CARMINE ABATE PRESENTA “IL BACIO DEL PANE” EDIZIONI MONDADORI COLLANA LIBELLULE

CARMINE ABATE PRESENTA “IL BACIO DEL PANE” EDIZIONI MONDADORI COLLANA LIBELLULE

VENERDI’ 28 MARZO 2014 ORE 19,00

A MOLFETTA LIBRERIA IL GHIGNO UN MARE DI STORIE VIA SALEPICO 47

INGRESSO LIBERO

VINCITORE DELL’EDIZIONE DEL CINQUATENARIO DEL CAMPIELLO,IL PREMIO LETTERARIO PIU’ PRESTIGIOSO DELLA NOSTRA LETTERATURA

 L’AUTORE INCONTRERA’ I LETTORI E DIALOGHERA’ CON LA PROF.SSA ROSANNA SALVEMINI E  IL PROF GIOVANNI PAPPAGALLO

“Il pane non si butta così, come una pietra senza valore. Il pane è la vita, ci vuole troppa fatica per farlo”. 

“Ma i sogni vanno coltivati con caparbieta’ quando sono dei germogli , altrimenti muoiono subito , non diventano mai piante robuste. Non cambiano la vita nè a te nè agli altri.”

 

Carmine Abate, Il bacio del pane

Una storia breve che è insieme romanzo di formazione e romanzo di impegno civile

di Antonella Sbriccoli

“Il pane non si butta così, come una pietra senza valore. Il pane è la vita, ci vuole troppa fatica per farlo”.

Parte dal pane fatto in casa il nuovo libro di Carmine Abate : baciarlo è un gesto tradizionale diffuso nel mondo contadino, segno di lavoro onesto. E per farlo, il pane, ci vogliono tempo, forza e fatica. L’autore lo racconta tornando alla sua terra di origine, con lo stesso stile personalissimo che gli è valso il Premio Campiello 2012 con La collina del vento .

I temi principali sono quelli ricorrenti nei suoi libri: la Calabria (Abate proviene da Carfizzi, paese di etnia albanese arbëreshë), l’emigrazione, la lotta contro la criminalità, la necessità di conoscere le proprie radici per poter trovare la propria strada nel mondo. Ci sono poi i valori universali, che si affermano prepotenti e uniscono i protagonisti della storia: l’amore, l’amicizia, la solidarietà.

Per raccontarli l’autore dà vita a un gruppo di ragazzi adolescenti. Vivono in varie parti d’Italia e in Germania, ma d’estate tornano a Spillace – un paese calabrese dal nome immaginario in cui sono nati e cresciuti i loro genitori – per mescolarsi con i coetanei che quel paese non lo hanno mai lasciato. Sono giovani, in bilico tra la  cultura “tradizionale” degli adulti e il nuovo che avanza, attratti dal richiamo alla maturità e dalla baldanza che viene loro dal vivere un’età in cui tutto è possibile. Non sanno ancora che l’incontro con un uomo misterioso, che vive nascosto e isolato dal mondo in un luogo magico e incontaminato, protetto dalla natura selvatica, li traghetterà in fretta verso l’età adulta, “come succede ai fichi che la sera sono acerbi e al mattino diventano maturi al punto giusto”.

Tanti gli spunti presenti in questo romanzo, in cui dimensione privata e storia d’Italia si animano sullo sfondo. Durante il racconto dell’uomo sconosciuto ci scorrono davanti gli anni Settanta, il boom economico, la voglia di libertà e di rottura degli schemi che ha contraddistinto un’epoca, ma anche l’affermarsi della camorra e delle sue logiche perverse. Il tutto viene raccontato con una leggerezza che dimostra come di certi temi si possa parlare con semplicità, affrontando i problemi della criminalità con lo spirito di chi li ha vissuti sulla propria pelle. Grazie a questo impatto con la realtà, forte e sincero, i due protagonisti scopriranno insieme che nella vita si può scegliere cosa si vuole diventare, senza doversi per forza piegare alle logiche del più forte e dell’opinione comune.

