Archivio | gennaio, 2010

MARCO PESATORI CON ASTROLOGIA DELLE DONNE OGGI 31 GENNAIO ORE 17,30 C\O LU OGGETTI

31 gen
Lù oggetti    & la Libreria Il ghigno

   

            DOMENICA 31 GENNAIO

                   ore 17,30

                   c\o Lù oggetti   

                Piazza Vittorio Emanuele 2  

     MARCO PESATORI

    ASTROLOGO DREPUBBLICA

                         

                          

      ASTROLOGIA DELLE DONNE


                                 venite a scoprirvi dolcemente TRADIZIONALI,          

           selvaggiamente AMAZZONICHE, spensieratamente               

                                             NOMADICHE
 Il carattere femminile è determinato dalle posizioni di Luna e Venere, i pianeti che nella cultura astrologica definiscono la donna. A partire da 
questo, Marco Pesatori analizza e racconta tre grandi categorie del FEMMINILE

 

                                  intervista a cura di

                                felicita scardaccione

                                         giornalista     

gianluigi nuzzi, il numero della saggistica 2009, svela i segreti dello IOR, VATICANO SPA

29 gen

GIANLUIGI NUZZI SVELA I SEGRETI DELLO IOR – VATICANO S.P.A

VENERDI’ 29 GENNAIO

             ORE 21,00

 

Per la prima volta nella storia del Vaticano dalle Mura leonine filtrano migliaia di documenti sugli affari finanziari dell’Istituto per le opere di religione (Ior), l’impenetrabile banca della Santa sede che ogni anno offre i suoi utili alla gestione diretta del Papa.

Lettere, relazioni, bilanci, verbali, note contabili, bonifici, missive tra le più alte autorità d’Oltretevere su come il denaro sia talvolta gestito in modo spregiudicato da prelati, presuli e cardinali. Oltre 4 mila documenti che costituiscono l’archivio di un testimone privilegiato: monsignor Renato Dardozzi, parmense nato nel 1922, cancelliere della Pontificia accademia delle scienze e, soprattutto, per vent’anni uno dei pochissimi consiglieri dei cardinali che si sono succeduti alla segreteria di Stato, da Agostino Casaroli ad Angelo Sodano.
Dardozzi ha voluto che dopo la morte, avvenuta nel 2003, il suo sterminato archivio diventasse pubblico.

Così, dopo anni di ricerche, è ora in libreria il mio libro-inchiesta (Vaticano spa, Chiarelettere, 15 euro) che rilegge dalle carte del Vaticano alcuni passaggi cruciali di quegli anni: dalle tangenti della Prima repubblica ai soldi per Bernardo Provenzano e Totò Riina (è Massimo Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco di Palermo, a indicare in un’intervista pubblicata in Vaticano spa l’esistenza presso lo Ior di un sistema di conti intestati a prestanome del padre e dai quali partivano somme destinate ai due boss della mafia).In beneficienza il 40% dei diritti di Vaticano SpA


Intervista a Gianluigi Nuzzi a cura di Antonio Prudenzano
da Affaritaliani.it
19 ottobre 2009

"Il 40% dei proventi di ‘Vaticano Spa’ andrà in beneficenza, alla fondazione di monsignor Dardozzi". Gianluigi Nuzzi sceglie Affaritaliani.it per annunciarlo e per commentare il successo alla Fiera del Libro di Francoforte del suo saggio-inchiesta: "Per la prima volta, venerdì scorso (16 ottobre, ndr), il Financial Times ha dedicato una pagina a un saggio italiano (‘Vaticano Spa’, ndr). Una bella soddisfazione"

"Sono orgoglioso di guadagnare con un libro come ‘Vaticano Spa’ (Chiarelettere). Lo sarei stato molto di meno se lo avessi fatto con la biografia di Ronaldinho, tanto per fare un esempio".
Gianluigi Nuzzi, autore del bestseller sullo Ior (il saggio più letto finora in Italia nel 2009 e, come anticipato da Affaritaliani.it, già venduto all’estero in sette Paesi alla Fiera del Libro di Francoforte), annuncia ad Affari: "Il 40% dei proventi del libro andrà in beneficenza, alla fondazione di monsignor Dardozzi (del quale Nuzzi ha consultato lo sterminato archivio, ndr), che si occupa di sostenere le famiglie bisognose che vanno incontro a operazioni chirurgiche complesse".

