, per una libreria fisica (a maggior ragione se indipendente), di sfruttare al massimo le sue peculiarità: il rapporto diretto, quotidiano, personale con i propri clienti. Le librerie sono avamposti sul territorio che devono coinvolgere in ogni modo le persone, offrendo loro ciò che il Web non può oggettivamente offrire: servizio, competenza, sorrisi, consigli, informazioni, incontri con gli autori, attività per i bambini, iniziative di ogni tipo».
Da dove viene l’idea? «L’idea ci è venuta partendo dal successo dell’#librosospeso ma anche ripensando ad un vecchio claim, “Succede solo da McDonald’s”, ve lo ricordate? Con quella pubblicità, McDonald’s non vi diceva che i suoi panini erano più buoni o meno cari di quelli del bar sotto casa, ma vi raccontava una serie di cose che potevate fare solo nei loro ristoranti. Allo stesso modo noi non vogliamo iniziare una battaglia contro Amazon, ma solo spiegare ai lettori perché comprare un libro in libreria sia un’esperienza infinitamente migliore».
In cosa consisterà la campagna social? «Abbiamo lanciato l’hashtag: #altrocheamazon attraverso il quale, insieme alle librerie aderenti, inizieremo a raccontare sfruttando i canali social della libreria e principalmente Facebook, tutto quello che potete trovare da noi e non in un negozio on line, tutto quello che ci rende diversi e, secondo noi, decisamente migliori. L’hashtag, naturalmente, è di tutti e ci piacerebbe che anche i nostri clienti iniziassero ad usarlo su Facebook e su Twitter per segnalare ciò che, quando pensano al servizio ricevuto in libreria gli fa esclamare “Altro che Amazon!”».

Prima Pagina, sito d’informazione

Altrocheamazon
CULTURA

#altrocheamazon, riscoprire l’anima delle librerie

Un progetto-iniziativa che mette insieme un gruppo di librerie amiche che hanno deciso di giocare a Davide contro Golia con l’hashtag #altrocheamazon.

ASCOLI PICENO – L’idea iniziale l’ha avuta la Libreria All’Arco di Reggio Emilia, fatta di librai che non si piangono addosso per la crisi, che non abbassano la saracinesca perché “le multinazionali con i super sconti ci stanno massacrando” e soprattutto che hanno capito che ogni sfida è possibile: basta ragionare in modo brillante. L’idea, che si spera possa diventare una realtà condivisa e virale, ha già coinvolto alcune delle librerie italiane più belle e attive come è il caso della libreria Ponte sulla Dora (Torino), Alfabeta (Lugo, RA), Volare (Pinerolo, TO), Rinascita (Empoli) e Koinè (Sassari).

LA LIBRERIA RINASCITA – Non poteva mancare anche l’adesione della libreria ascolana Rinascita. L’iniziativa si chiama #altrocheamazon e rivendica il valore insostituibile della libreria fisica contro la fagocitante superpotenza di Jeff Bezos. Vero, Amazon fa lo sconto, il libro arriva a casa dopo due giorni e tutto senza che si metta il naso fuori di casa. I librai rilanciano: quando è stata l’ultima volta che siete entrati in libreria con solo il vago ricordo di una copertina con una gabbietta per uccelli e il vostro libraio di fiducia vi ha sorriso e messo in mano “L’ultima riga delle favole” di Gramellini? E credo che vi ricorderete che nella libreria fisica, se siete indecisi se è meglio De Giovanni o Malvaldi da regalare alla vostra amica appassionata di gialli, non vi trovate di fronte un arido algoritmo del tipo “chi ha acquistato x ha comprato anche y”, ma il libraio che vi dice: “se è per una donna, vuoi mettere gli occhi verdi del commissario Ricciardi?”

ALTROCHEAMAZON – Insomma, sui social network vedrete comparire sempre più spesso l’hashtag #altrocheamazon. I librai lo utilizzeranno per segnalare presentazioni, eventi, aperitivi in libreria, incontri, laboratori per bambini e tutto quello che nel mondo virtuale non si possono trovare.  Largo a suggerimenti, idee e consigli con l’ashtag #altrocheamazon, via Twitter e via Facebook o via mail a info@bibliodiversita.it oppure libri@libreriallarco.it

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E siamo anche finiti su “la Repubblica”! Dopo l’Internet, conquisteremo anche la carta stampata!#altrocheamazon http://www.libreriallarco.it/news/altrocheamazon/
la Repubblica, articolo firmato da Loredana Lipperini
Dopo “la Repubblica”, anche il “Corriere della sera” di ieri ha parlato di noi e di #altrocheamazon! Prossima tappa: il “New York Times”! http://www.libreriallarco.it/news/altrocheamazon/
Corriere della sera, articolo firmato da Paolo Di Stefano

Hashtag #altrocheamazon, rivoluzione pacifica dei librai indipendentiCultura

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Firenze – L’hashtag altrocheamazon è la rivoluzione pacifica dei librai indipendenti sui social perché Amazon, con i suoi algoritmi e i suoi droni, sta annullando la figura del libraio! In Toscana, la prima libreria che ha aderito è la “Rinascita” di Empoli guidata da Tamara Guazzini.