@antotris

 

“Il bacio del pane” Carmine Abate racconta il nuovo libro

Lo scrittore oggi dialogherà con i lettori. Un romanzo sulla capacità di esprimere sentimenti

di Carlo Martinelli

di Carlo Martinelli

Forse v’è anche una sorta di debito di riconoscenza, se Carmine Abate sceglie ancora una volta di ambientare il suo nuovo romanzo a Spillace, paese che non c’è di una Calabria che invece c’è, eccome se c’è.

Non foss’altro perché a Spillace si sono dipanate le trame di quel “La collina del vento” che l’anno scorso gli ha fruttato il Premio Campiello, mica bruscolini. Ma c’è molto di più, a partire da una fedeltà letteraria – nonché di stile e di sentimenti – che è diventata la cifra dello scrittore di Carfizzi, da anni approdato in Trentino.

A proposito: si parla del suo nuovo romanzo, fresco di stampa e di libreria – “Il bacio del pane”, Mondadori, 173 pagine, 12 euro –

“Il bacio del pane” lo si addenta golosi, affamati. Si corre subito verso la fine, facilitati dal fatto che il romanzo registra, rispetto alla produzione di Abate, una significativa inversione di tendenza rispetto alla quantità.

E’ romanzo smilzo, non a caso approdato nella collana “Libellule”, fatta di testi veloci e prezzi popolari. Non sappiamo se in questo abbia agito in qualche modo il marketing Mondadori, certamente ansioso di proporre un nuovo titolo di quello che è ormai uno degli autori di punta della casa editrice. Poco importa. Questo Abate veloce e assolutamente contemporaneo sconcerta solo un poco, all’inizio. Poi si viene rapidamente catturati dalla trama e dalla capacità straordinaria dell’autore – ribadita romanzo dopo romanzo e mai venuta meno – di restituire il sole, i colori, gli odori della terra di Calabria.

Certo, potrebbe essere una cartolina invidiabile, da mandare agli amici sparsi per il mondo, quella che Abate sapientemente illustra. Ma non vi sono aziende turistiche da compiacere, qui.

Qui c’è lo scrittore che non dimentica la storia e le ferite patite – ancora oggi – dalla sua terra e dai suoi conterranei. Così l’estate di Spillace nella quale si dipana la vicenda de “Il bacio del pane”, potrebbe essere benissimo quella che stiamo vivendo. E’ una storia tutta dentro l’oggi quella che Abate regala.

La storia di amici – su tutti, Marta e Francesco – che al paese d’origine tornano, i più, solo per le vacanze estive. Computer, sms, internet, facebook, le canzoni dei Coldplay (ma curiosamente il romanzo abbonda di citazioni musicali: dal Jovanotti di “calda come il pane”, ai Modena City Ramblers, passando per il Parto delle Nuvole Pesanti…) sono, non a caso, la sottotraccia del racconto.

Accanto ai bagni al mare e, soprattutto, alla cascata del Giglietto, luogo incantato fuori dal mondo, teatro di nuotate ed amori. Ma, anche, di un incontro imprevisto ed imprevedibile.

In un rudere nei pressi della cascata, nascosto, si aggira una sorta di vagabondo, armato però di pistola e in compagnia di un cane, Fortunè, a sua volta protagonista che non si dimentica.

Non scriviamo di più della trama, per non togliere al lettore quella vorace curiosità che lo prenderà, garantito, una volta entrato nel meccanismo del racconto.

Quelle di Abate sono pagine di formazione e di speranza e verrebbe voglia di dirgli: «che tu abbia ragione, cittadino Carmine, che davvero i giovani della Calabria, e dell’Italia intera, siano in grado di vivere i sentimenti e il loro essere cittadini, con l’ottimismo – verrebbe voglia di dire, usando termini desueti, con la bontà e l’altruismo – comunque corroborante di Marta e Francesco».

