Al via “Storie Italiane” …. 1 edizione con Antonio Ingroia

Al via “Storie Italiane”…….

 

 

                                        STORIE ITALIANE   

       Un intreccio di racconti per leggere quello che siamo stati,

                               siamo e quello che saremo

                      Primo Festival di letteratura a Molfetta

                           Edizione numero zero in divenire……

                                                  APERTURA

                                       LUNEDI’ 13 MAGGIO

                                                ORE 19,00

                  GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI

                ANTONIO INGROIA

                                         MAGISTRATO

                             

 Diceva Leonardo Sciascia che la Sicilia era metafora dell’Italia intera o forse addirittura del mondo. Sul tema, centrale per il nostro Paese, della relazione tra criminalità e potere, Palermo è stata purtroppo la capitale di questo intreccio

 

         coordina la prof  Isa de Marco

  intervista a cura del Prof Raffaele Tatulli

 

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            LUNEDI’ 13 MAGGIO ORE 19,00

 il giudice Antonio Ingroia sarà con noi per parlare di “Palermo”

coordina la prof Isa de Marco

intervista a cura del Prof Raffaele Tatulli 

martedi’ 14 maggio ore 10,00 Liceo Scientifico Leonardo da Vinci Bisceglie

presenta  Prof Raffaele Tatulli 

ANTONIO INGROIA CON “PALERMO gli splendori e le miserie l’eroismo e la vilta’”

ingroia

Diceva Leonardo Sciascia che la Sicilia era metafora dell’Italia intera o forse addirittura del mondo. Sul tema, centrale per il nostro Paese, della relazione tra criminalità e potere, Palermo è stata purtroppo la capitale di questo intreccio.

«Sui princìpi di fondo di una democrazia, non posso essere neutrale. Ho delle opinioni cui far riferimento che non sono né ideologiche né politiche, ma costituzionali. E sono quei valori consacrati dalla Carta su cui ho solennemente giurato. Giurato, lo sottolineo. In difesa di questi valori mi schiero e sempre mi schiererò. Ecco, in questo senso sono e sempre sarò fieramente partigiano»

«Palermo, il luogo dove tutto ha inizio e dove tutto finisce. Palermo splendida e ammaliante. Palermo corrotta e irredimibile. A Palermo la corruzione è fisica, tangibile ed estetica: una bellissima donna, sfatta, gonfia di umori guasti, le unghie nere, e però egualmente, arcanamente bella. Palermo è la storia della Sicilia, tutte le viltà e tutti gli eroismi, le disperazioni, i furori, le sconfitte, le ribellioni”. Così scriveva Giuseppe Fava, che narrò la Sicilia con indignazione e furore carnali. Trent’anni dopo Antonio Ingroia narra una Palermo eccessiva, carica, dai colori fortissimi, fino a stordire. Una città specchio d’Italia, contraddizione perenne, dove le storie si fanno Storia. Dove si alternano e si combattono la tragedia e la speranza. Ma dove non trova posto la rassegnazione all’eterno ritorno. L’autore ripercorre il cammino e le fatiche, il dolore del progresso. E racconta se stesso e i suoi comandamenti morali, i dubbi e le amarezze, le gioie e le passioni. Un Ingroia inedito, che trabocca d’amore per la sua città e per i suoi maestri, che ci consegna l’orgoglio e l’ironia di chi è impegnato a difendere la legge in partibus infidelium.

evento su faceb https://www.facebook.com/events/535003839896061/

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Lunedì 13 maggio ore 19, 00 conversazione con Antonio Ingroia….

10MAG

Nel nuovo volume Ingroia narra una Palermo dalle tinte forti, una città su di un’isola in cui il continente intero si rispecchia, e che vive in perenne contraddizione e lotta con sé stessa. Senza lasciare spazio alla rassegnazione, l’autore ripercorre il faticoso cammino di una città e di se stesso verso il riscatto civile e morale. La sua storia è la nostra storia, e i dubbi e le amarezze, le gioie e le passioni più intime diventano un veicolo di condivisione: un Ingroia inedito, che celebre la città a cui ha dedicato la propria vita e i maestri che lo hanno aiutato in questo difficile percorso. Nella galleria dei ricordi, la scelta di servire la legge assume un senso radicale e profondo, fino alla definizione di sé come “partigiano della Costituzione”, nella consapevolezza che una nuova stagione di speranza ha iniziato il proprio corso.

