FRANCESCO DEZIO PER STORIE ITALIANE MERCOLEDI’ 16 LUGLIO ORE 19,3

       

                                
                                                              https://ilghignolibreria.wordpress.com/
                                                                               Dal 1981
                                                  Libreria d’auToRe, Indipendente & incline alla bibliodiversità
  

STORIE ITALIANE  

Un intreccio di racconti per leggere quello

che siamo stati, siamo e quello che saremo

Il primo Festival di letteratura a Molfetta

Indipendente & Autofinanziato al 99%  Partecipato e Diffuso

Edizione numero 2 in divenire ……

       MERCOLEDI’ 16 LUGLIO
               ORE 19,30
     GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI
    “Qualcuno è uscito vivo dagli anni ottanta .Storia di provincia e altri mali”  Ed. Stilo
         Incontro con l’autore Francesco Dezio
                 & READING MUSICALE
                      INTERVIENE ANGELA PANSINI
                                                  
ll libro di Francesco Dezio, “Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta”, racconta la provincia italiana a ritmo di rock. Tra un lavoro precario e un concerto di Iggy Pop, c’è spazio per l’amore al tempo dei primi masterizzatori……..https://ilghignolibreria.wordpress.com/
 
                                        Serata nostalgica per chi è nato,vissuto e  
                                                     sopravvissuto agli  anni 80
                                                   free entry

640 × 337 – ilfatto.net

manifestazione dell’estate molfettese

Riservate uno spazio per i libri nella vostra valigia delle vacanze…8000 referenze
nella nostra libreria

           

FRANCESCO DEZIO PER STORIE ITALIANE MERCOLEDI’ 16 LUGLIO ORE 19,30 GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI

ANTISTANTE LIBRERIA IL GHIGNO UN MARE DI STORIE

il quarto appuntamento di Storie Italiane

Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta

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“STORIE ITALIANE” Un intreccio di racconti per leggere quello che siamo stati, siamo e quello che saremo….

Il Primo Festival Indipendente & Autofinanziato al 99%  di Letteratura a Molfetta Partecipato e Diffuso

2 Edizione in divenire ,,,per tutta l’estate

Dopo il grande successo della prima edizione di Storie Italiane 2013

Il nostro festival ha ospitato

Antonio Ingroia con “Palermo”,

Concita De Gregorio con “Io vi maledico”

Giuliano Pasini con “Lo straniero”

Paolo Brogi con “Uomini e donne del Sud”

Marco Ignazio de Santis “W Salvemini”

Rosaria Iodice “La donna lumaca”

Bianca Tragni “Tutte le donne dell’imperatore

Vito Vacca “Tramonto dell’Euro”

Sergio Magarelli “Disturbare il manovratore ,politica e chiesa in Don Tonino Bello”

Giuseppe Caliceti ” La maga dei semafori e altre storie elementari”

Tommaso Cerno “Inferno la divina commedia al potere”

Alessio Viola “Dove comincia la notte”

Francesca Bertuzzi “La belva”

 

Edizione 2014 Storie Italiane

21 giugno 2014 LETTI DI NOTTE LA NOTTE BIANCA DELLE LIBRERIE INDIPENDENTI

Matteo Strukul presenta “La giostra dei fiori spezzati” Ed Mondadori Lunedi’ 23 giugno 2014

Angelo Maddalena “Canzoni di Eros e Tanazzu” 

Il Ghigno Libreria Molfetta 

Dal 1981 

 Libreria d’auToRe, Indipendente & incline alla bibliodiversità
Consigliata da 0 a 99 anni
Via Salepico 47 Molfetta 
080-3971365, 348-6053554 
ilghignolalibreria@libero.it

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LA PROVINCIA, IL PUNK E L’EREDITÀ DEGLI ANNI 80

Senza titolo-1

ll libro di Francesco Dezio, “Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta”, racconta la provincia italiana a ritmo di rock. Tra un lavoro precario e un concerto di Iggy Pop, c’è spazio per l’amore al tempo dei primi masterizzatori

