MARIO DESIATI

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IL GHIGNO LIBRERIA

UN MARE DI STORIE

CONSIGLIATA DA 0 A 99 ANNI

DAL 1981

LIBRERIA D’AUTORE

0803971365

Via Salepico 47 Molfetta (Bari)

ilghignolibreria@yahoo.it

https://ilghignolibreria.wordpress.com/

MARIO DESIATI

PRESENTA

“IL LIBRO DELL’AMORE PROIBITO”

ED MONDADORI

MERCOLEDI’ 6 NOVEMBRE 2013 ore 11,00 FABRICA SAN DOMENICO INCONTRO CON GLI STUDENTI DELL’ISTITUTO TECNICO SALVEMINI E IL LICEO LINGUISTICO,PEDAGOGICO DI MOLFETTA

ORE 19,00 LIBRERIA IL GHIGNO VIA SALEPICO 47 MOLFETTA

CON LA PARTECIPAZIONE DEL GIOVANE REGISTA PUGLIESE PIPPO MEZZAPESA E LA PROIEZIONE DEL CORTO “L’ALTRA META'”

DA NOI ARRIVA DOPO SOLO 4 DATE NAZIONALI,SIAMO STATI SCELTI DIRETTAMENTE DA MARIO E SEGNALATI DALLA CASA EDITRICE MONDADORI FRA LE MIGLIORI LIBRERIE PUGLIESI!

RITORNA PER LA 3 VOLTA A MOLFETTA DA NOI!

DOPO IL GRANDE SUCCESSO E IL PRIMO FILM TRATTO DAL SUO ROMANZO LE SPOSE INFELICI”

“Proibitemi di amarla e l’amerò per sempre” scrissi questa frase sulla lavagna pulita alla fine dell’ultima ora….

L’amore per crescere ha bisogno di muri proprio come l’edera.Nonna Comasia ha insegnato questo a Francesco ,detto Veleno ,e lui lo ricorda ogni giorno”

Mario Desiati

Il libro dell’amore proibito

  • «L’amore per crescere ha bisogno di muri, proprio come l’edera.» Nonna Comasia ha insegnato questo a Francesco, detto Veleno, e lui lo ricorda ogni giorno.
    Timido e solitario, fino ai quattordici anni è vissuto immaginando vite eroiche e ammirando i coetanei più intraprendenti. Il suo universo quotidiano, nel paese pugliese dove vive, è quello della scuola, con regole e muri che sembrano fatti per essere invalicabili, non certo per nascondere gioie proibite.
    Fino all’incontro con Donatella Telesca, professoressa di Educazione tecnica. Lei ha il doppio degli anni di Veleno, eppure veste in modo più simile a lui e ai suoi amici Mimmo e Nappi che alle altre insegnanti.
    Ha la pelle candida, ma nasconde un’ombra che agisce come una calamita sui suoi giovani allievi: somiglia forse a quella che abita ogni adolescenza, presto dimenticata negli anni in cui si cresce e si impara a adeguarsi alle leggi del mondo. La Telesca siede tra i banchi, ascolta i ragazzi, li guarda come nessuno ha mai fatto prima. Nasce un’attrazione irresistibile, destinata a essere scoperta nel clamore dello scandalo.
    Un’attrazione imperdonabile, interrotta con la massima violenza. Per ristabilire l’ordine ognuno deve essere rimesso nella casella che gli spetta: Nappi, Mimmo e Veleno, ragazzi plagiati da raddrizzare e “reinserire”; Donatella, la plagiatrice da punire.
    Veleno scopre allora una solitudine più profonda, l’isolamento di chi supera la linea d’ombra dei sentimenti leciti, e contro la famiglia, contro la norma che gli impedisce di amare, costruisce il suo onore, il futuro, la sua legge che non umilia né separa. Veleno saprà aspettare, costruirà tutto intorno al silenzio dell’attesa, e con gli occhi rinnovati dal desiderio si accorgerà di essere circondato da amori che sono tali proprio perché proibiti – l’amore eterno di Comasia per il nonno disperso in guerra, quello impossibile tra Walter, paralizzato dopo un incidente, e la bellissima Azzurra, la carnale devozione dei paesani al culto dell’Addolorata…
    Scritto per frammenti affilati e abbacinanti come gli spigoli d’ombra che si stagliano nel sole del Sud, rapsodico ed emozionante come la memoria di una stagione perduta, Il libro dell’amore proibito è un romanzo sul desiderio, sugli amori impossibili e la cieca, folle fedeltà a un sentimento che non ha barriere.