Antonio Ingroia è nato a Palermo nel 1959. Magistrato, fin dagli inizi della sua carriera nel 1987 ha lavorato al fianco di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone: ha iniziato l’attività di pubblico ministero come sostituto procuratore a Marsala, quando l’ufficio di Procura era diretto da Paolo Borsellino; dall’aprile 1992 fino ai primi mesi è stato sostituto procuratore antimafia a Palermo, con lo stesso Borsellino, allora procuratore aggiunto a Palermo, fino alla terribile stagione stragista della primavera-estate di quell’anno. Nel 2009 è stato nominato procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo e ricopre l’incarico che fu di Falcone e Borsellino.

Si è occupato di famosi casi giudiziari per fatti di mafia, dal sequestro De Mauro all’omicidio Rostagno, all’indagine sulla “trattativa Stato-mafia”; ed è stato pubblico ministero in alcuni noti processi per collusione mafiosa, a Dell’Utri e Contrada. E’ stato componente della commissione ministeriale per il testo unico della legislazione antimafia ed è consulente della commissione parlamentare antimafia.

Ha partecipato a numerosi convegni, in Italia ed all’estero, dedicati alla lotta contro la criminalità organizzata e ha tenuto lezioni di diritto e procedura penale, tenuto corsi universitari di informatica giuridica; è componente del consiglio scientifico della Liberi Editore.
Ha pubblicato libri, saggi ed articoli, fra cui “L’associazione di tipo mafioso” (1993), “L’eredità scomoda” (2001, coautore Gian Carlo Caselli), “C’era una volta l’intercettazione” (2009), “Nel labirinto degli dèi – Storie di mafia e antimafia” col Gruppo editoriale Il Saggiatore, 2010.

Palermo. Qualcuno si potrebbe chiedere perché io oggi senta l’esigenza di parlarne, di raccontarla. Di raccontarmi, anche, dentro la sua vicenda. Rispondo che ci sono forti ragioni personali e storico-politiche che mi spingono a farlo. Personali anzitutto. Perché Palermo è la città nella quale ho speso tutta la mia vita, prima da studente e poi da magistrato. Perché è stata, è teatro della sfida più complicata, la sfida suprema mia e di tanti altri siciliani, quella contro la mafia. Perché qui ho visto morire i miei maestri. In una città che ha intrecciato con una naturalezza drammatica le mie ansie e le mie speranze professionali e civili.

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Giornata indimenticabile quella di ieri,abbiamo avuto nostro ospite Antonio Ingroia per la seconda volta , nonostante il tempo pazzerello, i cambiamenti di programma all’ultimo secondo, “perchè solo in mezzo ai libri si puo’ costruire e pensare un’Italia migliore ” cit Antonio Ingroia.
Grazie al prof Raffaele Tatulli per credere sempre tanto nella formazione dei ragazzi e per credere tanto anche in noi!
Grazie ai primi volontari Gabriele Vilardi e Leonardo Albanese e ai nostri amici Rosa Di Battista,Carla e Pinuccio.
Vedere la libreria piena di tanti cittadini e lettori ci da grande gioia e ci continua a far sperare in un paese migliore!
Continuate a seguirci e a sostenerci con le vostre letture preferite,i vostri autori da condividere.
vi aspetta un’estate piena di libri e autori a Molfetta!
Primo festival di letteratura storie italiane ,edizione numero zero in divenire,primo festival partecipato e diffuso.
DonystellaEsmeralda libraia
un po’ di foto della serata   https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10200612619352091.1073741832.1657923805&type=1
un piccolo estratto video
Ecco l’articolo di Maria del Rosso per Quindici
Antonio Ingroia a Molfetta racconta la sua Palermo e le battaglie per la legalità