L’autore di Vaticano Spa poi aggiunge: "Per la prima volta, venerdì scorso (16 ottobre, ndr), il Financial Times ha dedicato pagina 2 a un saggio italiano (Vaticano Spa, ndr). Una bella soddisfazione, che testimonia l’interesse per le inchieste di autori italiani che si è registrato alla Fiera del libro di Francoforte. Sono presuntuoso: il giornalismo d’inchiesta sopravviverà a tutto. Il futuro è la qualità".

 
                                   

             INTERVIENE

ANTONIO MASSARI

      giornalista "Il Fatto quotidiano" e scrittore

 

recensione del nostro incontro

 

02 febbraio 2010

"Vaticano Spa", tutto in nome di Dio

Al Ghigno il lato oscuro della Santa Sede con Gianluigi Nuzzi

di Vincenzo Drago

Un volume che rischia di riscrivere un pezzo di storia: potremmo definirlo cosi "Vaticano Spa", il libro inchiesta di Gianluigi Nuzzi presentato venerdì dallo stesso autore alla liberia "Il Ghigno".

Banco Ambrosiano, scandalo Enimont, Cosa Nostra, P2; è stato veramente detto di tutto sul passato dello Ior (Istituto per le Opere di Religione), banca privata situata nella Santa Sede e da essa dipendente; una storia attraversata da un fiume di denaro, compreso quello sporco di mafia e politici, tramite una serie di appositi conti intestati a prestanome. Il tutto costantemente occultato da una ragnatela di potere molto variegata (prelati, politici, massoni, imprenditori, mafiosi) che, nel corso degli anni, ha più volte messo il bastone tra le ruote di una magistratura troppo debole rispetto al pericolo incombente.

Ma la pubblicazione di Nuzzi, giornalista di Libero con un ottimo passato a Panorama, ha rimescolato le carte.

Nel libro, infatti, nuovi scenari sono stati aperti dalla consultazione di un archivio segreto, quello di monsignor Renato Dardozzi, morto nel 2004 dopo una lunga presenza come consigliere nella Segreteria di Stato vaticana; si tratta di quattromila documenti venuti alla luce per sua stessa volontà testamentaria, presenti nel libro e, da poco, anche sul web.

«Un vero mondo sotterraneo di cui spesso non conosciamo i volti», ha chiosato l’autore, che ha evitato di citare la lunga lista delle spericolate operazioni finanziarie, raccontando però alcune storie «all’italiana». Quella dell’ex ministro Giovanni Prandini ad esempio, «che, coinvolto in Tangentopoli, si reca in Vaticano per mettere al sicuro i suoi soldi e, come prestanome, sceglie un esorcista, Don Balducci; quando va a ritirare la somma versata non trova però niente: il demoniologo era stato raggirato dal suo legale e il conto era praticamente prosciugato».

Episodi che oscillano tra il grottesco e il thriller, come quello di «don Domenico Izzi, leader del movimento Lumen Christi, l’unico sacerdote risucito a raggirare lo Ior; nel 1995 chiese e ottenne otto miliardi di dollari per organizzare una lotteria in Argentina e un ad una sua fattoria dall’aeroporto di Buenos Aires. Nulla di ciò fu realizzato e il sacerdote spari con il bottino; dalle indagini si seppe che la gendarmeria pontificia aveva perquisito la sua abitazione a Borgo Pio, quartiere romano, come se nulla fosse: una polizia straniera aveva operato in territorio italiano senza alcun disturbo».

Cambierà qualcosa? Nuzzi è realista: «vent’anni fa questo libro non sarebbe stato nemmeno pubblicato e oggi, mentre la stampa estera lo accoglie e lo critica, in Italia provoca solo imbarazzo, con gente che non si è voluta far citare neanche tra i ringraziamenti».