Mario Desiati

Scrittore, poeta e giornalista italiano è nato a Locorotondo (Bari) nel 1977.

Mario Desiati (1977) è cresciuto a Martina Franca e vive a Roma.

Laureato in Giurisprudenza, ha intrapreso l’attività giornalistica e ha lavorato nell’editoria per Mondadori. Collaboratore di Panorama, dal 2008 si occupa della direzione editoriale di Fandango libri. Ha pubblicato varie raccolte poetiche ed è fra gli autori inseriti nella Nuovissima poesia Italiana (Mondadori, 2004). Come romanziere ha esordito con Neppure quando è notte(PeQuod, 2003). In seguito ha pubblicato Vita precaria e amore eterno (Mondadori, 2006) e Il paese delle spose infelici (Mondadori, 2008) da cui è tratto l”omonimo film di Pippo Mezzapesa . Recentemente è uscito Ternitti (Mondadori, 2011), tra i dodici finalisti al Premio Strega. Il titolo (termine dialettale che indica l’eternit, ma che contemporaneamente significa ォtettoサ) tradisce il forte legame dell’autore con la sua terra, la Puglia.

PIPPO MEZZAPESA: Pippo Mezzapesa è nato a Bitonto, in provincia di Bari, il 28 settembre 1980. Dopo aver seguito un laboratorio di sceneggiatura ha realizzato il suo primo cortometraggio, “Lido Azurro”, nel 2001. Nel 2003 ha firmato la sceneggiatura di uno degli episodi del film collettivo “A Levante”. Il suo secondo corto, “Zinanà”, ha vinto il David di Donatello nel 2004. Il suo terzo cortometraggio, “Come a Cassano”, ha ottenuto la Menzione Speciale ai Nastri d’Argento nel 2006. Nel 2008 “Pinuccio Lovero” documentario di lungometraggio, partecipa alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia. Nel 2010 firma sceneggiatura e regia del cortometraggio “L`Altra Metà” (episodio del film “perFiducia 2”) che si aggiudica una Nomination al David di Donatello e una Menzione Speciale per la regia ai Nastri d`Argento.

 

I libri di... Mario Desiati

Ternitti, di Mario Desiati. Booktrailer

http://www.youtube.com/watch?v=PAcszQJKaPc&list=PL5mmpGU_bW30WxTXUN9EvIqpGZodoj7Gm&index=4

Mario Desiati, a caccia dello Strega 2011, ci parla del suo “Ternitti”

http://www.youtube.com/watch?v=rv4C4dElXYI

Ricordando i nostri incontri con

MARIO DESIATI GIOVEDI 4 OTTOBRE CON FOTO DI CLASSE

 

    GIOVEDI’ 4 FEBBRAIO      ore 19,00        
MARIO DESIATI              
Scrittore e direttore editoriale    
                                                                  