Alla libreria “Il Ghigno” intervistato da Raffaele Tatulli

MOLFETTA – “Essere un magistrato oggi significa dover affrontare campagne di stampa, di denigrazione e di sovraesposizione mediatica. Nell’Italia attuale la legge è avvertita come un intralcio da settori molto ampi della classe dirigente. Il magistrato può agire solo attraverso la legge e non sulla base di convinzioni personali”. Ha esordito cosìAntonio Ingroia presentando il suo libro “Palermo” alla libreria il Ghigno a Molfetta. Ingroia, magistrato, è nato a Palermo nel 1959. Nel 2009 è stato nominato procuratore aggiunto alla Procura distrettuale antimafia della sua città. Allievo di Borsellino e Falcone, dal 1993 ha lavorato a fianco di Giancarlo Caselli, conducendo numerosi processi su Cosa Nostra e sui suoi rapporti con il mondo della politica e dell’ economia. Diventato un importante PM antimafia, si è occupato di noti casi giudiziari: dal sequestro De Mauro all’omicidio Rostagno, dal caso Contrada ai processi Dell’Utri e Mori.
L’autore ha parlato di se stesso, dei suoi comandamenti morali, delle sue amarezze e della sua passione per la giustizia. “Sui principi di fondo di una democrazia, non posso essere neutrale. Ho delle opinioni cui far riferimento che non sono né ideologiche né politiche, ma costituzionali. E sono quei valori consacrati dalla Carta su cui ho solennemente giurato. Giurato, lo sottolineo. In difesa di questi valori mi schiero e sempre mi schiererò”.
Poi il magistrato ha raccontato il suo amore per Palermo, capitale della Sicilia e specchio dell’Italia. “E’ una città che raccoglie desideri insieme a grandi lutti e tragedie. E’ la terra che simboleggia i più grandi fallimenti dello Stato ma anche i momenti di grande riscatto della gente dell’intero Paese”.
Palermo” è un libro che trasporta il lettore in questo cammino di vita che il magistrato compie alla ricerca sempre della verità e del bene comune.
Il volume è dedicato ai genitori del magistrato, Rosa e Gaspare e ai suoi maestri Borsellino e Falcone, uomini che ci hanno lasciato un patrimonio inestimabile di valori. “Il loro patrimonio sembra essere un tesoro dimenticato sul fondo del mare. Il nostro compito oggi è di portarlo in superficie, non c’ è bisogno di cercare un nuovo modello italiano. Noi lo abbiamo. Tocca a noi liberarlo e farlo parlare ai cuori liberi. Per un’Italia migliore non bisogna solo cambiare i volti ma il modo di essere della classe dirigente. Bisogna dare all’Italia esempi positivi perché c’è il rischio che i cittadini possano considerare i corrotti e gli impuniti degli idoli”.
Il magistrato si sofferma su tre punti fondamentali e ci dice che i politici dovrebbero affrontare le seguenti problematiche: il fisco equo, il tema degli evasori fiscali e i servizi efficienti.
Ingroia ha parlato del suo ingresso in politica con il partito Azione Civile per ripulire quel sistema malato e cercare la verità sulle stragi dei suoi maestri.
L’Ultimo Samurai, come viene definito Ingroia, ha compreso che bisogna passare dall’ isolotto e sbarcare sulla terra più grande. Passare da Palermo a Roma significa mettere in gioco la sua storia, la sua credibilità, la sua reputazione professionale.
Per Ingroia il processo di cambiamento deve sciogliere il nodo cruciale della verità. “Il tema della verità non è un tema neutro e giudiziario. Quella stagione del ’92 e ’93 è cruciale per fare il salto di qualità della nostra democrazia. Noi siamo figli di quella strage e se non otteniamo la verità è una democrazia incompiuta. Se non conosciamo la verità su quelle stragi non saremo mai cittadini di una vera democrazia. Quando la verità è una verità difficile e politicamente impegnativa, occorre che la politica faccia la sua parte e c’è la necessità di una politica amica della Legalità e della Magistratura”.
La Magistratura non ha strumenti per conquistarla e per questo Ingroia crede fortemente che entrando nello scenario politico si può provare a cambiare. “Se non si cambia la politica, la partita è persa per il Paese e per la Magistratura. In Italia, la questione criminale è una questione di democrazia perché è legata a dei sistemi di potere criminale unici al mondo. Il problema principale è che la classe dirigente è compromessa con quel sistema criminale ed è la causa da cui discendono tutte le conseguenze”.
Durante il dibattito, Ingroia ha interagito con il suo pubblico. Quindici ha chiesto al magistrato: “Qual è l’insegnamento più importante che le hanno dato Falcone e Borsellino? E noi giovani che viviamo nella dura realtà del Sud cosa possiamo fare concretamente per combattere la criminalità e per non far sì che la giustizia possa divenire solo utopia?”.
L’autore ha risposto che i valori più importanti che gli sono stati trasmessi da Falcone e Borsellino sono la tenacia e l’intransigenza etica. La tenacia nel non arrendersi dinanzi alle difficoltà e combattere per i principi in cui si crede. L’intransigenza etica perché non si deve essere disposti al compromesso. Al riguardo, Ingroia ha raccontato che questi principi gli ha appresi soprattutto da Borsellino. “Dopo la strage di Capaci, Borsellino si è ritrovato non solo senza il suo più grande amico, ma senza la sua àncora, il principale punto di riferimento istituzionale. Ha proseguito il suo lavoro circondandosi di nemici ed ha lottato solo per la giustizia”.
Ingroia ha invitato i giovani a non essere indifferenti, perché l’indifferenza è nemica della Legalità.
Palermo”, un libro duro, ma accanto ad un’amarezza di fondo, emerge forte la voglia di un impegno per un’Italia migliore. Il sogno che hanno inseguito tutti i caduti per mano della mafia.
La presentazione del libro è stata coordinata dalla prof.ssa Isa de Marco e l’intervista è stata affidata al prof. Raffaelle Tatulli (nella foto). L’incontro con l’autore è iniziato con un minuto di silenzio dedicato alla scomparsa di Agnese Borsellino, moglie di Paolo Borsellino.
© Riproduzione riservata
Maria del Rosso

