Domenica 2 dicembre …parliamo della ” Scuola che resiste” di Alex Corlazzoli

Domenica 2 dicembre, ore 11,00 …parliamo della “Scuola che resiste” (Chiare lettere) con Alex Corlazzoli, giornalista e precario

Alex, l’amico insegnante precario e giornalista, che ospitiamo domenica…
(Le parole “Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi” de La città vecchia di Faber ascoltata dopo aver passaggiato tra i carruggi di Genova, sono poesia anche per un ragazzino. I ragazzi si sono innamorati di Fabrizio De Andrè.

La scuola che resiste, sono il lascito memoriale ma anche vissuto di una politica della scuola il più delle volte dannosa, miope, che guarda più al contenimento delle risorse che agli investimenti, che è avara di futuro perché non sa porsi nel presente con l’adeguata forza e incisività che meriterebbe. L’aspetto personale della scuola vissuta in cattedra si intreccia con la riflessione di un’Italia vista dall’aula, senza però dimenticare come è cambiata la scuola e con essa i suoi abitanti, quegli alunni che sono del mondo, che appartengono non ad un solo Paese ma si nutrono e crescono di tante culture diverse. La seconda parte del volume che simbolicamente va sotto il titolo: la scuola di tutti porta avanti il racconto di esperienze di quotidiana resistenza, un modo per denunciare e raccontare che una scuola col cuore, che una scuola della passione c’è e può resistere ai venti di crisi e di disinteresse.

Biografia

Nella vita non avevo previsto di fare l’insegnante. Ho sempre sognato di fare il giornalista. Anzi da bambino avrei voluto fare il prete. Sono nato in campagna da una famiglia di operai, dove libri e giornali, in casa, non esistevano. Mi sono iscritto al liceo e ho terminato il mio curriculum scolastico alle magistrali. Ma la mia “scuola” sono state le strade del mondo: l’esperienza tra i ragazzini dei quartieri più difficili a Palermo, come l’incontro con Sarina Ingrassia che ha dedicato la vita ai “picciriddi” di Monreale; la conoscenza delle altre culture nei miei viaggi in Mozambico, Senegal, Kenya, Marocco, Palestina, Siria, Giordania, Libano, India, Brasile, Albania, Romania e altri ancora. È stato il giornalismo ad insegnarmi a essere curioso e a pormi sempre nuovi interrogativi.Ho lavorato in piccoli quotidiani e collaborato con settimanali come Diario della Settimana e Avvenimenti. Oggi collaboro con Il Fatto Quotidiano e Altreconomia. Tra i libri che ho scritto: Ragazzi di Paolo (Ega 2002) e Riprendiamoci la scuola (Altreconomia 2011). Ma soprattutto faccio il maestro, trasmettendo ai ragazzi tutto quello che la vita mi ha donato. Nel bagaglio delle esperienze: il volontariato in carcere per dieci anni dove ho fondato il giornale Uomini Liberi, l’esperienza nei campi nomadi a Firenze, la lotta alla mafia fatta anche al Nord. Nel 2008 ho fondato l’associazione L’Aquilone che si occupa di integrazione di migranti. Da quattro anni promuovo NonSoloACrema: un programma di appuntamenti con gli autori con l’obiettivo di portare la cultura anche in campagna, nei più paesi più piccoli. Dirigo il mensile Filo diretto a Monreale. Candidato sindaco per due volte a Offanengo, sono consigliere comunale d’opposizione. Al bavero della giacca ho sempre due spille: quella della Cgil di cui faccio parte del direttivo regionale della Flc con orgoglio e una spilla gialla con scritto “Io non ho votato Berlusconi”.

recensione

ALEX CORDAZZOLI

Una domenica mattina bella e particolare quella del 2 Dicembre 2012:
Ospitiamo con grande piacere il piacevole Alex Cordazzoli giovane maestro precario .
Viene dal Nord e ha fatto un sacco di esperienze come maestro e come giornalista , scrittore , blogger del fatto quotidiano.
Inizia il nostro viaggio attorno a questa figura cosi’ bella ,piacevole che sembra di essere a teatro ,e’ una persona che ti cattura parlando di cose importanti ma rendendole chiare e semplici e accessibili a tutti ,cosa che solo un grande maestro puo’ fare.
E’ come un fiume in piena ,inizia a raccontare la sua missione , si perche’ parlando del mestiere dell’insegnante dobbiamo parlare prima di tutto del piacere dell’insegnamento ,di un mestiere cosi’ bello se fatto bene ,che ti da grandi soddisfazioni nonostante si possa pensare il contrario e nonostante gli stereotipi attuali e sbagliati .
Si perche’ la scuola e’ fatta di persone non solo di didattica ,di materie, di prove, di compiti in classe ma e’ fatta di persone : maestri ,alunni , genitori , bidelle , segreteria , presidi , direttori,.
Abbiamo scelto di testimoniare come libreria il nostro appoggio alla battaglia che oggi si sta combattendo contro i tagli e la chiusura della scuola pubblica invitando Alex certi della sua valenza.
E dunque si parla di scuola,di approccio di Alex con i bambini,lui afferma di funzionare meglio nelle 4 e v classi per il percorso che svolge e di come bisognerebbe cambiare metodo , didattica e direi ciclo scolastico.
I maestri possono dare ancora tanto alla societa’ , alla formazione del bambino alla cultura e alla vita del futuro cittadino.
E’ cosi’ come sono preziosi gli alunni e i genitori ,la scuola e’ nostra e del noi ,dobbiamo parlare quando si parla di scuola .
Dobbiamo pensare noi a riprenderci la scuola come bene comune e primario.
“La scuola e’ di tutti ,e’ un bene comune !”
“Tutti ci passano, alcuni ritornano, altri rimangono.”
Come cittadini dobbiamo interessarci alla causa pubblica e dobbiamo pensare che un paese che non investe in formazione e’ destinato a morire senza cultura.
Difendiamo la scuola pubblica , testimoniandone il valore.
Ce ne fossero come Alex …. Eppure ci sono maestri ,prof talentuosi che ci mettono passione eppure sono nascosti come perle ,dobbiamo ringraziarli per cio’ che fanno per i nostri bambini che sono il futuro di questo paese incoraggiamoli!
Alex e’ stato definito il maestro della liberta’ dal recente sondaggio in una sua classe ,uno dei tanti esempi quello del diritto dei bimbi di andare 10 minuti fuori dall’aula.
Siamo stati tutti bambini e cio’ che oggi i bimbi fanno lo facevamo anche noi, i metodi cambiano ma la sostanza e’ sempre quella ,diritto allo studio, al gioco e come i diritti dei bambini sanciti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.
Possiamo parlare possiamo educarli perche’ per fare un paese migliore basato sui valori della pace,solidarieta’,accoglienza,integrazione,fratellanza,cultura,poesia ,bellezza si puo’ scegliere la via da seguire ed educarli alla strada della vita.
DonystellaEsmeralda Libraia

 

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