Maria Pia Romano vince il Premio Carver 2013

La nostra amica Maria Pia Romano vince il premio Carver 2013.

LA CURA DELL’ATTESA di MARIA PIA ROMANO VINCE / Lupo Editore
IL CONTROPREMIO CARVER 2013 PER LA NARRATIVAIl Contropremio Carver si rivolge sempre più contro se stesso, mettendosi ogni giorno in discussione, per porre in campo sfide al fine di parlare di nuovi libri, nuovi autori e nuove case editrici.
Tanti ambiti culturali differenti che vanno in ogni caso affrontati perché il Carver è uno dei pochi contenitori che non si lascia condizionare o far tirare le maniche da suggeritori più legati al commerciale che alle redazioni culturali.
Pertanto Contropremio Carver come elemento positivo e non certo “contro” qualcosa o contro qualcuno.
E cosa emerge dopo questa maturazione ideale? Che i libri premiati sono stati letti, giudicati, amati, odiati e alla fine – dopo tanto discutere e litigare – emergono piccoli capolavori. A Questo punto vediamo chi ha vinto il Carver 2013 come ogni anno guidato da Andrea Giannasi.

 

Per la narrativa assegnato il primo posto a “E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Sperling & Kupfer) e a “La cura dell’attesa” di Maria Pia Romano (Lupo editore).

 
 

(Nota degli Organizzatori del Premio Carver)
Assegnato domenica 20 ottobre il Contropremio Carver 2013 nell’ambito del festival del libro “Un mare di lettere” organizzato da Prospektiva. Il Carver che premia i libri e non i nomi degli autori o i marchi editoriali sta lentamente ricostruendo il vero volto di un concorso letterario, smontando pezzo dopo pezzo le vecchie e ormai desuete forme, ad uso ormai esclusivamente commerciale e non culturale. Tra queste regole quella di dover ad ogni costa premiare un solo libro; se i libri buoni sono più di uno è giusto assegnare più di un premio.
Ma non solo. Il Contropremio Carver si rivolge sempre più contro se stesso, mettendosi ogni giorno in discussione, per porre in campo sfide al fine di parlare di nuovi libri, nuovi autori e nuove case editrici. Tanti ambiti culturali differenti che vanno in ogni caso affrontati perché il Carver è uno dei pochi contenitori che non si lascia condizionare o far tirare le maniche da suggeritori più legati al commerciale che alle redazioni culturali.
Pertanto Contropremio Carver come elemento positivo e non certo “contro” qualcosa o contro qualcuno.
E cosa emerge dopo questa maturazione ideale? Che i libri premiati sono stati letti, giudicati, amati, odiati e alla fine – dopo tanto discutere e litigare – emergono piccoli capolavori. A Questo punto vediamo chi ha vinto il Carver 2013 come ogni anno guidato da Andrea Giannasi.

Per la narrativa assegnato il primo posto a “E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Sperling & Kupfer) e a “La cura dell’attesa” di Maria Pia Romano (Lupo editore).
Per la sezione poesia si sono aggiudicati la targa “Merimia” di Gaia Gentile (Infinito edizioni) e “L’istante violento” di Ivanoe Privitera (Giovane Holden edizioni).

Nella sezione saggistica primo premio a “Apocalypse now? Clima, ambiente, cataclismi possiamo salvare il mondo. Ora” di Luca Lombroso (Edizioni Artestampa) e “Votare per chi, votare perché” di Rita Dietrich (IBUC).

Premi speciali per la ricerca narrativa lo stile e l’ambiente utilizzato (l’epistolario) a “Social Zoo” di Aldo Putignano (Homo scrivens edizioni) e per aver riproposto le filastrocche a “La dea che inventò la sera” di Renzo Piccoli (Armando bimbi)

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