  

 altro ricordo recensione della serata 

MOLFETTA. Antonio Ingroia al Ghigno

           Pubblicato Giovedì, 16 Maggio 2013 11:47
Scritto da Giovanna Nappi

ingroiawebMolfetta- Lunedì 13 maggio, la libreria Il Ghigno ha regalato ai suoi concittadini un appuntamento cui non si poteva mancare: l’incontro, coordinato dalla professoressa Isa de Marco e con l’intervista a cura del docente Raffaele Tatulli, con Antonio Ingroia, per la presentazione del suo ultimo lavoro, “Palermo. Gli splendori e le miserie. L’eroismo e la viltà.”. Per il magistrato, parlare di Palermo non vuol dire soltanto parlare della propria vita personale, e dell’impegno, della dedizione, dell’intransigenza che hanno caratterizzato tanti anni del suo lavoro, mettendo a rischio la propria pelle. Vuol dire anche parlare un po’ dell’Italia intera, di una realtà che si fa fatica ad accettare e che per questo necessita di un cambiamento importante.

 

L’obiettivo, nel percorso di ogni cittadino, deve essere la verità; se la politica non è amica della verità, e si mostra anzi connivente, nei suoi livelli più alti (quelli della dirigenza), alle organizzazioni criminali, non si può pensare di risollevare il Paese dalle sue tristi sorti. La nostra anomalia è una politica che combatte la magistratura (la manifestazione a Brescia di qualche giorno fa ne è l’esempio), invece di lavorarci a fianco. Di fronte a mancanze enormi, la magistratura non ha potuto fare altro, nel corso del tempo, che supplire quel vuoto lasciato, evitando che l’Italia andasse totalmente nelle mani della criminalità organizzata, che è un sistema di potere unico al mondo, dal momento che si è sviluppata all’interno di un Paese democratico.

 

Tutte le vicende politiche degli ultimi anni, con i loro segreti irrisolti, secondo Ingroia, sono testimonianza di un sistema che è profondamente radicato in Italia; morto Andreotti, non è morto l’andreottismo, e lo stesso vale per Berlusconi adesso. E’ il sistema che bisogna dunque combattere, più che i protagonisti del momento. E non bisogna abbattersi. Sono proprio le vicissitudini italiane degli ultimi tempi che hanno convinto il magistrato di poter fare qualcosa in veste di politico, spingendolo a candidarsi e poi a formare una nuova forza, Azione Civile, che non sia arcipelago della Sinistra ma un partito assestante. E’ una scommessa politica, e per riuscirci è doveroso mettersi a disposizione del proprio Paese. (Foto di EMILIO MUROLO)

da http://www.ilfatto.net/news/cultura-eventi/2918-molfetta-antonio-ingroia-al-ghigno

