11 settembre, i libri che hanno raccontato la tragedia delle torri gemelle

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Nel dodicesimo anniversario dell’attentato terroristico al Worl Trade Center che ha causato il crollo delle Torri Gemelle e al morte di migliaia di persone, proponiamo una selezione di letture che aiutano a riflettere sul grave significato di quell’evento
MILANO – L’11 settembre 2001 ha rappresentato secondo molti una linea oltrepassata la quale il mondo non è più stato lo stesso. Il cambiamento è stato radicale in ogni ambito politico e culturale, tanto che un “prima” e un “dopo” si può tracciare anche nel mondo dei libri e della letteratura, soprattutto, è naturale, in quella di lingua inglese.
IL CASO PHILLIP MARSHALL – Soltanto pochi mesi fa, a marzo, Phillip Marshall, autore di “The Big Bamboozle: 9/11 and the War on Terror”, libro-verità sull’11 settembre, è stato ucciso insieme suoi figli: a tutti e tre è stato sparato un colpo in testa. Il movente degli omicidi non sono ancora stati accertati, ma i complottisti sostengono che a portare Marshall e i figli verso questo tragica fine siano state le teorie da lui espresse nel suo lavoro, dove sosteneva che l’amministrazione Bush avesse pesanti responsabilità nell’attentato, a partire dall’addestramento degli jihadisti che sarebbe avvenuto sul suolo americano. Già Marshall, mentre il suo libro stava uscendo, si mostrava paranoico circa quello che sarebbe potuto succedergli. Al di là di quanto possa esserci di vero nelle teorie sul complotto, questo episodio è un ulteriore sintomo di quanto accaduto nel nostro mondo Occidentale, dove è venuto a mancare quel placido senso di sicurezza e invincibilità creatosi nei decenni precedenti.
IL CROLLO DEL MONDO OCCIDENTALE – L’illusione è caduta insieme alle Torri, questo hanno significato gli attentati dell’11 settembre. Ad aiutarci a comprendere la portata di quegli eventi contribuiscono due saggi di due grandi studiosi. Uno è il libro di Noam Chomsky, filosofo, linguista e teorico della comunicazione americano, “11 settembre. 10 anni dopo”, uscito nel 2011. Qui l’autore mostra come il governo americano, rispondendo agli attentati con una politica estera aggressiva, reagendo alla violenza con la violenza, abbia contribuito al raggiungimento di un importante obiettivo postosi da Bin Laden: dissanguare gli Stati Uniti trascinandoli in una serie di piccole guerre. Quello che si osserva, in altre parole, è la disgregazione di un mondo dall’interno, è un sistema, il capitalismo e la globalizzazione, che contribuisce alla sua stessa distruzione. È proprio questo che rappresenta la caduta delle Twin Towers anche secondo il filosofo e sociologo francese Jean Baudrillard. In “Power Inferno”, Baudrillard sostiene che la loro caduta simbolizza l’implosione del modello incarnato dal mondo occidentale proprio al momento in cui raggiunge il massimo splendore: un universo che crolla sotto il suo stesso peso.
IL LIBRO DI JONATHAN SAFRAN FOER – Il senso di insicurezza, del venir meno di un mondo, la sensazione che ci troviamo oggi “nel poi”, si riflette ovviamente anche nella letteratura. Numerosissimi sono i libri di narrativa che fanno i conti con quello che l’11 settembre ha rappresentato per il nostro mondo. Per citarne uno tra i più famosi, c’è “Molto forte, incredibilmente vicino” di Jonathan Safran Foer, da cui è anche stato tratto il film omonimo di Stephen Daldry, con Tom Hanks e Sandra Bullock. Il libro racconta la commovente storia di Oskar, che ha perso il padre nell’attentato. Bambino a suo modo geniale, che amava risolvere gli enigmi e le cacce al tesoro che il papà organizzava per lui in giro per New York, Oskar si getta in un’ultima straordinaria ricerca che il padre, forse, gli ha lasciato “in eredità”: trovare il proprietario di una chiave a partire da alcuni pochi indizi. Attraverso i suoi occhi, vediamo una straordinaria galleria di personaggi e leggiamo in ognuno di questi le conseguenze che le ferite inaudite inferte dalla vita e dall’assurda violenza umana provocano in ciascuno.
