Giunta per Immunità rinvia ancora via libera a utilizzo intercettazioni senatore Azzollini Antonio

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Giunta per Immunità rinvia ancora via libera a utilizzo intercettazioni Azzollini

Il senatore, ex sindaco di Molfetta, è indagato per abuso d’ufficio e associazione a delinquere da parte della Procura di Trani. Da nove mesi gli inquirenti attendono il via libera per usare le conversazioni nell’ambito dell’inchiesta per la costruzione del porto della città pugliese

Giunta per Immunità rinvia ancora via libera a utilizzo intercettazioni Azzollini

Ancora un rinvio. L’undicesimo, per la precisione, l’ennesimo degli ultimi nove mesi. È da così tanto tempo, infatti, che per motivi per lo più procedurali o molto più spesso futili, la Giunta per le Immunità del Senato non “riesce” a dare il via libera all’utilizzazione, da parte della Procura di Trani, delle intercettazioni telefoniche riguardanti l’ex sindaco di Molfetta (Bari), attuale presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama Antonio Azzollini, alfaniano della prima ora.

L’esponente di Ncd è infatti indagato, da oltre un anno, per la presunta maxi frode da 150 milioni di euro per la costruzione del nuovo porto di Molfetta. In un primo momento al senatore era stati contestato l’abuso d’ufficio commesso, secondo gli inquirenti, quand’era sindaco della cittadina pugliese nella questione relativa alle cooperative edilizie. Azzollini ha poi ricevuto anche un altro avviso di garanzia per associazione per delinquere, reati ambientali, truffa e falso perché sempre secondo la procura di Trani, sapeva dal 2005 che sui fondali del nuovo porto c’erano decine di migliaia di ordigni bellici inesplosi. Nonostante questo, avrebbe fatto finta di nulla: nel 2007 ha appaltato i lavori per la costruzione della diga foranea e del nuovo porto commerciale, opere finora non realizzate e forse irrealizzabili. Un intervento dal costo iniziale di 72 milioni che col tempo è lievitato a 147 milioni perché era necessario bonificare l’area da proiettili, bombe e fusti contenenti cianuro, iprite, acido clorosolfonico, fosforo e fosgene.

Gran parte dei finanziamenti pubblici, col passare del tempo, sarebbero poi stati distratti dal Comune che li avrebbe utilizzati – secondo i pm – per fare “un’operazione di maquillage del bilancio cittadino per dimostrare il rispetto del patto di stabilità ed evitare un ipotetico rischio di default”. L’area interessata dai lavori (del valore di 42 milioni) era stata sottoposta a sequestro il 7 ottobre 2012, così come i restanti 33 milioni di euro stanziati per la realizzazione dell’infrastruttura. È solo che l’inchiesta ora è ferma proprio per colpa della Giunta del Senato, dove ogni seduta – come quella di stamattina – sembra fatta apposta per chiedere un rinvio sull’autorizzazione a procedere per il senatore Azzolini.

Intercettazioni dell’inchiesta
sul porto di Molfetta
in Senato forse altro rinvio

ROMA – Tra proroghe, richieste continue di nuovi documenti e convocazione di altri organismi parlamentari proprio negli stessi orari, la Giunta per le Immunità del Senato sono 9 mesi che non riesce a pronunciarsi in via definitiva sul caso di Antonio Azzollini (Ncd), presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama coinvolto nelle indagini sul porto di Molfetta. Oggi, dice l’opposizione, la Giunta è convocata alle 13.30, ma da Ncd si sarebbe fatto notare che alle 14 si riunisce la commissione Giustizia e pertanto sarebbe meglio un rinvio perchè potrebbe essere a rischio il numero legale per poter lavorare.

La Giunta per le Immunità del Senato, presieduta da Dario Stefano (Sel), dovrebbe da tempo pronunciarsi sulla richiesta della Procura di Trani (trasmessa a Palazzo Madama il 21 gennaio 2014) di poter utilizzare le intercettazioni e i tabulati telefonici relativi al presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, Antonio Azzollini (Ncd), sul cui caso è stato nominato come relatore Felice Casson (Pd). Ma in nove mesi, si sottolinea nell’opposizione, non si sarebbe riusciti a decidere per via delle “continue richieste di rinvio, acquisizione di nuovi documenti avanzata da più parti e convocazioni di altri organismi parlamentari proprio negli stessi orari in cui si riunisce la Giunta”.

Così oggi Dario Stefano ci riprova fissando la seduta della Giunta alle 13.30, ma, secondo quanto si apprende, i gruppi di Ncd e Pd avrebbero già fatto presente che proprio nello stesso orario si riunisce anche la Commissione Giustizia del Senato per esaminare il decreto di riforma del governo. Facendo capire che il numero legale potrebbe mancare, visto che molti componenti della Giunta fanno parte di entrambi gli organismi.
Azzollini è coinvolto nell’inchiesta giudiziaria avviata dalla Procura di Trani sul porto di Molfetta.

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