Qualcosa però in Vaticano sembra essersi mosso: «a settembre vi è stato un avvicendamento al vertice dello Ior con l’addio di Caloia, e a dicembre la Santa Sede ha recepito la normativa comunitaria sull’antiriciclaggio; non si tratta di essere a priori contro la Chiesa, ma di guardare in faccia i fatti».

 

IL NOSTRO GIORNO DELLA MEMORIA….PEPPINO IMPASTATO

26 gen
                MERCOLEDI’ 27 GENNAIO 
                 GIOVANNI IMPASTATO
                            ORE 19,00 
 
              
 
 
Libro-intervista di Giovanni Impastato e Franco Vassia. Pagine fondamentali per ricostruire la storia della resistenza alla mafia, presentate da Giovanni nel ricordo di suo fratello Peppino, ucciso da Cosa nostra nel 1978 a trent’ anni
 
 
                                    
 
 

La storia di Peppino Impastato è una storia di giovani, di ideali, di coraggio, di ribellione e anche di violenza. È una storia tutta italiana.

Per aver dichiarato una guerra irridente e beffarda alla mafia, Peppino fu ucciso in una notte siciliana di tanti anni fa e la sua morte, come quella di mille altri, era destinata esclusivamente ad aggiornare quella lista infinita di crimini relegati nelle pagine della cronaca.

Se la figura di Peppino ha continuato a vivere lo si deve soprattutto all’impegno sociale e civile del fratello Giovanni, assieme a quello dei compagni di Peppino e al Centro siciliano di documentazione a lui intitolato, e a quel vibrante messaggio che, da trent’anni, portano in giro in tutt’Italia e anche all’estero

                                                                             

                        INTERVIENE

     DOTT FRANCESCO MESSINA                

                                         MAGISTRATO

 

 

      28 MATTINA ISTITUTO MAGISTRALE "V FORNARI"

                            PROGETTO LEGALITA’

                          

                              28 POMERIGGIO ORE 18,00  

                              TERLIZZI – AULA CONSILIARE

                      LICEO CLASSICO SYLOS LABINI

                               CON IL PATROCINIO

                  DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

                                      INTERVENGONO

                                 ING DI TRIA SINDACO

                      INS PAPARELLA ASS ALLA CULTURA 

                             PROF DE PALMA PRESIDE

                               LICEO CLASSICO SYLOS LABINI

                                 

 

 

 

29 gennaio 2010

Morire di mafia. Giovanni Impastato dà nuova voce al fratello Peppino

Doppio appuntamento per la presentazione del libro “Resistere a Mafiopoli – La storia di mio fratello Peppino Impastato”

di Daniele Pio Caldarola

Nascere all’interno della mafia, subirla fino al punto di vedersi decimare la famiglia e a quel punto dire di no, uscire da quel circolo vizioso, vivere seguendo un’ideale di integrità morale, di forza di volontà, di coraggio. Non servono eroi per farlo, sostiene Giovanni Impastato; suo fratello Peppino ha portato avanti la sua guerra alla mafia fino alla morte ed era una persona normale, un ragazzo mingherlino, uno come noi, non un eroe. E questo è molto peggio perché vuol dire che ogni persona è chiamata a fare quotidianamente scelte di questo tipo senza potersi nascondere dietro una banale scusa, è un impegno alla portata di tutti.

Giovanni Impastato racconta la tragica vicenda di suo fratello maggiore, Peppino, ucciso in una notte violenta tra l’8 e il 9 maggio del 1978 per essersi opposto con tutti i mezzi che aveva a disposizione a quel giogo intollerabile che soffocava la sua famiglia, il suo paese: la mafia.

Erede del grande movimento contadino del Sud Italia degli anni ‘40 – uno dei più grandi d’Europa –, Peppino fa da pioniere per un nuovo tipo di lotta a base di cuore ma anche di cervello, un cervello tanto vivace da anticipare di anni quelle che oggi sono le tecniche di rivendicazione sociale. I suoi strumenti? Prima di tutto l’ironia, quell’ironia dissacrante, micidiale, capace di demitizzare gli “intoccabili” mafiosi di Cinisi, in provincia di Palermo, di metterli in difficoltà, di far ridere di loro tutto il paese. Poi la fondazione del giornale “L’idea socialista”, le mostre fotografiche in cui si parlava tra l’altro anche di ecologia – anche per questa tematica Peppino ha anticipato i tempi -, il Circolo Musica e Cultura, il Partito di Democrazia Proletaria e infine Radio Aut, quello spazio che ha dato alla sua voce e alle sue idee una risonanza incredibile.