  FOTO DI CLASSE                                              
       SONO QUELLI PERDUTI DIETRO A UN SOGNO. SONO GIOVINEZZE PASSATE ALL’IMPROVVISO. SONO FORESTIERI NEL PROPRIO PAESE. FATALISTI O RIBELLI. SONO QUELLI CHE TORNANO E NON TROVANO NIENTE DI QUELLO CHE HANNO LASCIATO, SE NON L’ANGOSCIA, IL DEGRADO, IL SUD ABBANDONATO                            
  ORE 9,00 LICEO CLASSICO SYLOS LABINI TERLIZZI                                              BIBLIOTECA COMUNALE                      
  ORE 10,45 ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE  MOLFETTA
 ORE 18,00 BIBLIOTECA DEI RAGAZZI ANTONIO   DACONTO GIOVINAZZO  

DICONO DI NOI

07 febbraio 2010

Chi va, chi resta. Chi sceglie

Dalla Puglia al nord. L’emigrazione raccontata al Ghigno da Mario Desiati

di Lucia G. Binetti

San Martino tatuato sul braccio è il diritto alla nostalgia. San Martino è il patrono di Martina Franca, dove Mario Desiati è cresciuto. Come lui, i personaggi del suo ultimo libro “Foto di classe-U uagnon se n’asciot” sono quasi tutti andati via per lavorare. Solo in quattro sono rimasti.

Ma chi ha vinto e chi ha perso?

Se lo chiedono le giovani lettrici del liceo linguistico che hanno animato giovedì sera nella libreria “Il Ghigno” l’incontro con l’autore, insieme alla brillante e appassionata presentazione della prof.ssa Alina Gadaleta Caldarola.

Ha vinto forse chi comunque un lavoro, andando via, l’ha trovato. Un lavoro buono, bello e, perché no, gratificante. Come Marianna, che nella storia raccontata da Desiati lascia il paese ed un fidanzato oppressivo per diventare un importante avvocato. A prezzo di qualche rinuncia, quella c’è sempre.

Ma per fortuna, lungi dai soliti piagnistei dell’emigrato per forza, al Ghigno si è parlato anche di scelta. La scelta di chi resta e quella di chi se ne va. Non deve mica per forza essere un dramma. Il dramma può essere invece quello di restare, come sembra suggerire il romanzo di Desiati.

Alle spalle della storia, l’affresco consueto di Taranto dell’Ilva e dei cieli rossi, delle nuvole nere disegnate a scuola dai bambini, delle visite domenicali al cimitero di San Brunone, con le vedove degli operai vestite di bianco.

Una storia, anche questa, scritta “coi pugni”, con la rabbia e la passione di un trentenne emigrato, forse, per scelta.

MARIO DESIATI “IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI”

 

                           10/01/2009
             MARIO DESIATI
    IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI
           (MONDADORI EDITORE)
             IL LIBRO MONDADORI PIU’
                VENDUTO IN PUGLIA
LIBRO DELL’ANNO DI ROBERTO SAVIANO AUTORE DI GOMORRA
 
              
      MATTINA ISTITUTO MAGISTRALE
                  “VITO FORNARI”
                       Ore 10,30
                                presenta
                         prof Rodolfo Azzollini
                  Preside IM Vito Fornari
    

 

Quello di Desiati non è solo un romanzo sul nostro meridione marcescente, ma racconta, attraverso la storia di tre ragazzi, Veleno Zazà ed Annalisa, il potere totalizzante e distruttivo dell’amore

 

 CONVERSERA’ CON

 PROF SABINO LAFASCIANO

Preside Itgc “Gaetano Salvemini”

                    SABINO LAFASCIANO
                Preside ITC Gaetano Salvemini
13 gennaio 2009

Il cielo è grigio sopra Taranto

Sabato al Ghigno Mario Desiati ha presentato “Il paese delle spose infelici”, edito da Mondadori.
 

di Lucia G. Binetti

A Martina Franca, dove è vissuto Mario Desiati, c’è “la nomina”, la diceria, di essere la città con un alto numeri di suicidi, in prevalenza giovanili e femminili.

