NIKOLA SAVIC DA MASTERPIECE A STORIE ITALIANE venerdi’ 12 settembre 2014 IL PRIMO OSPITE INTERNAZIONALE

NIKOLA SAVIC DA MASTERPIECE A STORIE ITALIANE venerdi’ 12 settembre 2014 IL PRIMO OSPITE INTERNAZIONALE

NIKOLA SAVIC DA MASTERPIECE A STORIE ITALIANE 

VENERDI’ 12 SETTEMBRE 2014 ORE 19,30 

GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI ANTISTANTE LIBRERIA IL GHIGNO UN MARE DI STORIE MOLFETTA

 STORIE ITALIANE IL PRIMO FESTIVAL DI LETTERATURA A MOLFETTA

 PRESENTA IN PRIMA ASSOLUTA REGIONALE E COME UNICA TAPPA A MOLFETTA.

NIKOLA SAVIC IL VINCITORE DI “MASTERPIECE” IL PRIMO TALENT SHOW LETTERARIO DELLA TELEVISIONE ITALIANA TARGATO RAI 3 

 INCONTRA I LETTORI E FIRMA LE COPIE DEL SUO ROMANZO

“VITA MIGLIORE” BOMPIANI IN COEDIZIONE RAI ERI

 INTERVENGONO LUIGI SOLIMINI E LUCIA TALENT SCOUT DI NIKOLA 

E IL SINDACO PAOLA NATALICCHIO

INGRESSO LIBERO

 TUTTA LA CITTADINANZA E’ INVITATA

MANIFESTAZIONE DELL’ESTATE MOLFETTESE

INCONTRIAMO NIKOLA SAVIC AUTORE DI “VITA MIGLIORE” BOMPIANI, IL ROMANZO RIVELAZIONE CHE HA VINTO LA PRIMA EDIZIONE DI MASTERPIECE.

“PER IL GIOVANE DEKI, BELGRADO E’ LA CITTA CHE RIASSUME LE CONTRADDIZIONI DI UN PAESE CHE STA PER ESPOLDERE.

SCROPRIRA’ UN MONDO DIVERSO E LONTANO DAL REGIME COMUNISTA TRASFERENDOSI IN ITALIA,A VENEZIA, PER SEGUIRE IL PADRE.

 UN ROMANZO ESPLOSIVO COME UNA MUSICA BALCANICA, CHE RACCONTA LA SCOPERTA DELL’ETA’ ADULTA CON UNA VOCE AFFILATA.”

 “UN ROMANZO FORTE,AUTENTICO UN MONDO NEL QUALE I SENTIMENTI HANNO ANCORA UN SENSO” GIANCARLO DE CATALDO

 “UNA SENSIBILITA’ NON COMUNE,DIFFICILE DA INCONTRARE” TAIYE SELASI

 “LA VECCHIA EUROPA ESISTE ANCORA” SUSANNA TAMARO

 “NIKOLA P SAVIC E’ UN RARO CASO DI ROMANZIERE ORIGINALE. NON IMITA NESSUNO, NON SI ADATTA A CONVENZIONI, NON ASSUME ATTEGGIAMENTI. HA TUTTO QUELLO CHE GLI SERVE : LO SGUARDO, IL CUORE, L’ISTINTO ,L’ IRONIA, IL SENSO DEL RITMO”  ANDREA DE CARLO

 “Quest’aderenza tra scrivere e parlare, il rifiutarsi di padroneggiare un italiano perfetto (all’editor Alberto Cristofori, in trasmissione, lo ha detto chiaro: «Non voglio imparare una lingua standard, fa male al mio modo di scrivere») è la benzina che accende #VitaMigliore #Masterpiece

 Da “Vita Migliore”

“I loro vecchi sono diversi dai miei. Si vestono in modo diverso, le loro facce sembrano spigoli di marciapiede, non hanno le case piene di libri e non hanno i quadri appesi ai muri.”