Vittima di una profonda rottura a livello familiare, Peppino si oppone sin dall’adolescenza alla mafia – di cui il padre faceva parte – dopo che l’uccisione dello zio don Cesare Manzella gli apre gli occhi su quel mondo squallido. Era l’aprile del ’63. Nascono quindi i primi conflitti tra lui ed il padre che, nonostante non apprezzi il suo comportamento – per il quale arriva a cacciarlo di casa – alla fine riesce a far prevalere l’aspetto paterno dichiarando che prima di uccidere il figlio avrebbero dovuto uccidere lui, cosa che effettivamente avviene.

La madre, donna semplice ma di grande sensibilità ed intelligenza, di grande fede cattolica e legata ai valori della famiglia, pur non condividendo la posizione del marito lo rispetta fino alla sua morte dopo della quale prende una posizione ferma: chiudere definitivamente la porta alla parentela mafiosa e alla mafia in generale, continuare la lotta intrapresa da Peppino.

Giovanni, fratello minore, inizialmente impaurito, dopo la morte di Peppino dà una brusca sterzata alla sua vita continuando per la strada lasciatagli in eredità dal fratello, combattendo quotidianamente per la libertà, spinto dall’idea che avrebbe potuto fare di più.

Tutto questo nel libro “Resistere a Mafiopoli”, libro scritto in collaborazione con Franco Vassia, giornalista musicale, presentato mercoledì pomeriggio nella libreria “Il Ghigno” e giovedì mattina nella fabbrica di S. Domenico per gli alunni del Liceo Psico-socio-pedagogico “Vito Fornari”.

Al dibattito, dopo la lettura di un brano del libro da parte di Valentina La Calamita, ha preso parte il magistrato Francesco Messina, organizzatore di eventi culturali, il quale ha sostenuto di essere in una posizione favorevole (grazie al suo lavoro) per osservare la vita comune, quella della società. Per lui Peppino, personaggio di eterna modernità, è un’anima di riferimento per tutti, interessante perché racchiude contemporaneamente una grande normalità e una singolarissima esperienza.

Anche il film “I Cento Passi” di Marco Tullio Giordana ha raccontato la vicenda, questo dramma umano; ma attraverso la tv e i libri a volte certe storie sono troppo irreali per vederle consapevolmente. Ma, ascoltando direttamente tutto ciò dalla voce di Giovanni, uomo in carne ed ossa, umile, umano, dalla voce ancora tremante per l’emozione, guardando in quegli occhi che hanno incrociato gli occhi di Peppino – uomo comune eppur come pochi al mondo –, che hanno assistito alla paura, alla sofferenza, che hanno visto gente uccisa, mafiosi, manifestazioni di protesta, ingiustizie, depistaggi delle indagini, delusione negli occhi altrui e a volte sconforto, disperazione… vengono i brividi.

La morte di Peppino scuote gli animi tuttora, ma intorno a pochi che ci credono e combattono, il silenzio e il disinteresse sono ancora troppo assordanti.

Un uomo scomodo, un artista, un intellettuale, un politico che si è candidato ed è stato eletto dopo la morte, un ribelle alla ricerca di una legalità intesa come rispetto dell’uomo, della dignità umana.

Legalità è aprire gli occhi e non subire passivamente. Combattere per far valere i propri ideali approfittando del tempo che ci è concesso, senza sprecarlo, abituarsi a farsi carico dei problemi altrui, non voltare la testa, usare l’intelligenza tagliando via la rassegnazione.

Peppino viene quotidianamente ricordato attraverso il Centro siciliano di Documentazione a lui intitolato, ma a Giovanni piace ricordarlo attraverso uno dei tanti aneddoti che porta con sé: mentre da ragazzi guardavano insieme un paesaggio della loro bellissima terra, Peppino disse: “Bisogna insegnare alla gente che cos’è un paesaggio prima che venga distrutto”. Non c’è tempo da perdere.