E lì vicino, a Castellana, c’è anche uno strano mausoleo con i monumenti delle città italiane più famose, fatto costruire da un marito innamorato per sua moglie che non ha fatto in tempo a vederle. E poi ancora il fanatico che spara all’unica cicogna di Massafra di cui ancora si può mangiare la carne, la famiglia di albini ribattezzati “Scià di Persia”, l’ultimo dei ricoverati nella masseria- lebbrosario vicino Gravina che, guarito, preferisce restare chiuso là dentro.

Sembrano i surreali protagonisti di una nuova Macondo, sono invece alcuni dei personaggi veri o verisimili a cui si è ispirato l’autore di “Il paese delle spose infelici“, presentato sabato sera nella libreria “Il Ghigno” di Molfetta.

«Sono i personaggi che ti vengono a cercare», che ti bussano alla porta e non ti lasciano andare finché non li hai fatti vivere. E dopo averlo fatto, la sensazione è di felicità, lo dice Desiati. Il cielo sotto cui vivono questi personaggi è quello del secondo luogo «più inquinato del mondo dopo Hong Kong», quello in cui il cielo si tinge di sfumature rosate perché carico dei veleni dell’Ilva di Taranto.

In linea con l’ossimoro del titolo, quella è anche la terra dei paesaggi da cartolina, degli ulivi secolari e delle città bianche di calce.

Contraddizioni. Come quelle di cui Desiati dice di essere pregno, tanto che nel suo romanzo dipinge una Puglia “infelice”, ma ne racconta a voce una piacevole a tratti divertente, come nota una lettrice in sala. Scorre veloce il tempo mentre parla il giovane Desiati. Giovane ma “vecchio”, come se avesse vissuto più anni dei suoi reali trenta. Come faccia a parlare con tanta profondità e leggerezza, se lo chiedono in molti.

È la letteratura, in generale, a dargli le risposte; è la poesia, in particolare, quella di Vittorio Bodini e Rocco Scotellaro, quella che parla del Sud, delle piazze, della “controra”, immagini e suggestioni in cui tutti noi, anche nostro malgrado, ci ritroviamo.

Tutto questo è anche nel suo romanzo, “Il paese delle spose infelici”, edito da Mondadori.

MOLFETTA. La vita in un romanzo

Molfetta- Mario Desiati, autore del testo “Il paese delle spose infelici” è stato ospite del liceo sociopsicopedagogico di Molfetta nell’ambito di un progetto curato dal dirigente scolastico Rodolfo Azzollini e dalla docente incaricata professoressa Linda Panunzio

http://www.youtube.com/watch?v=p1kOR0FAijk&list=PL20C7C5787AF0DDE3&index=16

Il paese delle spose infelici di Mario Desiati il booktrailer

http://www.youtube.com/watch?v=XpmHFltBvQA&list=PL5mmpGU_bW30WxTXUN9EvIqpGZodoj7Gm&index=22

Il Paese delle Spose Infelici Trailer

Il Paese delle Spose Infelici
di Pippo Mezzapesa
in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2011
con Aylin Prandi, Nicolas Orzella, Luca Schipani, Cosimo Villani, Rolando Ravello, Vincenzo Leggieri, Gennaro Albano

http://www.youtube.com/watch?v=fcHxW0XqwnU

 

intervista a Mario Desiati
da  http://www.ilfatto.net/news/cultura-eventi/3325-molfetta-intervista-a-mario-desiati-ecco-il-libro-dell-amore-proibito

CULTURA

MOLFETTA. INTERVISTA A MARIO DESIATI: “ECCO IL LIBRO DELL’AMORE PROIBITO”

 

Pubblicato Martedì, 12 Novembre 2013 07:16
Scritto da Giovanna Nappi
desiati

In occasione del festival “Storie Italiane”, mercoledì 6 novembre la libreria Il Ghigno di Molfetta ha accolto con grande entusiasmo Mario Desiati, scrittore di origini pugliesi ma oramai affermato a livello nazionale, per la presentazione del suo ultimo romanzo, “Il libro dell’amore proibito”.