C’è stato un tempo (non ne è passato poi così tanto) in cui le sorti della cultura nazionale sembravano affidate alle intraprendenze dei piccoli territori. A un progressivo uniformarsi nelle città metropolitane delle dinamiche di produzione e diffusione artistica, si contrapponeva una vivace movimentazione dei collettivi di provincia. Erano questi piccoli gruppi di volontari – solitamente organizzati in forma associativa – ad animare la ripetitiva vita di paese, quasi sempre spinti da una genuina voglia di emancipazione culturale e da un’inarrestabile necessità di mutamento della realtà circostante. Di questa particolare esperienza, che dalla seconda metà degli anni 80 è arrivata fino agli inizi del nuovo millennio, oggi rimangono singoli esperimenti sparsi per la penisola, piccole isole di “pensiero e azione” fieramente prive di coordinazione e collaborazione. Proprio dalle dinamiche socioculturali di questo passato prossimo prende le fila la nuova raccolta di racconti di Francesco Dezio, il volume pubblicato dalla Stilo Editrice che fin dal titolo mostra la sua affezione per la musica indipendente: Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta. Otto scritti in cui le storie di provincia si intrecciano ad ascolti e concerti, musicassette e compilation, raccogliendo passioni e incazzature di protagonisti tanto determinati quanto esausti. Perché il secondo libro di Dezio è anche la narrazione di una sconfitta, quella di un’Italia che ha svenduto la propria vivacità culturale in favore di una precarietà omologata. Perché i personaggi di questi racconti assomigliano a quegli individui non “conformati” che incontriamo nella vita di tutti i giorni, sempre più spossati e incazzati poiché incapaci di adeguarsi alle sconfitte e ai soprusi (piccoli e grandi) di una maledetta quotidianità. “Negli ultimi tre decenni”, ci racconta l’autore, “abbiamo assistito ad un tramonto indifferenziato di ogni ipotesi del fare cultura. Tutto si riduce a sagra del pane, dell’oliva, della polpetta, almeno se parliamo della provincia pugliese in cui vivo io. Il pensier s’annega nelle torbide degenerate acque di un associazionismo che, ora come allora (se non di più), è colluso al potere, sancito dai suoi emissari, gli omini(di) delle giunte comunali che – sempre a scopo di lucro – movimenta con iniziative ‘culturali’ di infimo rango la vita del paese invisibile, del paese morto. Associazioni che allo stesso modo muoiono quando non riescono a munger soldi come potrebbero”. In Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta anche il punk di quel periodo diventa elemento fondamentale della narrazione, poiché non rappresenta una mera scena musicale ma un vero movimento culturale. Il testo, allora, si riempie di citazioni e ricordi, che intrecciano CCCP e Joy Division, Clash e Litfiba, Gang e PiL, il tutto sullo sfondo delle Murgia pugliese in cui organizzare concerti rappresenta più di un’attività di animazione cittadina. “Nei racconti che aprono il libro”, spiega Dezio, “ho voluto raccontare il punk nel modo in cui venne recepito da una comunità di vedute ristrette, post-agricola e pre-industriale. Il punk nella visuale di un ragazzo, nel modo in cui impatta nel piccolo mondo antico, refrattario ad ogni influsso culturale, malato di campanilismo. Il punk come sogno alternativo che impatta su chi vuol essere altro: altro dalla merda atavica di cui gli altri si nutrono. Altro di generazionale non so dire, essendo stato, in quegli anni, ancora troppo piccolo e povero: televisore in bianco e nero, maglioni sformati; l’idea del farmi la cresta non mi sfiorava. Ero massa indistinta, nulla di speciale, zero qualsiasi. Il riverbero più importante è il modus operandi di quel movimento, il ‘do it yourself’, quel ‘sentiti artista, finché puoi’, anche se non ne hai i mezzi, suoni e canti e scrivi da schifo e stai lontano da tutto ciò che conta, da dove tutto avviene”. Nella raccolta di Stilo Editrice tornano anche i temi cardine di Nicola Rubino è entrato in fabbrica, quei graffi di scrittura che nel 2004 hanno rappresentato una generazione divisa fra lavoro e precarietà. È qui che lo stile si fa più diretto, sfiorando l’oralità, mettendo in mostra gli atteggiamenti spiccioli della vita di ogni giorno. In Almeno il sabato si raccontano le disavventure di un impiegato amministrativo, attorniato di yes men che si fanno poche domande e che tirano a campare. In un quadro di abusivismo e micro impresa, lavoro a nero e piccole meschinità, il protagonista apre una lotta personale col suo datore di lavoro per rivendicare il diritto a fare “i cazzi suoi” almeno di sabato e di domenica. Quando nessun obbligo contrattuale lo tiene stretto nelle maglie dell’opificio. Quel che vien fuori è un ritratto poco lusinghiero di ciò che Dezio definisce “(l’im)prenditore”, “colui che va a portare il know how in Cina per poi venire copiato e POW! HOW! preso a calci in culo, superato in tecnologia e sul come succhiare il sangue a un operaio nei tempi e metodi elaborati dai veri Maestri in questo campo: i cinesi. Io lo fotografo nella bolla del boom produttivo, all’apparenza idilliaca. Riproduco il sorriso e la logica beota delle sue trovate ‘per distinguersi dalla massa’ (scoparsi le orientali, quando in trasferta) il voler fare a tutti i costi il brillante per far colpo sulle sciampiste autoctone (a suon di easy listening e musica new age di sottofondo). Racconto quel che fu il fantastico mondo degli operai spremuti, malati di tendinite, tra mogli man(u)tenute, cornute e figlianti. Nei racconti sul lavoro mi interessava la pantomima della Grande Azienda, il suo melmoso indotto”. A determinare la più stretta correlazione fra i diversi registri narrativi c’è però la musica. Quella alternativa, quella sudaticcia dei concerti nei sottoscala, quella tumultuosa dei live alternativi, ma anche quella destrutturata di fine anni 90 e quella romanticamente indie delle produzioni d’oltremanica. Si passa così dal post rock dei Tortoise alla spietatezza del primo Nick Cave, dal vero underground italiano anni 80 alla Glasgow della chemical generation. Dezio cita oltre 70 band in un incrocio che definisce “funzionale oltre che contestuale”. Nel racconto Il concerto di Melpignano lo scrittore si lancia perfino in una recensione di un live di Iggy Pop dell’estate 2005, fra ornamenti di un Salento barocco, fidanzatini che si baciano e ragazze in canotta che si agitano, birra alla mano. Ma il momento culminante di questo scambio fra scrittura e musica è certamente Appuntamento al Pianeta, monologo intimista accompagnato da una colonna sonora d’eccezione: quel memorabile The Red Thread degli Arab Strap che nel 2001 marchiò l’indie scozzese come una malinconica sbronza d’amore e peccato. Una storia di coppia vissuta alla prim’ora delle chat di internet, fra cd masterizzati (rigorosamente shoegaze), carezze in auto e mail di abbandono. Una storia di coppia a cavallo fra analogico e digitale, che Dezio descrive così: “I protagonisti si perdono in un luminoso cimitero delle merci tecnologicamente superate (Lost in the Supermarket dei Clash è la colonna sonora ideale di questa passeggiata). I due ragazzi si scambiano CD, ascoltano una musicassetta, tentano di amarsi per il tempo d’ascolto di The Red Thread: sentimenti a bassa risoluzione, in un tempo sospeso, testimoni di un incontro reso possibile dalla rete e al tempo stesso falsato da quella stessa mediazione tecnologica che li ha fatti conoscere”. E in effetti Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta è un libro così, che mescola passato e presente, cultura alta e bassa, linguaggio ricercato e dialetto, suoni e immagini (anche le illustrazioni presenti nel volume sono di Dezio). Un lavoro di cesello in cui l’autore ha avvicendato stesura su stesura, “per poi riscrivere ancora e ancora, tagliuzzando i blocchi di testo meno interessanti, giustapponendo le parole una all’altra e volendo trovarne un’epica. Un’epica stracciona, disperata, divertente, breve e frammentaria”. Francesco Dezio Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta – Storie di provincia e di altri mali Stilo Editrice pp. 120 – € 12,00

