Ricordando Berlinguer

“Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”. 
A trent’anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer lo ricordiamo con le sue idee e i suoi scritti.
 LA QUESTIONE MORALE di Enrico Berlinguer (Aliberti, 2011)
Tre anni prima della sua morte, Berlinguer accusa la classe politica italiana di corruzione, sollevando la cosiddetta questione morale. Denuncia la gestione degli interessi dei partiti: «I più disparati, i più contradditori, talvolta anche loschi, senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani». L’intervista più famosa fatta a Berlinguer, preziosa e unica, che unisce un grande giornalista dei nostri tempi con l’uomo simbolo della passione per la politica e della partecipazione.
  LA PASSIONE NON È FINITA di Enrico Berlinguer (Einaudi, 2013)
“È possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà”. È il 7 giugno del 1984. A Padova, in Piazza della Frutta, nonostante le pessime condizioni di salute, il Segretario generale del Pci sale sul palco e inizia a parlare. La folla si accorge delle difficoltà e, dopo i primi applausi d’incoraggiamento, gli urla “Basta, Enrico”. Ma lui non vuole sentire ragioni e porta a termine il comizio. Ricoverato all’ospedale di Padova, dove andrà a trovarlo anche l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, morirà qualche giorno dopo. Quelle pronunciate a Padova sono state le sue ultime parole: un messaggio di speranza e di incoraggiamento, con il quale Enrico Berlinguer si consegna alla storia politica del nostro Paese.
  LA CONSAPEVOLEZZA DEL FUTURO di Enrico Berlinguer (Aliberti, 2012)
Nel dicembre del 1983 «l’Unità» dedica uno speciale, a cura di Ferdinando Adornato, al temuto 1984. L’anno carico di oscuri presagi del romanzo di George Orwell, infatti, è alle porte: intellettuali, artisti e scrittori si interrogano sulla profezia orwelliana che la diffusione dei personal computer e dell’informatica sembranopoter concretizzare. Ad aprire lo speciale una lunga intervista a Enrico Berlinguer, una delle ultime. Il leader del Partito comunista italiano afferma che Orwell si sbagliava: nel mondo un numero sempre maggiore di individui si è liberato e, dal 1948, si è assistito «a un generale processo mondiale di elevazione culturale degli uomini». I nuovi mezzi a disposizione potranno far avanzare l’umanità in questo percorso di realizzazione degli individui.
  QUANDO C’ERA BERLINGUER di Walter Veltroni (Rizzoli, 2014)
L’incontro tra Veltroni sedicenne e il futuro leader del PCI avviene nel 1971. Oggi, Veltroni racconta come quell’uomo schivo è riuscito a trasformare il partito comunista in una grande forza. Il risultato è uno spaccato di storia del nostro paese nel ricordo di un leader che ha radicalmente trasformato la storia, politica e sociale, del nostro paese.
   BERLINGUER IN QUESTIONE di Claudia Mancina (Laterza, 2014)
Berlinguer (1922-1984) è oggi considerato – a sinistra come a destra – un padre della patria, un leader lungimirante, che ha trasformato il suo partito in un’epoca di fortissime tensioni e conflitti sociali. La sua morte improvvisa, nel giugno del 1984, la straordinaria partecipazione emotiva ai suoi funerali hanno suggellato il suo mito politico. In realtà il suo progetto strategico – il cosiddetto compromesso storico – è fallito, per motivi essenzialmente interni alla politica italiana (serve a poco scaricarne le responsabilità sulle BR o sugli americani). Esso rifletteva una concezione anomala della democrazia, secondo cui non basta la maggioranza semplice per governare. Una concezione derivante dalla natura extra sistema del partito comunista e dal suo persistente legame con il campo sovietico e la tradizione comunista, elementi che gli impedivano di svolgere un ruolo autonomo nella competizione politica.
    VITA DI ENRICO BERLINGUER di Giuseppe Fiori Vita Di Enrico (Laterza, 2004)
Nuova edizione con la prefazione di Eugenio Scalfari. Sono passati trent’anni dalla morte così simbolica di Enrico Berlinguer nel pieno dell’ultimo comizio, ma la sinistra ancora lo ama e lo ammirano anche i suoi più tenaci avversari (anche Almirante nell’occasione rese omaggio al nemico). Più di un milione di persone al suo funerale ha testimoniato il proprio affetto. Non poteva che essere così. Berlinguer è stato un protagonista assoluto della vita politica italiana in un quindicennio denso di avvenimenti, dal 1969 al 1984. Un’età aperta dall’autunno caldo, proseguita con l’esplosione del terrorismo rosso e nero, i grandi successi elettorali del Pci, la solidarietà nazionale e il rapimento di Aldo Moro, chiusa alla fine con la rottura dell’unità sindacale e con lo scontro con il Psi di Craxi.
   ENRICO BERLINGUER di Chiara Valentini (Feltrinelli, 2014)
A trent’anni dalla sua scomparsa Enrico Berlinguer resta una delle figure chiave della storia politica repubblicana. Nessun leader italiano è stato popolare, rispettato e amato come Berlinguer, non solo dal popolo della sinistra, ma da strati ben più ampi di persone. Negli ultimi anni, però, questo leader, che in molte delle sue formulazioni aveva saputo anticipare il futuro, è finito al centro di polemiche e accuse spesso ingenerose, anche dalla sua stessa parte politica. Attingendo a documenti inediti, alle testimonianze dei maggiori dirigenti politici dell’epoca, degli amici e dei familiari, il volume ricostruisce le idee, le passioni, gli errori e i successi di Enrico Berlinguer.
    ARRIVEDERCI BERLINGUER di Gianluca Costantini Electra Stamboulis (Becco giallo, 2013)
“Giugno 1984. La mia prima manifestazione senza genitori. Ci sono milioni di persone. È un funerale”. Scossa dal ricordo di quel giorno, Elettra ricorda la propria iniziazione politica, legata indissolubilmente alla vicenda personale e politica di Enrico Berlinguer. La sua infanzia, insieme alla ricostruzione della storia d’Italia, restituiscono il paesaggio morale di un Paese che ancora resiste: Berlinguer è un modello di passione politica autentica, di coerenza e impegno che ancora mobilita, capace di spingere i giovani d’oggi a diventare cittadini politicamente attivi.
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