Già ospite della città in seguito alla pubblicazione di suoi precedenti lavori, Desiati ci racconta che l’idea iniziale era quella di scrivere un vero e proprio catalogo degli amori proibiti: quella di Veleno e Donatella era la prima storia di questa lista, ma, seppure nata anch’essa nel segno dell’illegalità – lui, adolescente tra i banchi delle medie, lei, professoressa di Educazione tecnica – aveva preso una piega diversa rispetto alle altre. La loro è innanzitutto la storia di due persone che si scelgono, e nasce in un momento speciale delle loro vite: sta avvenendo qualcosa; entrambi, per motivi diversi, sono sotto bombardamento. Il loro rapporto si nutre di assenza, di distanza, di diversità; sono l’uno l’esatto opposto dell’altra, sfatano il cliché dell’anima gemella. È un amore dispari, in fondo.

Desiati ci racconta alcuni retroscena e risponde ad alcune nostre domande.

Con questo romanzo, ha scelto di ritornare a raccontare psicologie complesse di personaggi che sono di nuovo al confine tra il desiderio adolescente e la presa di coscienza che arriva con l’età della maturazione. Come mai è attratto da questo aspetto?

Perché in fondo sono rimasto un quindicenne, non sono mai cresciuto (ride). Sono rimasto fermo a quell’età, perché è probabilmente quella più ricca di cambiamenti, di quei cambiamenti che hanno conseguenze per il resto dei tuoi anni.

Ancora una volta Veleno, come ne “Il paese delle spose infelici”- Come mai?

Sono state trovate delle somiglianze tra me e Veleno, somiglianze che ritrovo fino ad un certo punto, perché il personaggio del mio libro è molto romantico, mentre io lo sono poco. D’altra parte, io, come Veleno, sono particolarmente fissato sui nomi e sul significato che possono avere: ‘Desiati’ vuol dire ‘desiderati’, ed è di desiderio che in fondo parla questo libro.

Ci sono altri progetti già in cantiere?
Sì, è prevista – a lungo termine – una nuova storia con Veleno protagonista, e probabilmente sarà l’ultima che lo riguarderà. Si chiuderà un capitolo. Sono in vista altri progetti, a partire da una serie di racconti.

All’incontro è intervenuto Pippo Mezzapesa, regista pugliese con cui ha già avuto modo di collaborare – ha girato la trasposizione cinematografica de Il Paese delle spose infelici – e con cui è legato da un rapporto di grande amicizia. Dopo il grande impatto di quel romanzo e il successo del film, è stato in qualche modo condizionato, in fase di scrittura, dalla possibilità che anche per questo ultimo lavoro ci sarebbe stata un rifacimento?
No, affatto. Nello sviluppare il carattere di Veleno, non ho subìto nessun tipo di condizionamento, anzi. Ho lasciato che la storia prendesse la sua forma liberamente, nella convinzione che non  esista un’età giusta per perseguire le proprie passioni.
Con Mezzapesa la collaborazione continua, ha infatti appena girato il booktrailer de Il libro dell’amore proibito.

Da ogni suo libro emerge questo attaccamento viscerale alla terra in cui è nato e cresciuto. Adesso che ha lasciato la direzione editoriale della Fandango, può dire di esser stato in parte condizionato dalla nostalgia di quei posti?
Forse sì, ma l’idea è che soltanto attraverso la lontananza si possa percepire davvero l’importanza di certi luoghi.
Foto: Emilio Murolo

da http://thebookwormoffice.blogspot.it/

lunedì 11 novembre 2013

Il libro dell’amore proibito – Mario Desiati

Mario Desiati

Mario Desiati, scrittore di origini pugliesi ma oramai affermato a livello nazionale, torna in libreria con la pubblicazione del suo ultimo romanzo, Il libro dell’amore proibito. L’idea iniziale era quella di scrivere un vero e proprio catalogo degli amori proibiti: quella di Veleno e Donatella era la prima storia di questa lista. «Tutto ciò che riguarda questa storia d’amore è stato considerato follia. Anzi, un crimine