Michele Cascella http://xl.repubblica.it/

 

o Francesco – QUALCUNO È USCITO VIVO DAGLI ANNI OTTANTA

Francesco Dezio
QUALCUNO È USCITO VIVO DAGLI ANNI OTTANTA
Storie di provincia e di altri mali

Recensioni su: TemperamentePugliaLibreLa Repubblica XLMangialibri;«Corriere del Mezzogiorno»«Blow Up»
Segnalazioni su: «Gazzetta del Mezzogiorno»Il Primo AmoreIl mio TG

OPERA
Dezio con ironia e finta leggerezza mette in scena la movimentata adolescenza degli anni Ottanta (tra derive punk e nuove dipendenze), la vita all’apparenza immutabile della provincia meridionale, la precarietà affettiva e professionale che contraddistingue la contemporaneità, l’impulso consumistico e l’inestinguibile fame d’amore che ci consuma.
Quelli di Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta sono racconti che penetrano nella carne viva di un tessuto sociale sempre più sfaldato e incapace di progettare un futuro, di vivere il presente. Sono politici nella misura in cui pongono domande a cui le istituzioni non hanno saputo rispondere. Sono letteratura nell’invenzione di una sintassi che, sul modello di Nanni Balestrini e Paolo Nori, si piega al ritmo dell’oralità e cortocircuita sul flusso ininterrotto di azioni e pensieri in cui viviamo.
Una raccolta di storie rigorosamente non-fiction che segna il ritorno di una delle più brillanti promesse narrative dello scorso decennio.