Ma sono anche, le pagine di Abate, una trama di sentimenti e sensazioni a partire dalla rivendicazione che sta nel titolo, perché «il pane non si butta via, come una pietra senza valore. Il pane è vita, ci vuole troppa fatica per farlo. Il pane va rispettato».

Ecco, in questo affidarsi alla fragranza indescrivibile del pane appena sfornato, Carmine Abate dichiara la sua adesione ad una idea del mondo – e dei rapporti tra gli uomini – che sarebbe stolto classificare come bucolica, agreste, retrò. No. Proprio perché ai suoi protagonisti capita di dialogare in skype, proprio perché l’estate al mare, cullati dalle onde e dalle canzoni, è la consapevole parentesi rigeneratrice dentro un tempo tutt’altro che facile (ci sono i colpi di pistola delle mafie a ricordarcelo), il richiamo al pane non è di maniera.

Così il bacio del pane sa sì di sale, fors’anche del sale delle lacrime, ma quel sapore sembra indicarci un cammino capace di farci intravvedere la luce fuori dal tunnel. Anche là, nel folto dell’oasi del Giglietto, dove l’acqua gelata della cascata avvolge i giovani protagonisti e refrigera anche noi, lettori di una storia d’estate dal sapore particolare.

Quello, eterno, del pane appena sfornato. Che si mangia, in un boccone, tutti gli chef televisivi e tutti i manicaretti sfiziosi (e costosi) di questo universo mondo. Buono come il pane, altro non v’è.

 

 

Carmine Abate
  • Carmine Abate

 

 

 

Nuovamente nostro e “vostro” ospite il vincitore del prestigioso Premio Letterario Campiello 2012, Abate Carmine

Sì a cena con l’autore a casa vostra…. Aprite la vostra casa ad un incontro ravvicinato con un autore tra i piu’ significativi del nostro panorama letterario …

Per rendere preziosa una vs cena con gli amici, memorabile una data con una narrazione speciale e unica….

A cena con lo scrittore! e che scrittore, contattateci……

 

 

venerdì 4 aprile 2014

Il vincitore del Campiello 2012 Carmine Abate alla libreria Il Ghigno di Molfetta con “Il bacio del pane”

MOLFETTA – Grande successo di pubblico per  Carmine Abate, vincitore del Premio Campiello 2012 alla libreria il Ghigno di Molfetta. All’evento hanno partecipato giovani studenti e adulti affascinati dalla personalità, dalla scrittura e dalla competenza di Abate. Hanno aderito all’ incontro la prof.ssa Nuccia de Ceglia, docente d’ italiano con le sue due classi I A e II AL del Liceo Scientifico G.Ferrares, indirizzo in Scienze Applicate. La prof.ssa  Rosanna Salvemini, docente d’ italiano con le sue I AL del Liceo e II AL  del Liceo Linguistico  Fornari  il professore Giovanni  Pappagallo, docente di Storia e Filosofia  del  Liceo Scientifico “Einstein”.