PROSSIMAMENTE BLUES & BEAT GENERATION CONCERTO READING

26 gen
                                                       PROSSIMAMENTE
                               BLUES & BEAT GENERATION
                    CONCERTO READING
           OMAGGIO A FERNANDA PIVANO

PROSSIMAMENTE C\O CENTRO LIBERITUTTI CHIARI LIUZZI CON TESAMI’

25 gen

                                PROSSIMAMENTE

       c\o il Centro Liberitutti

             CHIARA LIUZZI

                                                            

In compagnia di Colorina che è una bambina allegra e divertente, abitante di Liquibia, un paese scolorito. Le hanno detto che chi riuscirà a liberare la musica dei colori, ridarà la felicità al mondo intero. E lei ci prova…

Questo libro attraverso la fiaba, le attività proposte nella seconda parte e il cd allegato è un laboratorio da sperimentare, giocare, ascoltare per entrare nel mondo dei suoni. La scoperta del "sonoro", fin dalla piccola età, aiuta i bambini a entrare in relazione con il proprio corpo, con il mondo esterno e con gli altri. Un po’ come nel linguaggio dei neonati "mmm" diventa "mamma", allo stesso modo un suono acquista significato perchè c’è qualcuno che chiede "cos’è

Questo libro attraverso la fiaba, le attività proposte nella seconda parte e il cd allegato è un laboratorio da sperimentare, giocare, ascoltare per entrare nel mondo dei suoni. La scoperta del "sonoro", fin dalla piccola età, aiuta i bambini a entrare in relazione con il proprio corpo, con il mondo esterno e con gli altri. Un po’ come nel linguaggio dei neonati "mmm" diventa "mamma", allo stesso modo un suono acquista significato perchè c’è qualcuno che chiede "cos’è?"

IL PRESENTE INCONTRO – LABORATORIO E’ POSSIBILE RIPETERLO C\O SCUOLE, ASSOCIAZIONI E….INTERPELLATECI

 

FARFALLE DI SPINE Poesie sulla Shoah Giovedi 5 febbraio 2010

24 gen

VENERDI’ 5 FEBBRAIO

 ORE 19,00

FARFALLE DI SPINE

Poesie sulla Shoah

 

a cura di Valeria M.M. Traversi

 

  • Daniele Maria Pegorari, direttore della collana "LE CILIEGIE" e docente di  
  •   Letteratura Italiana presso l’ Università degli Studi di Bari

     Angela Teatino, Dott.ssa c\o facoltà di lingue Universita di Bari

  • Letture a cura di Daniela Andriani 
  •  

    IL LIBRO

    L’antologia raccoglie, in tre sezioni distinte, testi poetici nati in circostanze e momenti diversi ma legati al più terribile atto di barbarie che ha lacerato il cuore del XX secolo.

    Con questa operazione di selezione e raccolta si è cercato di offrire al lettore un ventaglio di voci ed esperienze che diano testimonianza delle varie vicende legate alla Shoah. e che, contemporaneamente, trasmettano la forza comunicativa e la verità che l’arte è in grado di testimoniare oltre e più profondamente del documento

     

    L’AUTRICE

     Valeria M.M. Traversi (1974) si è laureata a Bari in Lettere nel 1998 con una tesi su Primo Levi e la letteratura della Shoah. Dopo aver conseguito il Dottorato di ricerca in Italianistica nel 2003, ha curato per Palomar un’edizione de Il dispaccio di Venere. Epistole eroiche di Pietro Michele (2008). Suo interesse di studio continua ad essere la tradizione novecentesca cui ha dedicato alcuni saggi: I rumori stridenti della scrittura. Scrittura dopo Auschwitz (1999); Suggestioni d’Africa e tradizione letteraria nel ‘Porto Sepolto’ (2003); Il ritorno a casa attraverso la letteratura: l’Istia di Pier Antonio Quarantotti Gambini (2006); "Ci ritroveremo in non so che punto": le lettere di Montale a Irma (2007); Per dire l’orrore: Primo Levi e Dante (2008). Insegna lettere nelle scuole secondarie

