IL 20 NOVEMBRE..

Nazim Hikmet

Poeta

Nazim Hikmet

Lui è nato nel 1902.non è ritornato più tornato nella città natale, perchè non amava i ritorni indietro. Quando aveva tre anni abitava Alep con il nonno Pascià a 19 anni ha studiato a Mosca all’università comunista
a 49 era a Mosca di nuovo ospite del comitato centrale del partito comunista. Dall’età di 14 anni ha fatto il poeta, alcuni conoscono bene le varie specie delle piante altri quelle dei pesci, lui conosceva le separazioni, alcuni enumerano a memoria i nomi delle stelle, lui delle nostalgie ha dormito in prigioni e anche in alberghi di lusso, ha sofferto la fame compreso lo sciopero della fame e non c’è quasi pietanza
che lui non ha assaggiato.Quando aveva trent’anni ha chiesto la impiccagione a 48 lo hanno proposto
per la medaglia della Pace . A 36 ha traversato in sei mesi i quattro metri quadrati di cemento della segregazione cellulare a 59 ha volato da Praga all’Avana in diciotto ore ero di guardia davanti alla bara di Lenin.
È amico di Neruda, allievo di Majakovkij. È capace di ridere e piangere, di amare, di soffrire e di cantare. E cantava – racconta Neruda – prima piano e poi sempre più forte, a squarciagola, per vincere la sua debolezza e rispondere ai suoi torturatori. Cantava in mezzo agli escrementi delle latrine, dove lo avevano costretto a stare dopo averlo fatto a camminare fino all’esaurimento delle forze. Oppositore del regime di Kemal Ataturk, è condannato a 28 anni di carcere (1938) con l’accusa di incitamento alla ribellione perché ai cadetti della marina, che amano i suoi versi, piace leggere l'”Epopea di Sherok Bedrettin”, il poema sulla ribellione dei contadini del 1500 contro l’impero ottomano.

Per la sua liberazione, nel ’49 firmano a Parigi, insieme a tanti altri, Sartre, Ricasso e Robeson. Per la libertà si sottopone a uno sciopero della fame di 18 giorni, nonostante il cuore malato. Esce dal carcere in seguito ad un’amnistia generale. Anche da libero è perseguitato: due tentativi di ucciderlo e il servizio militare a 50 anni, malato. Privato della cittadinanza turca, deve rifugiarsi all’estero, accolto con affetto ovunque; solo gli Stati Uniti gli negano il visto. Muore esule a Mosca nel 1963.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...