La prof.ssa Isa De Marco ha introdotto la presentazione del libro “Il Bacio del pane”, l’ultimo lavoro di Carmine Abate. Abate è uno scrittore italiano, autore di numerosi racconti, saggi e romanzi che trattano i temi legati ai migranti e  agli incontri tra le culture. E’ autore con Cataldo Perri dello spettacolo teatrale “Vivere per addizione nelle terre d’ondata”  tratto da “Terre di andata e vivere per addizione”.
Il primo settembre del 2012 Abate vince la 50  esima edizione del Premio Campiello con il romanzo “ La collina del vento”.  Ora vive a Besenello, è felicemente sposato e ama infinitamente i suoi due frutti nati dal grande amore, Michele e Christian.
L’ autore ha raccontato ai ragazzi  i frammenti della sua vita, del suo lavoro, la sua passione per  la scrittura e la laurea in lettere conseguita presso l’Università di Bari. Ha voluto ricordare l’importanza della Divina Commedia, dell’Odissea, dell’Eneide. L’autore ha una forte stima per Enea perché ha portato il padre sulle spalle e ha costruito una nuova città. Non si è pianto addosso ma è stato determinato ed è questo l’insegnamento che dovremo mettere in pratica, non abbandonarsi alla rassegnazione.
“Il bacio del pane” è l’ultima fatica dello scrittore, è un romanzo di formazione ma allo stesso tempo è un romanzo di impegno civile. Carmine Abate descrive il gesto più importante del mondo contadino, baciare il pane che è un segno di lavoro onesto perché per preparare il pane occorrono tre ingredienti: il tempo, la forza, la fatica.
Lo scrittore proviene da Carfizzi, paese di etnia albanese. L’ autore racconta i valori dell’amicizia, dell’amore e della solidarietà tramite un gruppo di giovani adolescenti che d’estate soggiornano a Spillace. I giovani incontreranno un uomo misterioso che li condurrà verso l’età adulta.
Nel romanzo non mancano i riferimenti agli anni Settanta, la voglia di emancipazione, di libertà e di progresso. “Il romanzo è stato raccontato con leggerezza per non appesantire il lettore che si appresta ad entrare nella storia”, ha spiegato Carmine Abate. E’ un romanzo che porta il lettore a riflettere sull’uomo di oggi e a coltivare i sogni, le proprie ambizioni e le passioni. Al riguardo i due protagonisti apprendono che nella vita si può scegliere chi si vuol essere, cosa si vuole fare, a cosa ambire senza doversi sottomettere ai potenti.
E’ un autore che stuzzica la curiosità del lettore perché affronta nei suoi libri tematiche sociali molto importanti che purtroppo la società di oggi, trafitta dalla superficialità e dell’apparenza trascura la questione dell’immigrazione, dell’odio e  dell’intolleranza, il ricordo delle tradizioni culturali.
I ragazzi hanno interagito con lo scrittore dimostrando grande ammirazione per quest’uomo che confida  nelle future generazioni nel potere del cambiamento in questa società stuprata dai quotidiani episodi di criminalità, di corruzione dove il talento non spesso viene premiato perchè  si assiste al fenomeno delle raccomandazioni.
Si dovrebbe iniziare a concretizzare una società più meritocratica e più aperta al rispetto delle diverse culture, considerare l’altro non per arrivare a qualcosa ma come risorsa per conoscere e arricchire il bagaglio culturale per aggiungere nelle nostre valigie il valore dell’onestà, della solidarietà e della cultura.
Lo scrittore ha concluso la sua presentazione con un grande incoraggiamento a  praticare i sogni e a non abbandonarsi al pessimismo perché altrimenti non si vive più. Una vita senza mete è una vita che non è degna di essere vissuta. “Il pane non si butta così, come una pietra senza valore. Il pane è la vita, ci vuole troppa fatica per farlo”.

© Riproduzione riservata

Maria del Rosso

da  http://www.quindici-molfetta.it/il-vincitore-del-campiello-2012-carmine-abate-alla-libreria-il-ghigno-di-molfetta-con-il-bacio-del-pane_31162.aspx

 

 

 

 

    Il Ghigno Libreria un mare di storie
    Dal 1981  
 Libreria d’autore
Consigliata da 0 a 99 anni

Il Ghigno – Un mare di storie
https://ilghignolibreria.wordpress.com/

 

 

Dopo il grande dello scorso anno….