AUTORE
Francesco Dezio è nato ad Altamura nel 1970 e ha esordito nel 1998 con un racconto pubblicato nell’antologia Sporco al sole. Narratori del sud estremo(Besa). Nel 2004 ha pubblicato con Feltrinelli il romanzo Nicola Rubino è entrato in fabbrica, opera che inaugura la stagione della cosiddetta ‘letteratura precaria’. Alcuni suoi racconti sono apparsi in antologie e su quotidiani e riviste.
Nel 2008 è stato ospite di cinque puntate della trasmissione Fahrenheit su Rai radio 3.
Ha collaborato con «l’Unità», «la Repubblica-Bari», il «Corriere del Mezzogiorno» e condotto laboratori di lettura e scrittura creativa per le scuole.
Tra un periodo di disoccupazione e l’altro, lavora come disegnatore meccanico e grafico.

Il nostro evento su faceb https://www.facebook.com/events/874806529215963/

Fotogallery della serata di Storie Italiane https://www.facebook.com/media/set/?set=a.837719106253468.1073741852.603037126388335&type=3

Video incontro

Storie Italiane:prologo al libro di Francesco Dezio “Qualcuno è uscito vivo dagli anni ottanta” con la voce di Mauro Massari https://www.youtube.com/watch?v=fMemXD2lRYo  

Storie Italiane il primo festival di letteratura a Molfetta con Francesco Dezio https://www.youtube.com/watch?v=uN7dHPavmBI  

Storie Italiane“Qualcuno è uscito vivo dagli anni ottanta .Storia di provincia e altri mali” https://www.youtube.com/watch?v=Ki2NiaeyVb0  

Storie Italiane presenta Francesco Dezio “L’outlet di Molfetta e altri incubi di provincia” https://www.youtube.com/watch?v=Q8OkvDV7MB8  

Storie Italiane per Francesco Dezio “La provincia, il punk e l’eredità degli anni 80 https://www.youtube.com/watch?v=BFW6RxiPOno 

Recensione a cura di Maria Nicola Stagrapade della redazione di Quindici

venerdì 18 luglio 2014

ToRorna “Storie Italiane”, il festival della letteratura della libreria “Il Ghigno” di Molfetta

MOLFETTA – Ritorna a Molfetta “Storie Italiane”, il festival della letteratura promosso ed autofinanziato dal Ghigno. Protagonista dell’appuntamento di giovedì 16 luglio è stato il libro “Qualcuno è uscito vivo dagli anni ‘80” di Francesco Dezio. L’incontro è stato mediato da Angela Pansini ed accompagnato dalla chitarra di Mauro Massari.

L’autore, nato ad Altamura nel 1970, inscena nei suoi racconti l’adolescenza degli anni ’80 che si muoveva a ritmo punk. Un’adolescenza filtrata attraverso i monologhi dei ragazzi di “provincia”, sempre vissuta come realtà soffocante, immobilizzata da sbagliati interventi politici ed un eccessivo attaccamento alla tradizione.  La sottile ironia e il ricorso ad un linguaggio gergale richiamano la vivacità linguistica dell’oralità. I racconti sono scritti per provocare su temi di ordine sociale, rimescolati alla stessa rabbia che l’autore esprimeva ne “Nicola Rubino è entrato in Fabbrica”, opera che inaugura la stagione della “letteratura precaria”.

Il titolo dell’opera non è un nostalgico richiamo agli anni ’80. Sostituito alla drammaticità del titolo originario “Gli esiliati”, richiama il titolo di una canzone degliAfterhours che cita “Non si esce vivi dagli anni ‘80”. L’autore esprime nel titolo il senso complessivo dell’opera: la volontà di vedere e andare oltre la provincia in cui quei giovani si sentivano intrappolati.

Se nel libro la grande provocazione è rivolta alla provincia, è proprio dal cosiddetto mostro “Provincia” che si dovrebbe ricominciare. Ogni gabbia contiene in sé il blocco e lo sblocco del suo meccanismo.

© Riproduzione riservata

Maria Nicola Stragapede

http://www.quindici-molfetta.it/rorna-storie-italiane-il-festival-della-letteratura-della-libreria-il-ghigno-di-molfetta_32122.aspx

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