Figlio di nessuno di Mariangela Altamura

Venerdi’  29 marzo ore 19,00

Figlio di nessuno di Mariangela Altamura

MARIANGELA FIGLIO DI NESSUNO
leggi la sinossi del libro

Sohn era il figlio di due americani, morti in un incendio per cause sconosciute. A causa del trauma subito, decide di non rivolgere più la parola a nessuno. Viene trovato in stato di shock e portato in un orfanotrofio, dove viene spesso maltrattato dai bulli e dalla severa direttrice.
Una volta adottato, si trasferisce con la sua famiglia nella cittadina statunitense Blue Hill; a scuola conosce Arya, una ragazza italo americana, della quale ben presto si innamora.
Parallelamente alla misteriosa figura di Sohn, tre pericolosi serial killer sono alla ricerca del ragazzo, per vendicare una vecchia ed inquietante questione.
La salvezza di Sohn e Arya avverrà grazie alla forza d’animo del ragazzo, oramai guarito dal suo doloroso passato, e grazie al prezioso aiuto del geniale e determinato detective Law.

CONVERSERA’ CON  PROF.SSA LUCIA SALLUSTIO    SCRITTRICE E POETESSA

   Ingresso libero

http://www.facebook.com/events/352408608192295/

Recensione

CULTURA

MOLFETTA. “Scrivere per crescere”: Mariangela Altamura presenta il suo primo libro presso la libreria “Il Ghigno”
Dettagli Pubblicato Lunedì, 01 Aprile 2013 05:52 Scritto da Giovanna Nappi

Molfetta – “Scrivo per migliorarmi e per crescere”: è così che la giovane Mariangela Altamura racconta le ragioni che l’hanno spinta a cimentarsi nella composizione del suo primo romanzo, “Figlio di nessuno”. Il libro è stato presentato lo scorso venerdì 29 marzo presso la Libreria Il Ghigno di Molfetta: l’incontro è stato presieduto dalla docente Isa de Marco e da Lucia Sallustio, professoressa di inglese nonché scrittrice e poetessa già nota ai suoi concittadini.

La presentazione del libro è stata lo spunto per indagare le ragioni che spingono una giovane ventenne a dedicarsi con forza d’animo e dedizione ad un lavoro di questa portata. Sapere di potersi chiudere in un mondo in cui si è gli unici ad avere il permesso di entrare, la convinzione di aver creato quel mondo da soli, diventa un motivo d’orgoglio per Mariangela, che si racconta davanti ad un pubblico numeroso, e caloroso. E’ così che ci racconta di tutti i libri letti, che l’hanno ispirata, come quelli di Agatha Christie, oppure dei consigli e delle critiche costruttive ricevuti da familiari e docenti, o ancora della passione per alcuni nomi e per alcune culture, come quella tedesca, o americana.

Questo libro racchiude tutti i segni di una prima esperienza che si rispetti: è stato scritto di getto, in nove mesi – veniamo a sapere – e ha preso forma poco a poco, sulla scia del thriller e del romanzo rosa, ma seguendo più che altro un percorso tutto personale, che non richiede catalogazioni di genere. La storia di questi due bambini, Sohn e Arya, l’incontro delle loro solitudini, l’immagine del bosco, che è un mondo in cui i giovani si chiudono per formare una famiglia loro e scacciare i problemi: sono tutti elementi che fanno di questo libro un unicum.

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