Nata anch’essa nel segno dell’illegalità – lui, adolescente tra i banchi delle medie, lei, professoressa di Educazione tecnica – aveva preso sin da subito una piega diversa rispetto alle altre. Il mondo di Veleno è il mondo degli amori proibiti, delle condanne all’infelicità. Siamo di fronte alla storia tra due persone che si scelgono e che nasce in un momento speciale delle loro vite: sta avvenendo qualcosa; entrambi sono come sotto bombardamento. Il loro rapporto si nutre di assenza, di distanza, di diversità; non possono perseguire una forma d’amore tradizionale, perché forze di causa maggiore fanno da impedimento, ma ognuno coltiva, segretamente, un modo alternativo di amare, non per questo meno reale. È perché ci sono desideri che non si possono spiegare a nessuno, «forme di tenerezza fondamentale come scrivere una lettera d’amore a una persona che non la leggerà mai
Sono l’uno l’esatto opposto dell’altra, sfatano il cliché dell’anima gemella. È un amore dispari, in fondo.
A proposito del romanzo, a colloquio Desiati ha risposto ad alcune delle nostre domande. Con questo romanzo, ha scelto di ritornare a raccontare psicologie complesse di personaggi che sono di nuovo al confine tra il desiderio adolescente e la presa di coscienza che arriva con l’età della maturazione.Come mai è attratto da questo aspetto?
Perché in fondo sono rimasto un quindicenne, non sono mai cresciuto (ride). Sono rimasto fermo a quell’età, perché è probabilmente quella più ricca di cambiamenti, di quei cambiamenti che hanno conseguenze per il resto dei tuoi anni.
Ancora una volta Veleno, come ne Il paese delle spose infelici. Come mai? Sono state trovate delle somiglianze tra me e Veleno, somiglianze che ritrovo fino ad un certo punto, perché il personaggio del mio libro è molto romantico, mentre io lo sono poco. D’altra parte, io, come Veleno, sono particolarmente fissato sui nomi e sul significato che possono avere: ‘Desiati’ vuol dire ‘desiderati’, ed è di desiderio che in fondo parla questo libro.
Ci sono altri progetti già in cantiere? Sì, è prevista – a lungo termine – una nuova storia con Veleno protagonista, e probabilmente sarà l’ultima che lo riguarderà. Si chiuderà un capitolo. Sono in vista altri progetti, a partire da una serie di racconti.
Pippo Mezzapesa

Ai diversi incontri di presentazione è intervenuto Pippo Mezzapesa, regista pugliese con cui ha già avuto modo di collaborare – ha girato la trasposizione cinematografica de Il Paese delle spose infelici – e con cui è legato da un rapporto di grande amicizia. Dopo il grande impatto di quel romanzo e il successo del film, è stato in qualche modo condizionato, in fase di scrittura, dalla possibilità che anche per questo ultimo lavoro ci sarebbe stata un rifacimento? No, affatto. Nello sviluppare il carattere di Veleno, non ho subito nessun tipo di condizionamento, anzi. Ho lasciato che la storia prendesse la sua forma liberamente, nella convinzione che non esista un’età giusta per perseguire le proprie passioni. Con Mezzapesa la collaborazione continua, ha infatti appena girato il booktrailer de Il libro dell’amore proibito.

Mario Desiati durante la nostra intervista.

Da ogni suo libro emerge questo attaccamento viscerale alla terra in cui è nato e cresciuto. Adesso che ha lasciato la direzione editoriale della Fandango, può dire di esser stato in parte condizionato dalla nostalgia di quei posti? Forse sì, ma l’idea è che soltanto attraverso la lontananza si possa percepire davvero l’importanza di certi luoghi.

L’amore proibito di Mario Desiati al Salvemini di Molfetta

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