 

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Il Ghigno Libreria un Mare di storie

consigliata da 0 a 99 anni

                        Dal 1981
              Libreria d’auToRe

via Salepico 47 Molfetta

https://ilghignolibreria.wordpress.com/

Mercoledì 13 marzo

        ore 18,30

     Carmine Abate

Fabrica di San Domenico

    Sala Finocchiaro

       Collina del vento

    vincitore dell’edizione del cinquantenario del Campiello,

    il premio letterario più prestigioso della nostra letteratura

    a seguire cena letteraria

          prenotazione + libro

            oppure ospitateci

       nel salotto di casa vostra

 contattateci per informazioni

Mercoledì 13 Marzo
Il Premio Campiello Carmine Abate
con il romanzo “La collina del vento”
Lo scrittore calabrese vincitore della 50esima edizione con la saga di una famiglia che per oltre un secolo resiste a soprusi e assiste allo scorrere della vita

La sua è una storia che racconta cento anni di resistenza ai soprusi attraverso la saga di una famiglia calabrese, gli Arcuri, che su una collina dai molti misteri per più di un secolo assistono a nascite e morti, amori e ferite. “E’ una famiglia rara, che ci fa sperare”, ha  sottolineato Abate(Videointervista all’autore – “Ho vinto con la Calabria che resiste”)

L’autore

Carmine Abate è nato a Carfizzi (KR) il 24 ottobre 1954.  Ha studiato in Italia e si è laureato presso l’Università di Bari. Successivamente ha vissuto in Germania e, da oltre dieci anni, vive nel Trentino, dove esercita la professione di insegnante. Il suo primo libro di poesie risale al 1977: Nel labirinto della vita, (Juvenilia, Roma). Come narratore esordisce in Germania con la raccolta di racconti Den Koffer und weg!, (Neuer Malik, Kiel 1984);Lo stesso anno pubblica Die Germanesi, una ricerca empirica socio-antropologica sull’emigrazione svolta con Meike Behrmann (Campus, Frankfurt-New York 1984; ed it., I Germanesi, Pellegrini, Cosenza 1986, ristampata in nuova ed. da Ilisso Rubbettino nel 2006). Dirige la collana “Biblioteca Emigrazione” (Pellegrini Ed.) per la quale ha curato In questa terra altrove (1987), un’antologia di testi letterari di emigrati italiani. Successivamente ha pubblicato una raccolta di racconti Il muro dei murida giugno 2006 in nuova edizione (Oscar Mondadori, pp. 210, euro 8.40) e nel 1991 è uscito il suo primo romanzo Il ballo tondo, attualmente alla terza edizione (Piccola biblioteca Oscar Mondadori, 2005), pubblicato inprima edizione da Marietti (Genova) e in seconda edizione da Fazi (Roma, 2000).  Nel 1996 pubblica un libro di poesie Terre di andata (Argo). Nel 1999 esce il romanzo  La moto di Scanderbeg (Fazi, Roma 1999; ed. tascabile 2001, Oscar 2008). Nel 2002 esce il romanzo Tra due mari(Mondadori, 2002, Oscar 2005) vincitore di numerosi prestigiosi premi. Nel 2004 esce il romanzo La festa del ritorno (Mondadori, 2004)  vincitore del “Premio Napoli”, “Premio Selezione Campiello” e Premio Corrado Alvaro e di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici. Nel 2006 pubblica il romanzo Il mosaico del tempo grande (Mondadori, 2006, Oscar 2007).  Nel 2008 scrive il romanzo Gli anni veloci (Mondadori, 2008)vincitore del Premio Tropea e attualmente alla terza edizione. Nel 2010 scrive il libro di racconti Vivere per addizione e altri viaggi (Piccola Biblioteca Oscar Mondadori) e la raccolta di poesie e proesie Terre di andata (Il Maestrale). La sua ultima creatura è il romanzo La collina del vento (Mondadori, 2012).I suoi libri, vincitori di numerosi premi, sono tradotti in Germania, Francia, Olanda, Grecia, Portogallo, Albania, Kosovo, USA e in corso di traduzione in arabo. Ultima uscita, ottobre 2012 (Mondadori), Le stagioni di Hora.

