Doppio scacco…il primo naval thriller italiano…

“LA SCALA E’ L’ANGOSCIA E LA SALVEZZA. SALIRLA VUOL DIRE STACCARSI DAKLLA TERRAFERMA, DA TUTTI I GROVIGLI. NESSUNO PUO’ PIU’ RAGGIUNGERTI: MOLLATI GLI ORMEGGI, TUTTO SI ALLONTANA, DIVENTA REMOTO. CON L’ODORE DEL MARE CHE RIEMPIE I POLMONI SE NE VANNO I FASTIDI……L’INCUBO E LA LIBERAZIONE COMINCIANO APPENA MESSO PIEDE SUL GRADINO DELLO SCALANDRONE”

Viene descritto come il primo “naval thriller italiano“. Sarà presentato venerdì 23 Marzo,ore 19.00,

S’intitola “Doppio Scacco”; l’autore è Giulio Calò Carducci, che ci viene descritto, come personaggio d’avventura. La storia di un intrigo di bordo e di uno strano traffico di contrabbando;

Si tratta dell’opera prima di uno scrittore la cui stessa biografia attrae per i presagi d’avventura che paiono marcarla sin dalle origini. Barese, l’autore di Doppio scacco nasce infatti da Jacopo Calò Carducci, che fu dapprima Guardiamarina dell’Accademia Navale di Livorno e quindi Colonnello pilota Medaglia d’Oro e d’Argento dell’Aeronautica: negli anni Trenta del secolo scorso, Calò Carducci compì la prima trasvolata atlantica – da Orbetello a Rio de Janeiro – e la seconda – da Orbetello a New York –, per poi scomparire misteriosamente nei cieli africani durante un audace volo sulla Sirte. Dopo essersi diplomato Capitano di lungo corso, il figlio Giulio scelse di ripercorrere almeno in parte la carriera paterna, e per circa un decennio navigò su mercantili italiani e navi battenti bandiera ombra fino a raggiungere il grado di primo ufficiale di coperta. Da tale esperienza che in gioventù portò l’autore ad attraversare mari e oceani d’ogni continente, traggono oggi ispirazione le vicende del libro, definito “il primo naval-thriller italiano” per la trama ricca di suspense, ambientata negli anni Cinquanta del Novecento e al cui centro si pone uno strano traffico di contrabbando tra Italia e Stati Uniti. Ne è protagonista la motonave Thais Hope, un autentico microcosmo dove si rapprende la più varia e talora inquietante umanità: dal pavido e corrotto comandante con trascorsi di repubblichino, al composito universo formato da ufficiali più o meno complici, marinai più o meno affidabili, oltre che da un mozzo adolescente capace di scatenare segrete e torbide passioni… L’occhio attento del narratore si sofferma con insolita competenza su ogni dettaglio della vita di bordo, senza mai perdere di vista i fili di un intrigo avvincente che culmina in un misterioso delitto (la scomparsa in mare, nel corso di un’epica tempesta, del chief, il primo ufficiale) e nella conseguente inchiesta che la voce narrante intraprende alla ricerca dell’assassino. Doppio scacco si segnala per la fluidità di una scrittura in grado di affascinare il lettore comune nella stessa misura in cui appassiona l’esperto di navigazione: i grandi modelli del “racconto di mare”, le sfumature “gialle” e “poliziesche” s’intrecciano in una narrazione originale, una sorta di unicum nel panorama contemporaneo. Ma il libro di Giulio Calò Carducci – che ai nostri giorni risulta di strettissima attualità – vale anche e soprattutto per il senso che acquista in quanto romanzo di formazione e d’iniziazione alla vita: un paradigma che non stupisce di certo in un autore che, dopo le avventure sui mari, si è laureato in Lettere e Filosofia, entrando in contatto con il migliore milieu intellettuale del meridione d’Italia, ed in seguito si è occupato di management nella Sanità Pubblica pugliese.

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