Storie Italiane, il primo festival di letteratura a Molfetta

                   “STORIE ITALIANE”

 Un intreccio di racconti per leggere quello che siamo stati,

                               siamo e quello che saremo

                      Primo Festival di letteratura a Molfetta

                           Edizione numero zero in divenire……

             

                                 SABATO  25 MAGGIO

IL SECONDO PRESTIGIOSO APPUNTAMENTO CON

                                CONCITA DE GREGORIO

                                                ORE 19,30

                    GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI

“In ben altra rabbia si è imbattuta misurando la temperatura dell’Italia contemporanea nel suo potente libro-inchiesta. Nessuna pulsione rivoluzionaria. Manca fra noi l’orizzonte di un rovesciamento delle gerarchie, dei dogmi classisti e tanto meno dei rapporti di produzione. La furia si ripiega su se stessa fino a bruciare l’anima in cui s’è accesa.
L’ho incontrata anch’io Sabrina Corisi, figlia di un operaio sindacalista dell’Ilva di Taranto morto di tumore al polmone dopo essersi battuto per anni contro i veleni minerali che, sospinti dal vento oltre il muro di cinta dell’acciaieria, hanno ricoperto la sua abitazione al rione Tamburi. Sabrina si presenta composta stringendo fra le mani la cornice con la fotografia del padre defunto, di cui i familiari hanno onorato l’ultima volontà affiggendo la lapide che,,,”

Giornalista. Dall’agosto 2008 direttore de l’Unità (prima donna). Ex di Repubblica. «Designata dal governatore sardo, Renato Soru, patron di Tiscali e nuovo proprietario dell’Unità, Concita si è insediata in punta di piedi. La redazione era traumatizzata dall’improvvisa cacciata di Padellaro anticipata da un’inopportuna intervista di Walter Veltroni. “Sarebbe bello un direttore donna”, aveva detto il capo del Pd rivelando quanto bolliva segretamente in pentola sul futuro del giornale. Un fulmine a ciel sereno. Padellaro intuì il benservito; la redazione che era stata scavalcata. Arrivava Concita» (Giancarlo Perna).
• Figlia di un magistrato (Paolo, morto nel 2008), mamma catalana, Concita anche lei, come la nonna Concita, secondo l’uso di Barcellona di tramandarsi il nome tra primogeniti. Perna: «Nasce a Pisa. Elementari a Biella, seguendo gli spostamenti del padre. La maestra dice: “Questa bambina farà la scrittrice”. Si stabilisce a Livorno dove frequenta il liceo classico. È tentata dal Conservatorio, dietro la madre concertista. “Ma non avevo abbastanza talento al piano”. A 16 anni si presenta al Tirreno. Franco Magagnini, direttore, guarda il filo di perle che ha al collo e dice: “Bimba, il giornalismo non è per te”. Manda egualmente articoli. Batti e ribatti, il Tirreno la imbarca nell’85, già laureata in Scienze politiche. Cinque anni di nera. “Storie bellissime, teste mozzate e vecchiette squartate”. Vince il concorso Mario Formenton per uno stage nei grandi giornali e finisce alla Repubblica. Giampaolo Pansa le fa da chioccia. Il direttore,Eugenio Scalfari, la assume e catechizza: “Vedi con occhi che io non posso più avere” (…) Chi la detesta per la decisione con cui strappa ai colleghi le persone che vuole intervistare appartandosi con loro, dice che non capisce nulla di politica, non ha notizie, eccetera. In realtà, fu lei a scoprire le famose scarpe di D’Alema a 1,5 milioni di lire. Ha inventato la parola “girotondini” e lanciato le suffragette tipo Marina Astrologo. Tra i suoi cavalli di battaglia,Nanni Moretti, che si apre solo con lei».
• I libri: Non lavate questo sangue (Laterza 2002) sui giorni del G8 di Genova, Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto (Mondadori 2006, tra i sei finalisti del premio Bancarella) storie di madri e maternità, da ultimo Malamore. Esercizi di resistenza al dolore (Mondadori 2008).
• Sposata con Alessandro Cecioni, (giornalista, autore di un libro sul mostro di Firenze, ottimo rugbista), hanno avuto tre figli maschi (con loro vive anche il figlio che il Cecioni ha avuto da un precedente matrimonio).
• Balla (bene) il tango.

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