 “Voglio continuare a parlarle. Le mie parole sono carezze.” Vita Migliore Nikola Savic

 “Quand’ero molto piccolo,

mi nascondevo per caso dalla mamma.

Mi trovava sempre  .

Quando la sentivo avvicinarsi mi salivano da dentro i risolini.

Poi lei mi trovava e mi baciava tutto.

Anche adesso voglio ridere ,

e vedo che non sono il solo :

Gli occhi grandi di Ivana sono illuminati e pieni di gioia.”

 Per il giovane Deki, appena adolescente, Belgrado è la città che riassume le contraddizioni di un paese che sta per esplodere. Istintivamente estraneo alla retorica del regime comunista, il ragazzo scopre un mondo diverso trasferendosi in Italia, a Venezia, per seguire il padre. Quando Tito muore e la Jugoslavia si frantuma, la famiglia deve rientrare a Belgrado. Deki, con i pugni e l’amore nelle vene, impara dagli amici e dalla strada come difendere il proprio orgoglio, mentre i sorrisi delle ragazze accendono la sua fantasia. Un romanzo esplosivo come una musica balcanica, che racconta la scoperta dell’età adulta con una voce affilata.

 “Vita migliore” racconta di Deki, un ragazzo serbo che all’inizio della storia ha dodici anni e mezzo e poco alla volta diventa adolescente, ma parla anche dell’Ingegnere suo padre, di Sve sua madre, della sua nonna-vampiro, e di Ivana, di Milica, di Uros il Piccolo, di Scabbia, di Mihailo. Racconta del quartiere 62° nord della Nuova Belgrado, dei ragazzi che vivono nei palazzoni grigi costruiti dal regime titoista e passano i pomeriggi sui cubi di cemento nei cortili tra un edificio e l’altro. Racconta dell’amicizia, del senso di appartenenza. Racconta della scoperta del sesso, di palpeggiamenti e innamoramenti, di inseguimenti, di estati arroventate, di bagni nel fiume Sava, della ricerca di un’identità difficile da trovare e ancora più da conservare. Racconta di una generazione che cresce tra le rovine di un sistema totalitario, molto più coinvolta nelle rivalità tra i diversi quartieri che nei conflitti interetnici e di religione. Racconta del Maresciallo Tito, in pagine esilaranti che si inseriscono tra le vicende del protagonista. Racconta della violenza latente, di ragazzoni che girano per i quartieri periferici con le pistole sotto il golf in cerca di pretesti per usarle. Racconta delle conseguenze della guerra. Con una nota di Andrea De Carlo.

Il romanzo di Nikola Savic racconta in prima persona le vicende di un adolescente, Deki, alle prese con la vita e con l’amore. Un romanzo di formazione, ispirato chiaramente al vissuto del suo autore e ricco di paesaggi, storie e personaggi tra la Belgrado degli anni ’80 e Venezia. Sullo sfondo, una storia sentimentale affrontata con snodi sorprendenti e toni spesso ironici.

Nikola P. Savic, di origine serba, si è trasferito in Italia quando aveva 12 anni. Campione di Thai Boxe, laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Bologna, vive e lavora in provincia di Venezia con la moglie bulgara e la figlia. E’ il vincitore di “Masterpiece”, il primo talent show per aspiranti scrittori. Vita migliore è il suo primo romanzo, edito da Bompiani.

VENERDI’ 12 SETTEMBRE 2014 ORE

GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI ANTISTANTE LIBRERIA IL GHIGNO UN MARE DI STORIE MOLFETTA

 Il prossimo ospite di Storie Italiane ,il decimo appuntamento di Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta

 

 https://ilghignolibreria.wordpress.com/

   Dal 1981

   Libreria d’auToRe, Indipendente & incline alla bibliodiversità

Consigliata da 0 a 99 anni

Via Salepico 47 Molfetta 
080-3971365, 348-6053554 
ilghignolalibreria@libero.it

Il Ghigno – Un mare di storie

https://ilghignolibreria.wordpress.com/

http://ilghignostore.wordpress.com/

 Noi siamo qui:

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Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta

https://www.facebook.com/pages/Storie-Italiane-il-primo-festival-di-letteratura-a-Molfetta/603037126388335

 

“STORIE ITALIANE” Un intreccio di racconti per leggere quello che siamo stati, siamo e quello che saremo….