Come mai hai deciso di aderire all’iniziativa #altrocheamazon?
“Abbiamo aderito perché, mai come in questo momento, c’è bisogno di stare in gruppo, di far sapere che le librerie indipendenti sono unite, che esistiamo e abbiamo anche voglia di fare. E poi perché questa frase “Altro che Amazon!” l’avevamo già sentita anche dai nostri clienti: in poche parole ci siamo riconosciuti e abbiamo aderito con entusiasmo”.

Rispetto a questa “occupazione della rete”, come si stanno muovendo le librerie toscane? E in quante e quali hanno aderito?
Non ho un dato preciso su chi sta portando avanti questa iniziativa perché, francamente è un po’ difficile seguire tutti i social che ne parlano: sicuramente oltre a noi c’è “Luccalibri” e “Rinascita” di Sesto Fiorentino che hanno dichiarato la loro adesione. Quanto al movimento che si può creare intorno a questa occupazione di rete credo che, come librerie toscane, potremo e faremo sicuramente di più: il tutto è partito da pochi giorni”.

Quale il post o il tweet migliore fino ad ora?
“Quello di Loredana Lipperini “ #altrocheamazon non è una guerra ma una rivendicazione sì”.. perché è chiarissimo e ha fatto decollare il dibattito…”

Che cosa significa oggi fare il libraio?
“Io penso che sia ancora, anzi oggi più che mai, un lavoro bellissimo specialmente se non avessimo tutta la burocrazia che ci troviamo a dover affrontare ogni giorno e se, ancora, gli editori capissero che non è con la paura e con gli sconti assurdi che si affronta questo momento indubbiamente difficile. Fare il libraio oggi significa dover correre come matti per riuscire a trovare anche il tempo da dedicare alla parte più bella di questo mestiere: la relazione con il pubblico. Dare spazio a quella complicità che a volte si instaura con chi hai davanti: #altrocheamazon!”.

Com’è la situazione delle librerie in Toscana?
“Non ho un polso esatto della situazione ma mi sembra che non ci sia tutto questo allarmismo, anzi, mi sembra di vedere sempre di più bravi librai indipendenti che stanno tirando fuori gli artigli e che hanno la capacità di affrontare seriamente questa momento”.

Come si sta difendendo la libreria Rinascita di Empoli di fronte alla crisi?
“Confermiamo tutti i giorni il valore dell’assortimento e l’accoglienza al cliente oltre a continuare a fare cose come il nostro festival Viruslibro, presentazioni e incontri”.

Com’è il cliente toscano in libreria? E il lettore toscano?
“Credo che i lettori siano uguali da tutte le parti: giustamente esigenti, molto spesso preparati . Forse, facendo un po’ di “campanile”, i Toscani sono anche simpatici”.

Ormai il libro è diventato un contorno adatto a tutto: pizze, caffè, aperitivi, biciclette… non credi che per salvarlo bisognerebbe tornare al suo concetto originario? E se sì, in questo cammino, quale il ruolo del libraio?
“In libreria è giusto trovare libri che aiutano a fare dei buoni formaggi o che ci raccontino la storia di ottimi vini, ma noi vendiamo libri, i vini e i formaggi li venda, giustamente, qualcun altro”.

Quali sono i libri che vendono e quali invece quelli che ti piacerebbe vendere?
“Non faccio distinzione, ognuno ha il diritto di leggere quello che vuole poi io ho le mie preferenze e se mi chiedi un consiglio cerco di capire qual è il libro che fa per te fra quelli che amo di più…”

Come organizzi lo scaffale per differenziarti da Amazon?
“Noi siamo già diversi da Amazon perché non ti dirò mai che se hai letto x ti potrebbe interessare y e perché sui nostri scaffali trovi un sacco di editori minori che hanno lo stesso spazio dei grandi…a volte sono anche più in mostra”.

Un libraio indipendente di Bologna che mi da consigli di lettura sostiene che l’algoritmo di Amazon distruggerà librai e librerie. Tu che ne pensi?
“L’algoritmo umano” non teme confronti…”.