Consigliamo anche la lettura sul Corriere della sera …….http://www.carmineabate.net/

seguiteci su faceb

http://www.facebook.com/events/349251861846731/

articolo a cura di Giovanna Nappi

CULTURA

MOLFETTA. Carmine Abate presenta “La collina del vento”: un racconto tra bellezza e tradizioni

 

Pubblicato Venerdì, 15 Marzo 2013 05:00
Scritto da Giovanna Nappi
Carmine Abate

Molfetta – Da una parte piazza San Pietro, la folla che accoglie il nuovo papa. Dall’altra parte un pubblico – non così numeroso – ma oltremodo animato e interessato che accoglie presso la sala Finocchiaro della chiesa San Domenico di Molfetta un ospite coi fiocchi: Carmine Abate, vincitore del Premio Campiello nel 2012 col romanzo ‘La collina del vento’. Lo scrittore, di origini calabresi ma figlio di una multiculturalità che lo vede anche italiano, germanese, arbëreshë, viene introdotto dal preside dell’I.T.C.G.T. Salvemini Sabino Lafasciano, dal docente Giovanni Pappagallo del Liceo Scientifico A. Eistein, e da Isa De Marco, protagonista degli eventi organizzati dalla libreria Il Ghigno di Molfetta.

I moderatori si rivelano lettori particolarmente attenti, che stimolano l’autore a una sorta di colloquio confidenziale: veniamo a conoscenza del fatto che questo libro nasce innanzitutto da un’immagine, che è quella della collina, che è reale, è situata vicino al mar Ionio, collina che in questi giorni è tutta gialla e avvolta in un alone magico; all’immagine si sovrappongono suggestioni di un passato mitico, riguardo la possibilità di tesori nascosti in quella terra; e soprattutto nasce dall’urgenza, elemento imprescindibile per scrivere una storia, scaturita dalla promessa non verbale fatta a suo padre, cui il libro è dedicato, di portare il testimone, di raccogliere le storie che lui gli aveva raccontato, prima che morissero con lui. E’ un’eredità di memorie, che convoglia nella storia della collina di Rossarco, che diventa simbolo del Sud intero, terra ferita ma bellissima. Ma non c’è spazio per sguardi nostalgici: la memoria ha senso solo se serve a noi, adesso, solo se serve a darci consapevolezza e maturità, solo se serve a farci capire i vecchi sbagli per non commetterli ancora. E’ possibile quindi raccontare il Sud nella sua complessità, ed occorre farlo perché ci sono persone che continuano a ferirlo: così, all’interno del romanzo, la famiglia Arcuri – come una rondine albina – cerca di evitare che quel luogo venga sventrato per opera della prepotenza dei latifondisti e delle intimidazioni mafiose.

Col romanzo scopriamo la storia di un uomo – l’autore – che vive “per addizione”, che ha superato il dramma dell’emigrazione, che ha curato le radici che sono nate sotto i suoi piedi.

http://www.ilfatto.net/news/cultura-eventi/2645-molfetta-carmine-abate-presenta-la-collina-del-vento-un-racconto-tra-bellezza-e-tradizioni

Per chi ha perso questo grande evento!!

 

 

 

Carmine Abate con “Il bacio del pane” intervistato da Grazia Rongo giornalista di Telenorba

27 e 28 Marzo 2014 – LE IDEE DELLA SCUOLA CHE CAMBIA

Con Carmine Abate (già premio Campiello 2012) intervistato da Grazia Rongo giornalista di Telenorba alle 15,15 in prima assoluta per Bari a BEFORE

Foto: 27 e 28 Marzo 2014 - LE IDEE DELLA SCUOLA CHE CAMBIA</p><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />
<p>Con Carmine Abate (già premio Campiello 2012)  intervistato da Grazia Rongo giornalista di Telenorba” width=”358″ height=”504″ /></h4><br /><br /><br />
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<p><a href=” />https://www.facebook.com/events/1428692524045057/</h4><br /><br />
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