Il Primo Festival Indipendente & Autofinanziato al 99%  di Letteratura a Molfetta Partecipato e Diffuso

2 Edizione in divenire …… per tutta l’estate

 Storie Italiane 

Dopo il grande successo della prima edizione di Storie Italiane 2013

Il nostro festival ha ospitato

Antonio Ingroia con “Palermo”,

Concita De Gregorio con “Io vi maledico”

Giuliano Pasini con “Lo straniero”

Paolo Brogi con “Uomini e donne del Sud”

Marco Ignazio de Santis “W Salvemini”

Rosaria Iodice “La donna lumaca”

Bianca Tragni “Tutte le donne dell’imperatore

Vito Vacca “Tramonto dell’Euro”

Sergio Magarelli “Disturbare il manovratore ,politica e chiesa in Don Tonino Bello”

Giuseppe Caliceti ” La maga dei semafori e altre storie elementari”

Tommaso Cerno “Inferno la divina commedia al potere”

Alessio Viola “Dove comincia la notte”

Francesca Bertuzzi “La belva”

 

Edizione 2014 Storie Italiane

21 giugno 2014 LETTI DI NOTTE LA NOTTE BIANCA DELLE LIBRERIE INDIPENDENTI

Matteo Strukul presenta “La giostra dei fiori spezzati” Ed Mondadori Lunedi’ 23 giugno 2014

Angelo Maddalena “Canzoni di Eros e Tanazzu” 

Francesco Dezio “Qualcuno è uscito vivo dagli anni ottanta,storie di provincie e altri mali”

Michele Santeramo “La rivincita”

1 Corso di origami

Giuseppe Caliceti “Enzo Lorenzo”

Diego Galdino “Il primo caffè del mattino e mi arrivi come da un sogno”

Liliana Gadaleta Minervini……alla scoperta degli scritti di Don PierLuigi Di Piazza 

RECENSIONE DELLA SERATA

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Nikola Savic a Molfetta
grazie alla libreria Il Ghigno

Foto di Michele De Virgilio
Foto di Michele De Virgilio

13/09/2014   Il vincitore di Masterpiece incontra i lettori molfettesi e firma le copie del suo primo romanzo “Vita migliore”, pubblicato per Bompiani.

Una voce timida si staglia dagli applausi e afferra il microfono: “Signor Savic, come risponde alle critiche ricevute dal mondo della cultura, per la sua partecipazione al talent show di Rai 3, che lo ha visto addirittura vincitore della sua prima edizione?”
Savic sorride sotto il suo quintale e mezzo di capelli: “le rispondo con molta semplicità: il libro è lì, io l’ho scritto molto prima che decidessi di partecipare al programma e credo, anzi spero, che mi sopravvivrà. Voglio dire, è un essere indipendente. Detto questo, alla gente comune l’ardua sentenza.”

L’AUTORE: Nikola Savic è un ragazzo molto in gamba. E’ la prima cosa che si evince incontrandolo. E’ nato in Serbia, ma si è trasferito in Italia quando aveva 12 anni. Una parentesi di studi in America, un lavoro come commerciante e adesso… scrittore. Insomma, la conferma vivente che nella vita davvero non bisogna precludersi niente.

Sarà per il suo passato da campione di Thai Box o per la sua laurea in scienze della comunicazione, ma durante tutta la serata non sbaglia un colpo. A prescindere dagli argomenti che affronta.
Non per altro, quando gli chiedono di citare i suoi autori preferiti, quelli che lo hanno influenzato maggiormente, risponde senza pensarci due volte, come se avesse previsto quella domanda da prima che si mettesse a scrivere: Charles Bukowski; Fedor Dostoevskij; Andrea Pazienza. Sì, anche Andrea Pazienza, “perchè l’arte è una sola.”

