Marco Lodoli: la Roma da scoprire

Marco Lodoli: la Roma da scoprire

Un vagabondaggio per la Roma meno conosciuta: un racconto che passa da luoghi sconosciuti ai turisti ma spesso agli stessi romani

Marco Lodoli: la Roma da scoprire
  • Marco Lodoli

    Nuove isole. Guida vagabonda di Roma

    Einaudi Prenotabile

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di Redazione

Il libro del giorno scelto da Ansa è  Nuove isole – Guida vagabonda di Roma scritto da Marco Lodoli per Einaudi.

“Il cancello piu’ straordinario, l’affresco meno visibile, il busto di una donna, la garibaldina Colomba Antonietti, tra tanti uomini, al Gianicolo.

La Roma meno conosciuta, inattesa, quella che non vedono i turisti nei loro tour ma che non conosce neppure la maggior parte degli abitanti della citta’ eterna e’ la protagonista di ‘Nuove Isole’ di Marco Lodoli.
Il libro esce, direttamente nei Super Et Einaudi, a nove anni da ‘Isole’ invitando ancora una volta a riconoscere la bellezza e a godersela fino in fondo. L’alba e’ il momento, secondo lo scrittore, in cui Roma da il meglio di se’ e a partire da quell’attimo prezioso, da quei “quarti d’ora nascosti in mezzo alla macina del giorno” prende il via il vagabondare di Lodoli per la citta’.

Leggere questa guida, unica nel suo stile, e’ un viaggio che stupisce e spinge a muoversi per andare alla scoperta di realta’ di cui, in molti casi, si ignorava l’esistenza. Cosi’, andando a destra dal grande spiazzo davanti a Santa Croce in Gerusalemme ci si trova al cospetto del “cancello piu’ straordinario di Roma”. Quello realizzato, racconta lo scrittore, da Jannis Kounellis, montato nel 2007, con le sbarre di ferro che sembrano liquefatte e poi risolidificate.
Il primo giorno di ogni mese (escluso gennaio) si puo’ poi andare a visitare, e solo a certi orari, l’opera d’arte meno visibile di Roma: l’Aurora di Guido Reni al Casino di Palazzo Pallavicini, in via XXIV Maggio.
Non e’ tutto splendente, ci sono anche il degrado e l’abbandono come quello di Villa Aldobrandini, a due passi dal Quirinale e dai Fori, un verde gioiello ridotto “all’ultimo giardinetto della periferia, il piu’ maltrattato”.
Girovagando, con la pioggia e con il sole, Lodoli mostra tutto il suo amore per Roma, dove e’ nato nel 1956, e trasmette il grande desiderio di non lasciare che il caos sommerga la sua bellezza.
“Vorrei proprio essere li’ per ritrovare da capo il mio stupore nei vostri occhi, per ascoltare i vostri commenti sbalorditi, per godermi la vostra meraviglia davanti a un albero senza uguali” dice del grande ulivo con rami di fico, di palma e fronde di alloro che spuntano dal tronco – tanto da diventare quattro alberi in uno – che si trova all’Angelicum, in cima alla salita del Grillo.
Scrittore, poeta, insegnante, autore di libri come ‘Ponte Milvio’, ‘Snack Bar Budapest, con Silvia Bre, ‘I fannulloni’, ‘Crampi’, ‘Cani e lupi’, ‘Diario di un millennio che fugge’ e ‘Vapore’, Lodoli compie un viaggio che mostra quante siano le cose che non avevano trovato posto nella sua prima guida e dove anche la letteratura diventa protagonista facendo rivivere quello che certi angoli, luoghi e situazioni hanno significato o ispirato.
A Villa Strohl-Fern – appena fuori Porta Flaminia, oggi sede del liceo privato Chateaubriand – sono passati Rilke, Carlo Levi, Paul Morand, Matilde Serao.
Lodoli si spinge anche nell’anello “magico” del Grande raccordo anulare che per i romani “non e’ solo la strada che abbraccia la citta’: e’ un’esperienza” che sviluppa pensieri che solo li’ possono nascere come ha mostrato il road movie Leone d’Oro a Venezia 2013 ‘Il Sacro Gra’ di Gianfranco Rosi.
E poi la vita ai semafori, nei parchi, le madonnine agli angoli delle strade, l’Appia Antica, i Castelli romani, le bancarelle di via Sannio e anche uno dei negozietti piu’ poetici della citta’: la Clinica della bambola in via Flaminia che prima si trovava in via Magnanapoli, un luogo inquietante e poetico al tempo stesso dove arrivano ancora “nonne e bambine con le bambole rotte sottobraccio, a sperare in un miracolo” racconta lo scrittore. E all’opposto, come simbolo dei nostri giorni di “vanita’ e leggerezza, superbia e tecnologia” la torre trasparente della Smart sul bordo del Raccordo.” (ANSA)

http://cultura.panorama.it/libri/Marco-Lodoli-Roma-da-scoprire

 

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