Al di là della crisi e di Amazon, non pensi che ciascuno di noi (editori, librai, distributori, lettori) abbia una sua responsabilità?
Certamente e ognuno dovrà assumersela, se vorrà sopravvivere”. 

– See more at: http://www.stamptoscana.it/articolo/cultura/hastag-altrocheamazon-rivoluzione-pacifica-dei-librai-indipendenti#sthash.QncoeFRH.dpuf

Dalla libreria All’Arco #altrocheamazon: ed è subito successo

L’hastag ha ottenuto migliaia di adesioni da tutta Italia. «Vogliamo dimostrare che siamo diversi e pure migliori»

di Daniele Valisena

REGGIO EMILIA. «Cercavo un libro, ma non ricordo né il nome dell’autore, né il titolo, solo la copertina: mi può aiutare?». Nasce così, da un’esperienza di vita quotidiana in libreria, #altrocheamazon, l’hashtag lanciato dalla Libreria Dell’Arco che ha dato il nome a un piccolo movimento culturale che da Reggio Emilia si è allargato a tutte le librerie indipendenti d’Italia.

L’hashtag, viaggiando su Facebook, Twitter e Instagram, è ormai divenuto una bandiera e un simbolo per migliaia di lettori, che tramite esso affermano il proprio amore per un atto, quello di recarsi in libreria, che è ormai divenuto una scelta culturale, oltre che di consumo.

L’hashtag. «L’iniziativa nasce per marcare una differenza, non per scagliarci contro Amazon – spiega il responsabile della comunicazione della Libreria dell’Arco, Giulio Saltarelli – Vogliamo far vedere che siamo due realtà diverse e che, almeno secondo noi, proprio questa differenza ci rende migliori».

La porta che si apre su un mare di storie e parole da scoprire, il tepore all’ingresso del negozio, il profumo della carta stampata, i colori, il calore umano ed emozionale del contatto tra clienti e librai. Tutte esperienze che possono essere “archiviate” tramite un clic, da casa, come si può fare con Amazon. «Non vogliamo metterci in competizione con Amazon – aggiunge Saltarelli – noi offriamo un’esperienza, la competenza, qualcosa che può sorprendere, mentre Amazon offre un servizio per chi sa già cosa cerca».

Le parole dei lettori. «Continuo a pensare che la libreria sia migliore – affermaRossella Benassi – Su internet ci sono un’infinità di informazioni, ma non c’è un mezzo per orientarsi: per quello ci vogliono i librai». «Internet e Kindle non mi affascinano molto – le fa eco Chiara Pancaldi – magari tra qualche anno li userò, ma per ora preferisco andare in libreria».

Non bastano la comodità, la convenienza economica e l’infinita possibilità di scelta che offrono i rivenditori online come Amazon a cambiare abitudini e convinzioni dei lettori.

«Starei qui tutto il giorno – conferma Anna Bozzini – Mi piace proprio entrare in libreria, sfogliare i libri, sentire l’odore della carta; Amazon lo uso anch’io, ma per quei libri, magari in edizione in lingua straniera, che qui in Italia non trovo». «Io sono qui per cercare qualcosa da regalare – spiega Giulia Mazzoni – solo girando e curiosando posso trovare l’ispirazione giusta». «Un libro va sfogliato – aggiunge Lisa Crispo – serve un contatto fisico, umano, c’è bisogno delle librerie».

Oltre ai libri sono dunque proprio le librerie, il loro ambiente familiare e chi le vivifica a renderle uniche. «A me piacciono perché ci sono le persone – chiudeEnrico Pugliese – Anche il solo gesto di entrare qui e dare un’occhiata è qualcosa di particolare».

 http://gazzettadireggio.gelocal.it/tempo-libero/2014/11/09/news/dalla-libreria-all-arco-altrocheamazon-ed-e-subito-successo-1.10271713?ref=search

E’ nato un sito che dice dove è disponibile il titolo che si cerca, permette di localizzare la libreria più vicina. Si può anche ordinare sul web, ma poi si ritira di persona.

E' nato un sito che dice dove è disponibile il tiotolo che si cerca, permette di localizzare la libreria più vicina. Si può anche ordinare sul web, ma poi si ritira di persona.

Le librerie parigine contro Amazon. Per far fronte all’attacco del colosso dell’editoria elettronica, 64 librerie indipendenti di Parogi hanno deciso di raccogliere la sfida, e giocare sullo stesso campo del nemico, internet. E’ nata cosìParis Librairies Basta cercare il titolo cui si interessati e il sito dice dove è disponibile, permette di localizzare la libreria più vicina a te e voilà, il gioco è fatto. Si può anche ordinare online, ma poi il libro bisogna andare a prenderselo di persona. Perché i rapporti esclusivamente virtuali sono roba da Amazon, mica da libreria parigina.