    FARFALLE DI SPINE

    Poesie sulla Shoah

     

    a cura di Valeria M.M. Traversi

     

    GIANLUIGI NUZZI CON “VATICANO SPA” DI CHIARELETTERE

    17 gen
    13 gennaio

     

     

    GIANLUIGI NUZZI SVELA I SEGRETI DELLO IOR – VATICANO S.P.A

    VENERDI’ 29 GENNAIO

                 ORE 21,00

     

    Per la prima volta nella storia del Vaticano dalle Mura leonine filtrano migliaia di documenti sugli affari finanziari dell’Istituto per le opere di religione (Ior), l’impenetrabile banca della Santa sede che ogni anno offre i suoi utili alla gestione diretta del Papa.

    Lettere, relazioni, bilanci, verbali, note contabili, bonifici, missive tra le più alte autorità d’Oltretevere su come il denaro sia talvolta gestito in modo spregiudicato da prelati, presuli e cardinali. Oltre 4 mila documenti che costituiscono l’archivio di un testimone privilegiato: monsignor Renato Dardozzi, parmense nato nel 1922, cancelliere della Pontificia accademia delle scienze e, soprattutto, per vent’anni uno dei pochissimi consiglieri dei cardinali che si sono succeduti alla segreteria di Stato, da Agostino Casaroli ad Angelo Sodano.
    Dardozzi ha voluto che dopo la morte, avvenuta nel 2003, il suo sterminato archivio diventasse pubblico.

    Così, dopo anni di ricerche, è ora in libreria il mio libro-inchiesta (Vaticano spa, Chiarelettere, 15 euro) che rilegge dalle carte del Vaticano alcuni passaggi cruciali di quegli anni: dalle tangenti della Prima repubblica ai soldi per Bernardo Provenzano e Totò Riina (è Massimo Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco di Palermo, a indicare in un’intervista pubblicata in Vaticano spa l’esistenza presso lo Ior di un sistema di conti intestati a prestanome del padre e dai quali partivano somme destinate ai due boss della mafia).In beneficienza il 40% dei diritti di Vaticano SpA


    Intervista a Gianluigi Nuzzi a cura di Antonio Prudenzano
    da Affaritaliani.it
    19 ottobre 2009

    "Il 40% dei proventi di ‘Vaticano Spa’ andrà in beneficenza, alla fondazione di monsignor Dardozzi". Gianluigi Nuzzi sceglie Affaritaliani.it per annunciarlo e per commentare il successo alla Fiera del Libro di Francoforte del suo saggio-inchiesta: "Per la prima volta, venerdì scorso (16 ottobre, ndr), il Financial Times ha dedicato una pagina a un saggio italiano (‘Vaticano Spa’, ndr). Una bella soddisfazione"

    "Sono orgoglioso di guadagnare con un libro come ‘Vaticano Spa’ (Chiarelettere). Lo sarei stato molto di meno se lo avessi fatto con la biografia di Ronaldinho, tanto per fare un esempio".
    Gianluigi Nuzzi, autore del bestseller sullo Ior (il saggio più letto finora in Italia nel 2009 e, come anticipato da Affaritaliani.it, già venduto all’estero in sette Paesi alla Fiera del Libro di Francoforte), annuncia ad Affari: "Il 40% dei proventi del libro andrà in beneficenza, alla fondazione di monsignor Dardozzi (del quale Nuzzi ha consultato lo sterminato archivio, ndr), che si occupa di sostenere le famiglie bisognose che vanno incontro a operazioni chirurgiche complesse".

    L’autore di Vaticano Spa poi aggiunge: "Per la prima volta, venerdì scorso (16 ottobre, ndr), il Financial Times ha dedicato pagina 2 a un saggio italiano (Vaticano Spa, ndr). Una bella soddisfazione, che testimonia l’interesse per le inchieste di autori italiani che si è registrato alla Fiera del libro di Francoforte. Sono presuntuoso: il giornalismo d’inchiesta sopravviverà a tutto. Il futuro è la qualità".

     
                                       

                 INTERVIENE

    ANTONIO MASSARI

          giornalista "Il Fatto quotidiano" e scrittore

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