E questa consapevolezza, questa determinazione, si avverte anche nel suo primo romanzo, quello che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo: “l’incontro più strano”, racconta, “è avvenuto nell’aeroporto di Istambul. Quando mi sono messo a scrivere, non immaginavo, nemmeno lontanamente, che un giorno potessi essere riconosciuto in un luogo così lontano da dove vivo. Ma la notorietà mi fa piacere. Tranne quando sono avvicinato da persone affette da selfite, che se ne fregano volontariamente di quello che voglia comunicare”.

IL ROMANZO: Per il giovane Deki, il protagonista, Belgrado è la città che riassume le contraddizioni di un paese che sta per esplodere. Istintivamente estraneo alla retorica del regime comunista, il ragazzo scopre un mondo diverso trasferendosi in Italia, a Venezia, per seguire il padre. Quando Tito muore e la Jugoslavia si frantuma, la famiglia deve rientrare a Belgrado. Deki, con i pugni e l’amore nelle vene, impara dagli amici e dalla strada come difendere il proprio orgoglio, mentre i sorrisi delle ragazze accendono la sua fantasia. Un romanzo esplosivo come una musica balcanica, che racconta la scoperta dell’età adulta con una voce affilata.

CONCLUSIONI: Nel corso della serata Nikola ha avuto modo di asserire che è già in programma la pubblicazione di un secondo libro, che riguarderà Venezia.

Una bella scoperta per noi molfettesi, ma anche per il popolo della letteratura. Merito anche della libreria il Ghigno, che lo ha ospitato.

Michele De Virgilio DA http://www.laltramolfetta.it/content_/news_zoom.asp?id_news=13661

domenica 14 settembre 2014

Il vincitore di Masterpiece alla libreria “Il Ghigno” di Molfetta

MOLFETTA – Andrea De Carlo lo considera “un raro caso di romanziere originale. Non imita nessuno, non si adatta a convenzioni, non assume atteggiamenti,  ha tutto quello che gli serve: lo sguardo, il cuore, l’istinto, l’ironia, il senso del ritmo”. È Nikola Savic. Vincitore di Masterpiece, il primo reality letterario andato in onda su Rai 3 e ospite d’eccezione per il Festival letterario “Storie Italiane” della libreria “Il Ghigno” a Molfetta.

Dinanzi ad un pubblico curioso e numeroso, l’autore, parlando del suo romanzo “Vita migliore” (Bompiani), si è presentato alla gente, raccontando di sé e della sua storia. Nato a Belgrado, trasferitosi in Italia all’età di 12 anni, si è laureato all’Università di Bologna in Scienze della Comunicazione. Nella sua vita ha fatto molti mestieri, ma ha sempre avuto una grande passione per l’arte, sin dal periodo delle superiori, influenzato dalla sua professoressa di italiano Gigliola Celsi, tra l’altro di origine molfettese. A convincerlo a partecipare alla trasmissione l’amico Luigi Solimini, anch’egli molfettese, oggi suo Talent Scout, proprio alla luce delle pagine da lui scritte e che oggi sono diventate un romanzo pubblicato in centomila copie.