Tra i nomi aderenti all’iniziativa ci sono indirizzi storici come «Delamain», di fronte alla Comédie-française, «Eyrolles» a Saint-Germain o la «Gallimard» in boulevard Raspail. Che non hanno rinunciato alla sfida della modernizzazione. E dire che in Francia la situazione dell’editoria e dei piccoli negozi in generale è decisamente migliore che in Italia, grazie alle attenzioni della politica, e a provvedimenti come «legge Lang» sul prezzo unico del libro. Perché leggere, in fondo, è trés chic.

ARTICOLO TRATTO DA http://www.cadoinpiedi.it

Librerie di quartiere, così Parigi e Londra “sfidano” Amazon

Si ordina online ma si ritira il libro nel negozio sotto casa: in Uk la casa editrice Penguin ha lanciato una piattaforma che aggrega 400 esercenti. E in Francia si può usare una app per trovare il volume desiderato sugli scaffali di 500 librerie

di CESARE BUQUICCHIO

“DON’T PANIC, organize”. Questo devono pensare editori e, soprattutto, piccole librerie di mezzo mondo quanto si trovano a confrontarsi (o meglio scontrarsi) con lo strapotere di Amazon nel mercato della distribuzione editoriale. Come si fa a contrastare chi è in grado di vendere praticamente qualsiasi libro pubblicato a prezzi stracciati e con una comoda consegna a casa propria nel giro di poche ore (e quando Bezos avrà l’autorizzazione a far volare i suoi droni i tempi scenderanno nella metrica dei minuti)?

Ogni trasporto sentimentale verso la propria libreria preferita rischia di essere schiantato da tanta efficienza. E anche le campagne di boicottaggio che periodicamente fioriscono contro il colosso web, vuoi per le condizioni di lavoro dei suoi magazzinieri, vuoi per le penalizzazioni inflitte da Amazon a scrittori ed editori che non si piegano alle sue richieste, non incidono, finora, sui grandi numeri.

Ma basta non farsi prendere dal panico e organizzarsi: alcuni modelli alternativi saltano fuori. Ci ha pensato in Inghilterra l’editore Penguin Random House che ha lanciato una piattaforma web chiamata My Indipendent Bookshop che è una via di mezzo tra social network basato su consigli e recensioni di libri e un vero e proprio store online dove acquistare sia ebook sia testi cartacei. Ma ecco la vera sfida ad Amazon: “Grazie alla collaborazione con il sito Hive ogni acquisto (sia digitale sia in brossura) genera un piccolo profitto per la libreria che si è scelta come la propria preferita. E, in caso di spedizioni, si può anche scegliere, gratuitamente, di far consegnare il pacco in negozio così da poter contare su orari certi, evitando i famigerati avvisi degli spedizionieri Amazon appiccicati sul citofono, e allo stesso tempo non perdere il piacere di frequentare il libraio di quartiere”, ci spiegano dalla Penguin Random House Uk.

“Siamo molto contenti di far parte di questa iniziativa”, racconta Sheila O’Reilly, proprietaria di Dulwich Books a sud di Londra, una delle oltre 400 librerie che hanno aderito alla piattaforma. “Ci sono già tanti lettori che si sono connessi con il nostro negozio e abbiamo notato che arrivano anche da altri quartieri”. A rendere ancora più particolare l’esperienza c’è il fatto che anche noti scrittori come Terry Pratchett, Irvine Welsh o Lisa Jewell consigliano i loro libri e le loro librerie preferite su My Indipendent Bookshop.

Ma gli inglesi non sono i primi a tentare una sinergia tra web e librerie fisiche. La rivoluzione francese di Paris librairies ha già compiuto un anno e continua a espandersi. Sotto il logo del libro rosso su sfondo nero campeggia lo slogan “La più grande libreria del mondo con un milione e mezzo di titoli e 8500 metri quadri”. Anche sotto la Tour Eiffel i 500 e passa librai hanno messo in rete i loro scaffali e i loro magazzini e così possono provare a battere sul tempo perfino Amazon. Sul sito, o sulla pratica app per ora solo per Android, si cerca il libro, si geolocalizza in tutte le librerie che in quel momento lo hanno disponibile, lo si prenota e lo si passa a prendere nel negozio più vicino. Se si è fortunati il tutto si può compiere in pochi minuti. Non sarà la procedura più adatta ai pigri che vogliono aspettare i volumi standosene comodamente a casa, ma forse salvare una libreria parigina val bene quattro passi. Per salvare quelle italiane, invece, si attende ancora che il panico sia passato e arrivi il momento dell’organizzazione.

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