25 APRILE: UN FIORE PER LA LIBERTÀ

25 APRILE: UN FIORE PER LA LIBERTÀ

“E le genti che passeranno, mi diranno ‘che bel fior’”. Buon 25 aprile.
#25aprile #Gallucci

Raccontami, nonna. 
Mi aveva regalato un registratore a cassetta che spesso si mangiava il nastro, ripescavo la pellicola con una matita ben temperata. Un pastello violetto, il più consumato del mio astuccio. Mi mettevo i trucioli profumati nella tasca del vestito che mi aveva cucito mia madre. Mi accovacciavo ai piedi di mia nonna, vicino alla sedia a dondolo, vicino alle felci. Raccontami, nonna, la fine della guerra. Lei chiudeva gli occhi, raggiunta da una stanchezza venuta dal passato, dai rifugi antiaerei napoletani dove aveva perduto le sue sorelle. Dietro le palpebre rivedeva cose sue, piccole cose ignorate dai libri di Storia. E poi riapriva gli occhi, si tuffava nei miei. Mi scaraventava addosso la vita che resiste. Perché raccontare è resistere. di Luisa Ruggio

Quel Natale del ’44

(Lettera di un Partigiano alla figlia)

Lettera scritta dal partigiano Vladimiro Diodati, “Paolo”, alla figlia Milena

In questa notte di Natale voglio scriverti questa lettera, figlia mia, perché avverto il peso del tempo, e sento che i miei giorni volgono ormai al tramonto.

Sono trascorsi sessant’anni dalla fine della guerra e tante cose ho serbato nel cuore. Ma in questa notte sento il desiderio di offrirti questa semplice testimonianza. Te la dono con il mio affetto, con tutto il mio bene, affinché sappia che tuo padre ha vissuto la sua vita con la coerenza degli ideali.

In quel periodo accadde tutto così in fretta, figlia mia. Allora c’era poco tempo per pensare… le scelte si facevano sulla nostra pelle. A volte bastava un attimo: stare di qua o di là della barricata poteva essere anche una questione di emozioni: la libertà oppure l’onore? Il desiderio di un’Italia migliore o l’orgoglio di non venir meno a una parola data? Questo, sia chiaro, per chi le scelte le operò in buona fede. Gli altri, non so… Non c’era tempo, allora, per approfondire…

Sicuramente ci saranno stati errori anche dalla nostra parte. Forse degli eccessi… Ma noi sognavamo la libertà, non dimenticarlo, figlia mia… Altri stavano dalla parte della dittatura, del terrore, della morte.

Io scelsi di stare dalla parte della vita…

C’è un episodio, però, che oggi voglio consegnare ai posteri. Una storia che, sino ad ora, è appartenuta alla sfera del mio privato, delle mie emozioni, di quei profondi sentimenti che hanno albergato nel mio cuore. Non l’ho mai raccontata prima; ma, a sessant’anni dalla fine della guerra,

voglio fissarla sulla carta per te, affinché possa ricordarti del tuo papà…

dal blog di Teresa Vergalli

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