Concorso pubblico Logo Festival letterario “Storie Italiane”

 

Concorso pubblico Logo Festival letterario

                                              Storie Italiane

 Un intreccio di racconti per leggere quello che siamo stati,

                               siamo e quello che saremo

                      Primo Festival di letteratura a Molfetta

                           Edizione numero zero in divenire……

Concorso per la realizzazione del logo
La libreria Il Ghigno bandisce un concorso per la realizzazione del logo del festival letterario “Storie Italiane” ….. da utilizzarsi su materiale di comunicazione quale depliant, volantini, locandine promozionali degli eventi culturali dello stesso, etc.
Il progetto mira alla realizzazione di un logo dal design semplice che, traendo ispirazione dal titolo  dia risalto al profilo culturale del festival
Bando e regolamento.
Art. 1 Requisiti per concorrere: non vi sono particolari requisiti richiesti.
Art. 2 Scadenza per la candidatura: lunedì 02/06/2013.
Art. 3 Modalità di partecipazione:
(1) I lavori dovranno essere inviati per posta elettronica al seguente indirizzo:
ilghignolibreria@yahoo.it

. Nel testo dell’e-mail dovranno essere indicati:
a) nome e cognome, sesso, età, occupazione, indirizzo, recapito telefonico, indirizzo
e-mail dell’autore.
b) il concetto alla base dell’ideazione del logo (si segnala che del progetto selezionato
verranno resi pubblici nominativo ed eventuale appartenenza ddell’autore, nonché il concetto ispiratore).

(2) I lavori originali dovranno essere inviati esclusivamente in formato digitale JPEG,
GIF o PNG, a colori (senza limitazioni per quanto concerne gamma o sfumature di
colore). Si prega di voler tener conto fin da ora che per il lavoro selezionato potranno
essere richiesti in un secondo momento variazioni di formato o adattamenti per la
stampa.
(3) I lavori dovranno avere una dimensione al di sotto dei 500 KB ed essere
stampabili in una pagina A4.
(4) E’ possibile candidare più di un lavoro (non ci sono limitazioni al numero).
(5) Non saranno oggetto di valutazione lavori che contravvengano al buonsenso o a Bando e regolamento
AI Ghigno Libreria Via Salepico 47 70056 Molfetta

Via Salepico 47 – 70056 Molfetta

Tel. 080.3971365   il

normative di legge, violino il diritto d’autore o ledano diritti di terzi. Anche nel caso
in cui le suddette infrazioni venissero riscontrate successivamente alla selezione del
lavoro vincitore, tale selezione dovrà ritenersi invalidata.
(6) I diritti d’autore del logo risultato vincitore del concorso e di tutto il materiale ad
esso collegato saranno di esclusiva proprietà della Libreria Il Ghigno.

Al logo del vincitore non verrà apportata alcuna modifica fatta esclusione per
l’eventuale versione in bianco e nero o per variazioni delle dimensioni.
Art. 4 Modalità di selezione.
Tutti i lavori pervenuti verranno valutati dala Libreria Il Ghigno ed il
lavoro risultato vincitore del concorso verrà adottato come logo del nascente Festival.

Qualora, a seguito della rigorosa selezione effettuata, non fosse possibile selezionare alcun vincitore,
ci riserveremmo di annunciare la mancata aggiudicazione.
Art. 5 Notifica del lavoro risultato vincitore.
Il lavoro selezionato come vincitore verrà annunciato sul sito web della libreria dal 10 giugn0 2013, previa comunicazione all’autore.
Art. 6 Premi
All’autore del lavoro selezionato verrà conferito un attestato di riconoscimento. Inoltre,
l’autore sarà invitato agli eventi culturali organizzati dalla libreria e riceverà in premio 150 euro di libri a sua scelta.
(N.B. Per gli inviti si intende il biglietto di ingresso, non sono comprese altre spese come quelle di viaggio e di soggiorno)
7. Per ulteriori informazioni:
Libreria Il Ghigno Molfetta 080.3971365  ilghignolibreria@yahoo.it

 

 

 

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