Come anche il titolo fa capire, “Vita migliore” racconta sottilmente la speranza verso cui tende il protagonista, in una città che, dopo la morte di Tito, si trasformerà in un inferno per via della guerra civile. La vita del protagonista Deki è nel quartiere 62° nord della nuova Belgrado, un dedalo di strade tutte uguali e dai palazzi uniformi costruiti in cemento armato. In ciascuno di essi arrivano ad abitare fino a mille persone. All’inizio dodicenne, Deki cresce, intessendo un rapporto speciale con i suoi ‘fratelli di quartiere’. Non dei semplici vicini di casa, ma dei veri e propri fratelli, perché è proprio nel quartiere che si saldano amicizie e rapporti che neanche il tempo potrà cancellare. Nella piccola realtà del quartiere rivive, come in una grande metafora, tutta la Jugoslavia. Espressione della diversità etnica e religiosa, che coesiste nell’unione in un solo Stato. Almeno all’inizio. Ogni quartiere ha i suoi fratelli, che personalizzano la propria lingua per distinguerla da quella dei quartieri circostanti, in un gioco di inversioni, sostituzioni e mutamenti di suoni, che la rendono incomprensibile persino agli abitanti della vecchia Belgrado. Deki e i suoi fratelli crescono tra le rovine di un sistema totalitario, ma nelle rivalità tra i diversi quartieri non si deve cogliere un riferimento ai più generali conflitti interetnici e di religione, destinati a devastare la Jugoslavia. Anche per i personaggi di questo romanzo, l’esplosione dei micro-nazionalismi e lo scoppio della guerra civile sono avvenimenti che non appartengono a nessuna logica.

“Vita migliore” è un romanzo parzialmente autobiografico. Tra le pieghe del racconto, infatti, si intravede la sofferenza, provata dallo stesso autore, per tutte le cicatrici di una guerra civile tanto violenta e feroce quanto insensata, all’indomani della morte di Tito. Sebbene si tratti di una penisola, quella balcanica, vicina (e non solo geograficamente) a noi italiani, ci siamo sempre rifiutati di trovare un senso logico ai conflitti di quel periodo, dichiarando francamente di non capirne nulla. E d’altronde l’autore spiega quanto sia difficile anche per lui, che quegli eventi li ha vissuti, comprendere la follia dei micro-nazionalismi ai tempi di Milosevic. Come dimostrato dalla lettura di un primo brano, in apertura della presentazione, le differenze tra serbi-bosniaci e serbi-serbiani sembrano buffe persino ai bambini, mentre i grandi non riescono a comprenderlo.

Nikola Savic racconta tutto questo con un linguaggio asciutto, privo di descrizioni e limitato persino nell’uso di aggettivi. “Ho fatto molti esercizi di scrittura per imparare a scrivere in questo modo, che poi sarebbe come piace scrivere a me”, dichiara, “e questo, credetemi, è molto più difficile che scrivere un romanzo fantascientifico con elfi che lottano con draghi, ecc.”. Una scrittura densa di contenuti, quindi, priva di fronzoli e che valorizza a pieno il dialogo, come vero motore dell’azione. E questo, Nikola Savic, lo ha imparato da uno scrittore che, assieme ad Andrea Pazienza, definisce suo faro: Charles Bukowski. “Oggi la gente non ha più bisogno di sapere come sono fatte le cose, le vede in televisione, al cinema…”, dice ancora l’autore, “io volevo scrivere un libro che fosse comprensibile ai miei contemporanei, alla gente che vive oggi e non per coloro che sono nati 200 anni fa o che devono ancora nascere”.

Il contratto con la Bompiani, il tour per promuovere il libro, che non ha avuto interruzioni da aprile fino ad oggi, il successo e la notorietà che ne sono derivati sono tutte cose che potrebbero suscitare non poca invidia in uno scrittore che non ha avuto la stessa fortuna. Che sia tutto frutto della sua partecipazione ad un reality, ancorché letterario? Nikola Savic non teme confronti. E dalle recensioni con cui il libro è stato accolto, la critica non ha dubbi: dello stile e della scrittura di Savic ci saremmo accorti prima o poi. Forse sarebbe avvenuto dopo molto più tempo, ma comunque non è stato il reality a fare di lui un autentico scrittore, perché tutto ciò che racconta in “Vita migliore” l’aveva scritto già prima. Ha consegnato già un suo secondo romanzo e sta preparandone un terzo. Insomma, Nikola Savic ha ancora altro da raccontare.

© Riproduzione riservata

Marina Mongelli

da http://www.quindici-molfetta.it/il-vincitore-di-masterpiece-alla-libreria-il-ghigno-di-molfetta_32533.aspx
buona visione
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