IL LIBRO DI DONDELILLO – Caposaldo della narrativa post 11 settembre è poi sicuramente “L’uomo che cade” di Don DeLillo. L’autore racconta l’11 settembre da due differenti prospettive temporali – e da due opposti punti di vista.  La prima converge verso l’11 settembre ed è la storia di Hammad e dei suoi diciotto compagni, la preparazione dell’attentato dalla Germania alla Florida, dai simulatori di volo alle cabine degli aerei. La seconda si allontana dal momento della tragedia ed è la storia di Keith, riuscita a mettersi in salvo poco prima del crollo della Torre nord, e della sua famiglia. Dentro gli aerei e dentro le torri, nel fuoco della collisione tra le due storie, confluiscono la vita dei terroristi, che trascinano con sé nella morte migliaia di persone, e la vita difficile che aspetta i sopravvissuti. Tra questi, Keith cercherà di perdersi al tavolo da poker, Justin scruterà il cielo con un binocolo aspettando il ritorno degli aerei e Lianne seguirà le tracce di un artista appeso a testa in giù da ponti e balconi, nella posizione di un uomo che cade, immobile, per sempre. Un’immagine emblematica che richiama quella delle tante vittime gettatesi dalle due Torri in fiamme, forse quella più indelebilmente scolpita nella memoria collettiva dell’11 settembre.
IL LIBRO DI PAUL AUSTER – Numerosissimi sono comunque i libri che hanno cercato di confrontarsi con l’evento, e ovunque l’idea che permane è quella del crollo, dell’implosione, del caos. Come nel libro di Paul Auster, “Uomo nel buio”, dove il protagonista, il settantaduenne August Brill, nelle notti di insonnia, immagina un’America dilaniata dalla guerra civile scoppiata nel 2000 durante la prima contestatissima elezione di Bush; un’America parallela nella quale non è avvenuto l’attentato dell’11 settembre. Mentre il destino del protagonista della storia fantapolitica diventa sempre più incerto, la nipote, anch’essa insonne, raggiunge il nonno e August capisce che non può più sfuggire ai racconti veri, alle vicende della sua vita.
RACCONTARE L’11 SETTEMBRE AI PIÙ PICCOLI – Tra gli altri, ricordiamo ancora “L’11 settembre di Eddy il ribelle”, scritto per i più giovani dall’autore italiano Eraldo Affinati. Il libro è la storia di Eddy, un ragazzo ribelle che vive su Fulgor, un pianeta dove tutti vorrebbero dimenticare la guerra e la morte. Un giorno viene espulso da scuola e scappa oltre il promontorio di Ox, nell’emisfero sconosciuto, insieme con Matuzalem, l’amico più caro, l’unico disposto a seguirlo. Per i due compagni comincia una grande avventura che, l’11 settembre 2001, li porterà sul cielo di New York. Da lassù saranno testimoni della tragedia delle Twin Towers. Quando Matuzalem scompare, Eddy scende su quel pianeta bizzarro e incontra Nadine… Con la fantasia del grande narratore e il realismo di chi è in contatto ogni giorno con tante culture diverse, Eraldo Affinati ha messo a frutto in questo straordinario romanzo la sua esperienza con i ragazzi, per raccontare a chi era ancora bambino nel 2001 il più grave attacco terroristico di tutti i tempi e il suo significato nella storia dei popoli del mondo. Perché gli attentati dell’11 settembre hanno rappresentato un evento con cui nemmeno i più piccoli possono evitare di confrontarsi.
11 settembre 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA
per non dimenticare
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