Accadde oggi – 19 dicembre. Ricorre oggi l’anniversario di nascita dello scrittore Italo Svevo

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Si ricorda oggi l’autore della “Coscienza di Zeno” e la scomparsa della scrittrice inglese Emily Brontë

MILANO – Ricorrono oggi due importanti avvenimenti, la nascita dello scrittore triestino Italo Svevo e la scomparsa della scrittrice e poetessa inglese Emily Brontë, autrice del romanzo “Cime tempestose”, uno dei più grandi classici della letteratura inglese del XIX secolo.

LA VITA – Italo Svevo, pseudonimo di Ettore Schmitz, nasce a Trieste il 19 dicembre 1861. Figlio di un commerciante ebreo d’origine tedesca sposato a un’italiana, seguì studi commerciali a Segnitz am Mein (Baviera) e poi a Trieste. E qui, dopo essere stato impiegato in una banca, si dedicò alla gestione della ditta Veneziani, produttrice di vernici sottomarine, di proprietà della famiglia della moglie.

LA PASSIONE PER LA LETTERATURA E IL PRIMO ROMANZO – Subì, fin da giovane, il fascino della letteratura, con la quale intrattenne sempre, tuttavia, un rapporto conflittuale, considerando tale sua inclinazione come una sorta di malattia, al confronto con l’operosa concretezza incoraggiata dall’ambiente affaristico di cui faceva parte; e la scrittura non fu mai intesa da lui come esercizio estetizzante, ma piuttosto come mezzo per la conoscenza di sé e del mondo. Inizia a scrivere alcune commedie e alcune novelle che sotto lo pseudonimo di Ettore Samigli riesce a far pubblicare su “L’Indipendente” : “Una lotta” (1888) e “L’assassinio di Via Belpoggio” (1890). Due anni dopo sceglie lo pseudonimo di Italo Svevo per sottolineare la sua doppia appartenenza alla cultura italiana e a quella tedesca, e pubblica presso l’editore triestino Vram, a sue spese, il suo primo romanzo “Una vita” (1892), che verrà ignorato dalla critica.

SENILITÀ E I MANCATI APPREZZAMENTI – Nel 1898 pubblica ancora presso Vram “Senilità”, sempre a sue spese. La critica gli rimprovera un uso troppo modesto della lingua italiana e l’attività per cui nutre così tanta passione non decolla. Nel 1905 il crescente sviluppo delle attività aziendali pongono Italo Svevo nella necessità di perfezionarsi nella lingua inglese; si rivolge a James Joyce, scrittore irlandese giunto a Trieste qualche anno prima per insegnare l’inglese alla Berltz Scholl.

L’AMICIZIA CON JOYCE – L’amicizia fra i due nasce da subito. Entrambi interessati alla letteratura si scambiano valutazioni sui propri lavori. Joyce, dopo la lettura dei due romanzi di Svevo, esprime all’amico parole di consenso e d’incoraggiamento, che fanno riemergere nello scrittore gli stimoli e la convinzione per poter riprendere il lavoro.

IL TERZO ROMANZO – Lo scoppio della prima guerra mondiale separa i due amici. Joyce lascia l’Italia, mentre Svevo resta a Trieste per salvaguardare il patrimonio aziendale. Sono anni in cui Italo Svevo si dedica alla conoscenza della letteratura inglese; cominciò ad interessarsi alla psicanalisi traducendo “La scienza dei sogni” di Sigmund Freud, mentre continua a raccogliere appunti e riflessioni per la scrittura di un romanzo futuro: “La coscienza di Zeno” (1923), pubblicato dalla casa editrice Cappelli, ancora una volta a sue spese, e ancora una volta sottovalutato dalla critica italiana.

L’ARRIVO DEL SUCCESSO – Il successo de “La coscienza di Zeno” arriva grazie all’amico James Joyce, il quale, ricevuto e letto il libro, ne rimane entusiasta; convince Svevo a inviare il testo a critici e letterati francesi V. Larbaud e B. Crémieux, i quali esprimeranno un assoluto apprezzamento e decretandone uno straordinario successo in campo europeo. In Italia è Eugenio Montale a scrivere su “L’Esame”, nel dicembre 1925, il saggio critico “Omaggio a Svevo”, sulle tre opere ricevute dall’autore stesso, ponendolo sul piano più alto della letteratura contemporanea. Le lodi europee e il consenso delle nuove generazioni letterarie riunite attorno a “Solaria” e al “Convegno”, smuovono definitivamente le incomprensioni italiane, forse non completamente immuni da componenti antisemite.

LA POETICA – Nella trilogia dei suoi romanzi Italo Svevo ha espresso il fallimento dei grandi ideali dell’Ottocento, con un linguaggio ironico e amaro, scavando nella coscienza e rivelando miserie e debolezze della natura umana, osservata però con amorevole e rassegnata tristezza: la sua opera si eleva sulla contemporanea letteratura italiana ed esprime il dramma esistenziale dell’uomo moderno che, a quel tempo, trovava riscontro anche nel romanzo europeo. Nel 1928 inizia a scrivere quello che doveva diventare il suo quarto romanzo “Il vecchione”, rimasto purtroppo incompiuto. A due giorni di distanza da un grave incidente automobilistico Italo Svevo muore il 13 settembre 1928 a Motta di Livenza.

19 dicembre 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

da http://www.libreriamo.it/a/5998/accadde-oggi–19-dicembre-ricorre-oggi-lanniversario-di-nascita-dello-scrittore-italo-svevo.aspx

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